Salario accessorio: ennesima gaffe di Ignazio Marino?

Ignazio Marino convoca nuovamente i sindacati sul contratto decentrato, il famoso salario accessorio, e che fa? Dimentica una delle sigle, il DiCCAP, ovvero Dipartimento Autonomie Locali e Polizie Locali.

Ancora una volta il sindaco di Roma Capitale se ne inventa una nuova: prima, come un bimbo dispettoso, porta avanti per mesi un tira e molla contro i suoi dipendenti con lo spettro che si decurti del tutto o di una grossa fetta il loro salario accessorio, 24.000 famiglie ridotte sotto la soglia della povertà. Poi offre ai sindacati un contratto capestro non negoziabile il 17 luglio quando egli stesso fissa come data limite improrogabile il 31 luglio per chiudere la trattativa, e ancora prima di sedersi veramente al tavolo per discutere con i sindacati blocca tutto e cala dall’alto il nuovo contratto decentrato.

Nel frattempo non si fa sfuggire l’occasione di sparare a zero per settimane contro i suoi dipendenti attraverso la stampa compiacente. Si sa, utilizzare il quarto potere per mettere l’opinione pubblica contro l’avversario è giochetto antico senza bisogno di scomodare Orson Welles. Fatta terra bruciata intorno ai dipendenti capitolini, lo stesso tira fuori dal mazzo la nuova carta vincente: divide et impera! E così prova a minare l’unità sindacale dimenticando -o togliendosi di torno?- una sigla sindacale scomoda.

Staremo a vedere come va a finire, intanto le altre sigle sono state convocate al tavolo trattante domani pomeriggio.
Lettera inviata al sindaco Ignazio Marino dal coordinatore romano del DiCCAP:

All’On.le Sindaco pro tempore

Roma Capitale
La scrivente O.S. è venuta a conoscenza, attraverso la comunicazione data dalla stampa, che Lei avrebbe convocato una riunione con alcuni sindacalisti non convocando l’intera delegazione trattante avente per oggetto il “nuovo contratto decentrato”.
Oltre ad essere chiaramente libero di invitare ed ascoltare chi vuole, a casa Sua, Le ricordiamo che nell’esercizio del Suo mandato ha invece l’obbligo di rispettare le normative di legge che prevedono che Ella debba convocare per la discussione del contratto decentrato tutte le OO.SS. e non solo quelle eventualmente di comodo e pertanto ciò comporta una violazione di rilevanza giudiziaria.
Una persona come Lei così attenta e ligia al rispetto delle regole, anche imposte arbitrariamente da altri come nel caso del MEF, non dovrebbe ignorarlo.
Le ricordiamo inoltre che anche la FIAT con Marchionne è stata condannata per non avere convocato una sigla sindacale.
Nella speranza si sia trattato solo di un errore del suo staff, restiamo in attesa di formale convocazione.
il coordinatore di Roma

Stefano Giannini

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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