A.G.: Avanti Google

Com’era la vita prima di Google? Cosa c’era prima di Google? E come facevano a sopravvivere i terrestri?

Si narra che, prima dell’ avvento dell’ amato motore di ricegooglerca, le persone – sempre che già Avanti Google si chiamassero così – dovessero cercare gli argomenti da cui erano incuriosite da sole, nessuno selezionava per loro le notizie. Sfogliavano queste cose enormi, fatte di uno strano materiale che mi pare si chiami carta, e da lì, estrapolavano le nozioni che interessavano loro. Da soli, senza nessuna indicizzazione. Cioè, c’era un’indicizzazione, ma anche in quel caso dovevano cavarsela senza alcun aiuto. Oltretutto, a volte era posta al principio di quel contenitore di carta, anticamente chiamato “libro“, mentre altre volte era addirittura alla fine!

C’erano anche dei ringraziamenti, chissà a chi poi. Google non ringrazia mai nessuno. Siamo noi a ringraziare Google.

Esistevano anche termini come “anonimato”: oggi questa parola non ha pressoché più senso. Con la connessione ovunque, essere anonimi è completamente inutile, piuttosto invento un alter-ego. Che so, io potrei tranquillamente essere Roberto Riga, di 15 anni, nerd e patito di heavy metal. Nessuno verrà mai a sapere le mia vera identità nella rete. E poi Google ha la privacy. Pensa, però, quando voglio scoprire qualunque cosa su qualcuno, chiedo a Mr. G. e lui mi risponde! Ci sono rimasta un po’ male solo una volta quando, chiedendogli chi ero, mi ha detto che risultavo essere una studentessa di Bari morta circa 600 anni fa. Eppure io mi sentivo così viva. Per un attimo ho pensato che si trattasse di un sogno mio, Google non può sbagliare. Poi però mi sono resa conto di essere sulla terra, e lì ho realizzato che non era Google ad aver sbagliato, aveva solo confuso le persone! Del resto, 600 anni fa mica si potevano dare tutte queste informazioni al signor G.

Credo esistesse anche una cosa chiamata fantasia. Sì, uno di quegli strani meccanismi inventato dagli antichi per colmare i vuoti lasciati nelle giornate. Non so, non ho mai provato ad usarla. Dicono che sia come la droga, una volta che inizi poi non riesci più a smettere. Ed io non voglio avere problemi con la legge. Voglio essere ubbidiente e brava, come ci ha insegnato il Signor G.

Perchè, nel caso in cui se ne accorgesse, potrebbe bannarmi. Non sono mica sopravvissuta fino al 2512 per niente.

4 pensieri riguardo “A.G.: Avanti Google

  • 18 Aprile 2013 in 11:03
    Permalink

    Ecco, al generatore automatico di identità non ci avevo proprio pensato!Ahahah!
    Il mio timore è che, a lungo andare, il fatto di avere sempre più macchine che pensano per noi, ci porti ad atrofizzare il cervello, perdendo quindi anche la capacità di usare la fantasia. Mentre il continuo “controllo”, dicendo dove siamo, o semplicemente postando uno stato <> è a tratti fastidioso. Ma queste rimangono sempre personalissime opinioni 🙂

  • 18 Aprile 2013 in 11:03
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    Ecco, al generatore automatico di identità non ci avevo proprio pensato!Ahahah!
    Il mio timore è che, a lungo andare, il fatto di avere sempre più macchine che pensano per noi, ci porti ad atrofizzare il cervello, perdendo quindi anche la capacità di usare la fantasia. Mentre il continuo “controllo”, dicendo dove siamo, o semplicemente postando uno stato <> è a tratti fastidioso. Ma queste rimangono sempre personalissime opinioni 🙂

  • 18 Aprile 2013 in 10:05
    Permalink

    Non riesco a capire perché l’utilizzo (anche massivo) di Google e la connettività persistente debba implicare l’abbandono della fantasia da parte degli utenti, è una cosa priva di logicità. Lo stesso inventare un alter-ego citato precedentemente è un lampante esempio di utilizzo della fantasia. A questo punto sarebbe stato più coerente utilizzare un generatore automatico di identità 😉

  • 18 Aprile 2013 in 10:05
    Permalink

    Non riesco a capire perché l’utilizzo (anche massivo) di Google e la connettività persistente debba implicare l’abbandono della fantasia da parte degli utenti, è una cosa priva di logicità. Lo stesso inventare un alter-ego citato precedentemente è un lampante esempio di utilizzo della fantasia. A questo punto sarebbe stato più coerente utilizzare un generatore automatico di identità 😉

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