Renato Zero: 50 anni di musica in mostra al Pelanda

La Pelanda di Roma accoglie la prima mostra dedicata a Renato Zero, aperta al pubblico dal 18 dicembre al 22 marzo.

La Pelanda celebra la carriera di uno dei più grandi artisti italiani, Renato Zero, tramite una mostra che racconta la storia del cantautore, ma soprattutto dell’uomo. Il Centro di produzione culturale, in collaborazione con la Macro di Roma, ha realizzato una rassegna che percorre le tappe salienti di questi suoi cinquant’anni di musica. La rassegna sarà aperta ai visitatori dal 18 dicembre al 22 marzo.

La carriera di Renato Zero è stata costellata da grandi successi ed esibizioni memorabili che hanno reso quest’artista un’icona degli anni ’70, che tuttavia ha saputo reinventare la sua musica, adattarla ai tempi ed irrompere ogni volta sul panorama musicale italiano con grinta ed energia. La sua non è semplicemente musica ma pura provocazione. Ha saputo toccare le corde più profonde dell’animo dei suoi fan, suscitare indignazione e stupore, senza paura di osare ha parlato nelle sue canzoni di temi scomodi come la pedofilia, la droga, l’identità di genere. La sua scrittura lascia trasparire la necessità di comunicare, di infrangere tabù e sensibilizzare la coscienza collettiva, tramite un mezzo di comunicazione formidabilmente plasmato secondo le necessità. Ciò che ha sempre stupito dei 35 album di Renato Zero, di ogni sua performance è la capacità di non snaturare la musica, che è sia arte ma anche strumento di intrattenimento. Molto spesso queste due realtà sembrano non trovare un punto di incontro, una canzone frizzante, esuberante ed anche eccentrica non sembra poter esser espressione di principi  ben formulati da cui traspare un’ideologia chiara. Con molta facilità si tende ad etichettare la musica come commerciale, senza saper distinguere un’opera artistica da un prodotto scadente.

La mostra è stata ideata e curata da Simone Veneziano e si propone di raccontare il mondo che si nasconde dietro il nome di Renato Zero. La sua poetica viene analizzata tramite una tecnica comparatistica, dove non mancano citazioni e riferimenti dotti ad autori come Virginia Woolf, Pier Paolo Pasolini, Ignazio Silone.

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

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