Strasburgo ci condanna ancora. Siamo Criminali

600_saviano(ANSA) – STRASBURGO, 8 GEN – La Corte ha inoltre condannato l’Italia a pagare ai sette detenuti un ammontare totale di 100 mila euro per danni morali. Nella sentenza la Corte invita l’Italia a porre rimedio immediatamente al sovraffollamento carcerario.

Questa è la prima mail che ho letto questa mattina, ne è seguito un sorriso amaro, ma almeno un sorriso. L’Italia colta, ancora, a delinquere. Incivile e disumana, umiliante e insana. L’Italia che uccide è anche qui tra le celle di Lecce dove Mohamed Abdi, 38 anni ha detto basta e ha preferito impiccarsi, ma arriva tristemente al secondo posto, segue la tragica decisione di Giuseppe Pizzo, operai di 58 anni, stava all’Ucciardone a Palermo, impiccatosi anche lui  – Grazie a Emilio Quintieri e alle attente analisi anche del 2012 – e oggi abbiamo vissuto solo 8 giorni del 2013.

Se uno ogni 4 giorni decide di ammazzarsi prego affinché l’Italia sia ingabbiata  nella catacomba!

Leggo la notizia e la “posto” immediatamente su Facebook sì, lo dico chiaramente, il mio disgusto per gli immorali, ipocriti e ignoranti che parlano senza saper neppure di cosa aumenta.

Roberto Saviano scrive qualcosa sul social “… Di diritti umani in Italia si parla pochissimo e solo in campagna elettorale. Poi tutto sepolto, tutto dimenticato. È inutile ora replicare a questa notizia con le solite livorose banalità sul fatto che le carceri non sono alberghi a 5 stelle, che chi ha sbagliato deve pagare… Il carcere nei paesi civili è riabilitazione.”

Mi piace smentire coi fatti, con le prove, e qualcosa mi dice che Saviano ha scritto quel testo e in quel modo per dare a tutti la possibilità di fare un piccolo sforzo mentale: “si parla pochissimo e solo in campagna elettorale” No, e lui lo sa – so che è poco consono ma ci metterei volentieri uno smile! Sono oltre 30 anni che Marco Pannella e il Partito Radicale si occupano di detenuti; anni di nonviolenza per tentare di smuovere politica e coscienze. Anni di denunce sulla situazione carceraria, la devastazione di questi detenuti che non vengono mai riabilitai ma puniti, torturati, umiliati.

Scrissi questo articolo a Giugno, non esisteva SenzaBarcode e non si vociferava di nessuna elezione. Anche Rita Bernardini e Irene Testa ci hanno dimostrato che non si parla di carceri solo sotto elezioni – e non “solo” con 41 giorni di sciopero della fame – almeno non i Radicali.

Irene Testa sarà presto ospite di SenzaBarcode tramite la penna di Grazia e Giorgio Rizzo Mugno, un’intervista dedicata all’amnistia e al perché di queste malagiustizie.

Saviano dice ancora “È inutile ora replicare a questa notizia con le solite livorose banalità sul fatto che le carceri non sono alberghi a 5 stelle”, lo ha scritto – presumo e spero – con la speranza che tutti i “banali” si limitassero a restar banali senza commentare; in Italia abbiamo un tasso d’ignoranza e crudeltà spaventosa! anche il detenuto al 41bis ha dei diritti, violarli è reato. Sia esso un assassino, uno stupratore o un ladro di noccioline ha dei diritti! che sia quello di un processo giusto e regolare o di avere un pezzo di sapone per lavarsi!

Roberto – che ormai lo tratto con “confidenza” dato che con confidenza trattiamo simili argomenti – conclude dicendo “Il carcere nei paesi civili è riabilitazione” … questa  tua ultima affermazione la prendo come una sberleffo e un altro sorriso amaro. Sappiamo bene quanta poca civiltà sta nel nostro Paese, nelle carceri, dietro e davanti alle sbarre, al tavolo degli imputati….

Lo stato di Roberto Saviano conta ora oltre mille condivisioni e centinaia di commenti; Rita Bernardini la possiamo ascoltare nel video in fondo all’Articolo e Irene Testa, sul nominato social, dice “Oggi in molti si indignano davanti alla sentenza di Strasburgo ma noi da tempo denunciamo che nelle nostre carceri ci sono solo corpi ammassati, spesso malati e non curati. Fame, caldo e sporcizia abbondano nella gran parte degli istituti di pena italiani. Dentro questi luoghi, volutamente nascosti, avvengono le illegalità più immonde nei confronti di coloro che dovrebbero essere indirizzati verso la legalità. Amnistia, Giustizia e Libertá!”

Per quanto mi riguarda, specialmente su questo argomento, non potrei avere una posizione diversa:  Amnistia, Giustizia e Libertá.

 

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

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