Tito Flavio Vespasiano, figlio

Nasce a Roma il 30 dicembre del 39, sul Palatino, a Ti racconto una Storia parliamo di Tito Flavio Vespasiano (omonimo del padre).

Nel 43 Vespasiano serve come generale nella campagna britannica dell’Imperatore Claudio e Tito trascorre così l’infanzia con Britannico, erede di Claudio. Purtroppo, quando quest’ultimo muore avvelenato, evidentemente anche Tito inavvertitamente ingerisce del veleno, poiché sta male per molto tempo. Si rimette, ma non dimenticherà mai l’amico, tanto da far erigere diverse statue in suo onore una volta divenuto imperatore.

A circa 20 anni Tito diviene tribuno militare prima in Germania e poi in Britannia: in entrambe le occasioni, a quanto pare, dimostra abilità e moderazione, tanto da guadagnarsi la stima di molti soldati. In questo periodo sposa Arrecina Tertulla, che però muore nel 62, si risposa con Marcia Furnilla, ma presto divorzia anche da lei, senza sposarsi più. Non è insomma molto fortunato nella vita familiare, ma ha presto occasione di testimoniare il suo valore in guerra.

Nel 66, infatti, la Giudea si rivolta contro il dominio romano e Nerone, preoccupato, vi invia Vespasiano, uno dei suoi generali più capaci; il suddetto, naturalmente, porta con sé i figli Tito e Domiziano. Tito, in particolare, ha numerose occasioni per dimostrare le sue qualità sia come comandante, sia come soldato, tant’è che qualcuno sostiene sia anche migliore del padre. 

Vi ho già raccontato nel dettaglio cosa accade alla morte di Nerone

nelle precedenti due puntate, quindi non vi annoierò ripetendovi le vicende della guerra civile, al termine della quale Vespasiano trionfa. Tito, in compenso, inizialmente non può granché festeggiare, poiché il padre, dimostrando totale fiducia in lui, lo incarica di porre fine alla guerra giudaica conquistando Gerusalemme. L’assedio è ferocissimo e la conquista della Città Santa avviene nel sangue di un numero imprecisato di civili: alcuni dicono 600.000, altri parlano di ben un milione di vittime. Quel che è certo è che il Tempio di Gerusalemme, cuore della religione ebraica, viene distrutto.

Negli anni successivi, Tito sostiene fedelmente il padre e, quando questi muore, nel 79, la successione avviene in modo naturale e senza scossoni: qualcuno teme che Tito ricalchi gli eccessi neroniani, essendo a quanto ci viene detto amante della bella vita, ma Tito si rivela, ancora, un sovrano morigerato ed intelligente, tanto da fargli guadagnare l’appellativo di delizia del genere umano. Addirittura ci viene riferito che, secondo Tito, un giorno trascorso senza commettere buone azioni sia da considerare un giorno sprecato.

Purtroppo, come detto, il suo breve principato viene funestato da due tragedie

nel 79, infatti, una devastante eruzione del Vesuvio cancella dalla mappa Pompei ed Ercolano. Tito si occupa attivamente per alleviare le sofferenze dei sopravvissuti e per riparare gli incalcolabili danni, impiegando il suo patrimonio personale; allo stesso modo si comporta l’anno successivo, quando un incendio devasta la città di Roma.

Dà anche prova di magnanimità impedendo le condanne a morte durante il suo principato e prosegue nello spirito di rinnovamento edilizio che aveva caratterizzato il principato del padre, portando fra le altre cose a termine la costruzione dell’Anfiteatro Flavio, il Colosseo.

Muore purtroppo ad appena 42 anni nell’81; alcuni sostengono che rimanga vittima della malaria, contratta assistendo i malati, altri invece incolpano il fratello Domiziano, che lo avrebbe fatto avvelenare. Vera o meno che sia tale accusa, il fratello alla sua morte fa edificare in suo onore un arco trionfale che possiamo ammirare ancora oggi nel Foro Romano, per la precisione alle pendici del Palatino, proprio dove Tito era nato.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli nasce a Roma nel 1990, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, ha pubblicato due libri, intitolati "Dominio" e "Troiade", quest'ultimo con la collana editoriale SenzaBarcode.

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