Strasburgo l'Italia viola Convenzione europea dei diritti umani

Strasburgo l'Italia viola Convenzione europea dei diritti umani (ANSA) – STRASBURGO, 19 MAR – La Corte europea dei diritti umani ha reso noto oggi di aver rifiutato la richiesta del governo italiano di rinviare davanti alla Grande Camera il ricorso presentato da Anita Godelli, contro la legge 184 del 1983 che regola l’accesso alle informazioni sulle origini di chi e’ stato abbandonato dai propri genitori biologici. Diventa cosi definitiva la sentenza emessa dalla Corte di Strasburgo lo scorso settembre, con cui i giudici europei stabilirono che la legge in questione viola la Convenzione europea dei diritti umani perché non da modo a chi e’ stato abbandonato di ottenere alcun tipo di informazione sulle proprie origini.

Il Parlamento italiano dovrà quindi adesso modificare la legge in modo da proteggere meglio il diritto di chi e’ stato abbandonato di poter conoscere in forma anonima le proprie origini o, dove il genitore acconsenta, la sua identità. Attualmente la legge difende unicamente il diritto dei genitori biologici a mantenere l’anonimato. Il ricorso era stato presentato da Anita Godelli, che abbandonata dalla madre alla nascita nel 1943, ha passato la sua vita cercando di scoprire la verità sulle sue origini. Ma le autorità italiane hanno sempre rifiutato di fornirle qualsiasi tipo di informazione, anche quelle da cui non sarebbe stato possibile identificare la madre. La tesi del governo italiano, presentata anche nella richiesta di rinvio davanti alla Grande Camera, e’ che questa sia una necessita’ per garantire che nella disperazione le madri non ricorrano all’aborto, all’abbandono ‘selvaggio’, o ad altri atti ‘irreparabili’.(ANSA)

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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