TrentinoInJazz 2014: intervista a Double Mallets Trio

TrentinoInJazz 2014: intervista a Double Mallets Trio

Redazione – Carissimi felici di vedervi nuovamente al TrentinoInJazz. Come mai la scelta di Piazzolla? Cosa ci fa scoprire il linguaggio del jazz di questo grande della musica?

Double Mallets Trio – Abbiamo scelto il brano di Piazzolla Nightclub 1960 ultimo dei 3 che fanno parte del histoire du tango perché meglio si prestava alle esigenze timbriche e ritmiche  delle sonorità della marimba e del vibrafono. E’ stata poi la collaborazione con Andrea Dulbecco che ha ampliato le possibilità musicali con l’inserimento di improvvisazioni sui giri armonici dei principali temi. Il connubbio tra esecuzione e improvvisazione crea una rivisitazione globale pensata non più come duo, ma allargata a un ipotetico quartetto jazz dove i ruoli vengono riassegnati secondo il nostro organico  (2 vibrafoni, marimba, batteria).

Redazione – In un certo sentire comune il jazz è un genere musicale di nicchia, mentre le percussioni sono più comunemente associate alla street art. Le sonorità che ne nascono sono suggestive. Da sempre le percussioni sono fondamentali nel jazz. Come è avvenuto nel tempo questo incontro, per caso o è stato cercato?

Double Mallets Trio –Il Double Mallets Trio  è formato da 3 percussionisti, Alessandro Bianchini, Roberto Pangrazzi e Thomas Samonati i quali hanno avuto una formazione classica. Ognuno di noi ha seguito e approfondito campi musicali diversi. Con la nascita del Double Mallets Trio i componenti hanno portato le loro esperienze musicali che spaziano dal jazz alla classica fino alla contemporanea. Il risultato di questo incontro ha dato origine a un ensemble costituito principalmente da vibrafono, marimba, batteria. Su questo organico abbiamo scelto e arrangiato brani di F. Zappa, A. Piazzolla, R. Towner e altri autori del ‘900. Parallelamente abbiamo mantenuto il contatto con la percussione a suono indeterminato, proponendo brani con un forte impatto ritmico, quello che il pubblico si aspetta dai nostri concerti. Da qui la scelta originale di convertire oggetti di uso industriale, come bidoni da 200 litri in strumenti a percussione. Il tutto per un’esperienza timbrico sonora  sicuramente inusuale.

 Redazione – Che differenza c’è nel suonare all’aperto o in piazza? Che cosa apportano i festival jazz estivi alla musica?

Double Mallets Trio – Il teatro ha sicuramente un suo fascino particolare, difficilmente riproducibile in luoghi aperti. Double Mallet Trio ha suonato nelle situazioni più disparate, teatri, piazze, luoghi nella natura  (I Suoni delle Dolomiti). Questi concerti ci hanno fatto capire come i suoni che caratterizzano le varie location rendano unica ogni performance. Sicuramente i concerti dei festival jazz estivi, quindi in luoghi all’ aperto, danno maggiore visibilità e condivisione dell’esperienza musicale tra i musicisti e il pubblico. Invitiamo i lettori a visitare il nostro sito face book Double Mallets Trio dove potrete trovare le news sui prossimi concerti alcune tracce audio video del nostro ultimo disco.

Redazione – Ciao ragazzi e buon lavoro

Erica Simone

Sono un Hospitality Manager e Ufficio Stampa, ho lavorato per boutique Hotels, ristoranti e strutture recettive. Quale responsabile della comunicazione mi sono occupata di eventi musicali e culturali. Sono proprietaria di un B&B al centro di Roma. Le mie passioni sono l'ospitalità, la comunicazione e la politica.

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