TPL SCARL: contratto di solidarietà? Non proprio solidale

338 dipendenti evitano il licenziamento da TPL SCARL grazie ad un contratto di solidarietà stipulato con la Regione Lazio. Ma era l’unica soluzione?

Questa vicenda è una matassa veramente difficili da districare. Abbiamo lasciato i dipendenti TPL SCARL – personale viaggiante e non – in attesa della quattordicesima mensilità, doveva essere erogata il giorno 20 del mese di luglio, oggi 4 agosto stanno ancora aspettando. Anche peggio sta andando alle consorziate con che attendono dal 10 di luglio. Gli stipendi sono stati erogati con i 23 milioni che, con l’impegno dell’assessore Guido Improta, sono stati sbloccati dalla tesoreria del Campidoglio.

Il 21 luglio una delegazione USB ha incontrato Improta che ha anticipato dello sblocco dei 23 milioni dalla tesoreria comunale per coprire il trimestre di pagamento, ha poi assicurato che da lì a pochi giorni sarebbero state saldate le quattordicesime, ma come sappiamo questo non è avvenuto. Da dichiarazioni di Michele Frullo, in un comunicato USB diramato dopo l’incontro, si legge che Improta conferma che l’unico sindacato ad esercitare pressioni sulla questione stipendi è appunto l’Unione Sindacati di Base, mentre le altre OO.SS. non avrebbero proprio evidenziato il problema.

Il 22 luglio, presso la Regione Lazio, si stipula un accordo alla presenza del funzionario responsabile, Raffaele Fontana: è il contratto di solidarietà che di fatto “salva” dal licenziamento i 338, ma a tutti riduce orario e stipendio. Nell’immagine che segue una parte dell’accordo che descrive la riduzione:

riduzione

Scontentare tutti per non scontentare nessuno? Ma gli esuberi ci sono veramente? Io utilizzo le linee TPL SCARL perché abito nelle parti “sfigate” della città. Da quello che mi hanno detto – e quello che vedo – le corse andrebbero aumentate (e se aggiungessero almeno un notturno nella mia via potrei godermi l’estate romana senza fare 2.5 km a piedi in piena notte), sapevo dei 300 autisti mancanti all’ATAC, sapevo pure che il personale TPL SCARL per coprire tutti i turni è costretto ad orari assurdi e molti straordinari. I contratti di solidarietà non prevedono ulteriori assunzioni, allora tutti i dipendenti che ora hanno un contratto a tempo determinato sanno con certezza che allo scadere naturale non avranno alcun rinnovo; quindi alla fila, già lunghissima, di disoccupati romani andremo ad aggiungere quei padri di famiglia che si ritroveranno, magari cinquantenni, licenziati per solidarietà! Il contratto dedicato è di tipo difensivo, i dettagli li trovate sul sito dell’INPS

I dipendenti TPL SCARL e delle consorziate stanno anche aspettando che il PdR– Premio di Risultanza – venga innalzato nella parte collaborativa e in quella normativa, cosa che venne promessa a suo tempo dalle aziende. Ultimo ma non ultimo punto, sarebbe il caso di “adeguare ad un pasto vero” i ticket erogati attualmente: con 2.50 euro – valore degli attuali buoni pasto – ci si mangia un po’ poco…

Ma la solidarietà di questo contratto a chi è rivolta? Chi fa cassa in questo modo?

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

2 pensieri riguardo “TPL SCARL: contratto di solidarietà? Non proprio solidale

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