Tendenze moda: i Ruggenti anni 20

Ci sono tendenze nella moda che tornano sempre. Per SenzaBarcode, la nuova rubrica a cura di Federica Scorpo, Personal Styling.

La moda non è univoca ma viene fortemente influenzata da una parte dal contesto sociale dall’altra riprende spesso tendenze che non passano mai e che hanno inciso talmente tanto e fortemente da essere riproposte. Come la moda degli anni 20. Perché sono così interessanti gli anni 20? Perché hanno creato una tendenza che ancora oggi affascina. E perché “Ruggenti”? Perché in quell’epoca, dopo la fine della prima guerra mondiale e la prima rivoluzione industriale, si respirava aria di novità e un forte dinamismo culturale. Si va, infatti, verso la modernità.

Nascono i Mass Media come la TV e la radio. Nascono le auto, le prime moto. Sarà la nascita del cinema, però, a cambiare radicalmente l’immagine che la persone avevano di sé stesse identificandosi nelle celebrità che diventeranno vere e proprie icone di stile come ad esempio Greta Garbo. Nascono anche le riviste di cinema. Le persone si appassionavano alle storie dei personaggi famosi identificandosi.

La radio, dal canto suo, ha avuto la grande funzione di fare nascere il desiderio di ballare e organizzare feste e, dunque, di vestirsi alla moda. In quell’epoca andava fortissimo il jazz. Così le persone volevano vestirsi come i loro idoli. Insomma, c’era un certo fermento. È così che gli stilisti cominciarono a collaborare con gli artisti. Non c’erano ancora le sfilate, ma gli stilisti presentavano i loro outfit nei salotti solo per pochi. Questo finché l’ industria della moda divenne accessibile a tutti.

 Soprattutto, con la nascita del protofemminismo

Le donne di quest’epoca abbandonano corpini e gonne lunghe, per vestirsi come le loro icone di stile. Queste donne, definite “flappers”, un genere di donna fuori dagli schemi  che si lancia in un nuovo stile creando una nuova tendenza. Cominciarono a frequentare i bar, a fumare in pubblico a indossare pantaloni. Donne forti e ribelli proprio come Coco Chanel. In realtà la parola flappers girl aveva una connotazione negativa e significava “ rumore della farfalla’, cioè di facili costumi. Donne che si sentivano libere di esprimersi e che cominciavano a sognare. Gli uomini di quest’epoca, invece, avevano come icone di stile gli aviatori che indossavano le tute e da lì ebbero origine le tute.

Per le donne abbiamo forme geometriche come gonne dritte e la forma ideale era minimale. La silhouette rettangolare rappresentava la forma del corpo detta “ triangolo capovolto” una forma androgina con poche curve, seno piccolo e bacino stretto. Nasce una nuova tendenza definita “giapponismo” in cui Occidente e Oriente si uniscono. Mentre l’ Europa prende in prestito lo stile giapponese, in Giappone le donne riprendono le tendenze dell’ ottocento europeo: bustini e gonne lunghe e larghe. Più che una tendenza, in Europa, diventa una vera e propria categoria.

Tutt’oggi nelle sfilate vengono riproposti outfit stile giapponese come Giorgio Armani o Dolce&Gabbana. Ecco perché anche oggi possiamo ispirarci ai “Ruggenti anni 20”.

Ispirato dalla fashion designer Erica Marigliano

SenzaBarcode Redazione

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