Radio Radicale figli adottivi e Strasburgo. Riforme necessarie

Martedì 16 aprile, come annunciato, abbiamo seguito Luisa Di Fiore, presidente di FAEGN -Figli adottivi e genitori naturali- nella trasmissione su Radio Radicale che Diego Sabatinelli e Alessandro GerardiLid, Lega italiana divorzio breve– conducono bi-settimanalmente sul diritto di famiglia.

Radio Radicale figli adottivi e Strasburgo. Riforme necessarie

Luisa ha illustrato quella che è l’ennesima condanna che l’Italia colleziona, da Strasburgo, sulla violazione dei diritti umani ed ha parlato delle varie proposte e problematiche della legge 184 del 1983, ribattezzata legge dei “100 anni più un giorno” che prevede il totale ed assoluto segreto sull’identità materna qualora, esplicitamente indicato sull’atto di nascita, vi fosse la dicitura “da donna che non consente di essere nominata“.

Le controversie sono molte, eliminare questa tutela della privacy e il parto in ononimato indurrebbe moltissime donne ad optare per l’aborto o, peggio, l’abbandono e le stragi di neonati. Ricordiamo che, oggi nel 2013, i motivi per tale decisione sono molteplici e, specialmente per le straniere nel nostro Paese, neppure tanto diverse da qualche centinaio di anni or sono: motivi religiosi a politici, senza dimenticare la povertà assoluta, le violenze sessuali, l’ignoranza, la mancanza/scarsa tutela dello Stato… e per quanto riguarda le italiane si apre un mondo che va letto con cura, attenzione e molto tempo.

Per tonare a Strasburgo, con la sentenza del 25 settembre (ricorso 33783/09), la Corte europea dei diritti dell’uomo ha chiarito che è contraria alla Convenzione una legge che impedisce a chi è stato abbandonato alla nascita di conoscere le circostanze in cui la nascita stessa è avvenuta, nonché di conoscere lidentità della madre: è storia, una sentenza che tenta di bilanciare due diritti fondamentali, quello della madre ossia il diritto all’anonimato e quello del figlio alla conoscenza delle proprie origini. Ora l’Italia dovrà, quando comodamente avrà un Parlamento degno di questo nomenota ironica dell’autrice del pezzo– mettere mano alle carte ed adeguarsi.

L’esperienza insegna: in fatto di tutela dei diritti civili l’Italia è spaventosamente un fanalino di coda, sempre rimbeccata e derisa; con i cittadini indegnamente privati della civiltà che meritano. Basta ricordare la bufala dell’insabbiamento della proposta di legge c.d. Divorzio Breve, a tal proposito SenzaBarcode accompagnò Diego Sabatinelli in un inconsueto giro da Babbo Natale in consegna dei doni ai Partiti. Oppure le grandi battiture o gli scioperi della fame di Marco Pannella e del Partito Radicale, anche qui Strasburgo condannò l’Italia per le sue carceri, il sovraffollamento, la tortura e la mancanza dei principali diritti umani ai detenuti, il 47% di quelli in attesa di giudizio risulteranno innocenti.

La mia esperienza personale ha -come per le vicende dei malati di Sindrome Fibromialgica  e i figli coinvolti in separazioni conflittuali temi che seguo da tempo- il “brutto vizio” di dimostrarmi come in vicende di questo  genere vi sono sempre almeno una decina di retroscena difficili da comprendere. Dalle lettere dei figli adottivi, dai loro appelli, dalle carte che taluni sono riusciti a recuperare e dalle vicende che fortunatamente si sono concluse positivamente, si susseguono spesso insabbiamenti, ricatti, veri e propri rapimenti …

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

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