Mango, il cantautore oggi avrebbe compiuto 64 anni

Pino Mango, raffinato cantautore italiano scomparso nel 2014, oggi avrebbe compiuto 64 anni; SenzaBarcode vuole ricordare la sua carriera e la sua poesia.

Scomparso troppo presto, ricordato troppo poco, caduto quasi nell’oblio. Sono queste le prime frasi che vengono in mente oggi pensando a Pino Mango. Scomparso l’8 dicembre 2014 durante un suo concerto, Mango oggi, 6 novembre,  avrebbe compiuto 64 anni. SenzaBarcode ripercorre la carriera e l’arte di questo artista delicato e raffinato, che ci ha lasciato dei brani diventati pietre miliari della musica italiana. Nel suo stile è riuscito a fondere pop e rock, con sonorità sia folk che world music, interpretando con una voce inimitabile e dall’eccezionale estensione. Il critico Mario Luzzatto Fegis lo ha definito come un “autentico innovatore della musica leggera italiana”. Sicuramente è stato ed è tutt’ora, una delle voci più belle che il nostro panorama musicale abbia mai avuto.

Come molti altri cantautori, negli anni ’70 Mango parte dalla sua Lagonegro, in provincia di Potenza, per andare a Roma, con l’intento di fare della musica il suo mestiere. La sua strada incrocia quella di Renato Zero, che ascoltate alcune canzoni di Mango, decide di presentarlo a Franco Migliacci, produttore della RCA. Inizia così la carriera del cantautore potentino, con l’album La Mia Ragazza è Un Gran Caldo. Mango viene così notato non solo per le sue doti canore, ma anche per quelle di autore. Grandi interpreti come Patty Pravo, Mia Martini, Mina, Michele Zarrillo, chiedono di cantare i suoi brani, scritti in alcuni casi a quattro mani con il fratello Armando. Lo stesso apprezzamento degli addetti ai lavori non arriva però da parte del pubblico. Dopo il flop del terzo disco, l’artista deluso matura l’idea di abbandonare la carriera musicale per riprendere gli studi.

Non era però destino che andasse così: è il 1984 quando il paroliere Mogol scova un provino di Mango negli studi della Fonit
Laura Valente e Mango

Lo fa contattare da Mara Maionchi e dopo essere riuscito a strappare un sì del cantautore, Mogol scrive per lui Oro. Da quel momento nasce il fortunato sodalizio Mango-Mogol, e la carriera del cantautore potentino decolla, sia come interprete che come autore, per non subire più battute di arresto. Una carriera che regala a Mango premi e soddisfazioni, sia artistiche che personali. Nel 1985 infatti scrive un intero album per una cantante, Laura Valente, che sarà sua compagna per tutta la vita. Nel corso degli anni sono tante le canzoni e gli album che lasciano il segno. Lei Verrà, Bella d’Estate, scritta con Lucio Dalla, Sirtaki, il suo album più venduto, Mediterraneo con testo di Mogol.

Anche nel passato più recente troviamo lavori di forte rilevanza artistica, come Disincanto, Ti porto in Africa, la raccolta di cover Acchiappanuvole, dove troviamo due duetti, con Battiato e con Baglioni. Fino ad arrivare all’ultimo album, pubblicato nel maggio del 2014, L’Amore è Invisibile, che comprende tre inediti e riletture di brani di musicisti come Sting, U2, Beatles.

Una continuità artistica il cui filo conduttore è la qualità e l’amore per il proprio mestiere, che hanno permesso a Mango di vendere circa 5 milioni di dischi

Oggi, a circa quattro anni dal tragico concerto in cui Mango fu colpito da un infarto che non gli ha lasciato scampo davanti a quattromila persone, è doloroso constatare quanta poca attenzione ci sia intorno a questo artista straordinario, fatte salve rare occasioni. Come il tributo dedicatogli da Michele Zarrillo nel 2017, con la cover di Amore Per Te. Le opere di Mango meriterebbero risalto, tributi, concerti, passaggi in radio. È inimmaginabile anche solo pensare che i giovani di oggi non possano conoscere e apprezzare questo artista straordinario. In un mondo caotico, troppo spesso crudele e disattento, c’è bisogno della delicatezza, del garbo e della bellezza che Pino Mango ci ha lasciato in eredità.

Giuseppina Gazzella

Classe 1984, marchigiana di nascita, cittadina del mondo per natura. Scrive e canta con la consapevolezza, la voglia e la pretesa di fare meglio ogni giorno, e di crescere sempre, perché sentirsi arrivati equivale all’essere morti.

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