Il cinema incontra la disabilità

Il cinema, l’arte cinematografica, permette di parlare al pubblico in maniera empatica e relativa del tema della disabilità.

Un tema delicato e struggente spesso diventato oggetto di critiche. In realtà il grande potere dell’arte visiva è quella di rendere accettabile delle vite dolorose.

In occasione dell’uscita del film di Gabriele Salvatores, Tutto il mio folle amore, il regista ammise di non aver fatto un film sull’autismo ma di aver focalizzato la sua intenzione sulla capacità di amare chi è molto diverso da noi.

La capacità di amare nasce dal superamento della paura come prima barriera per l’accettazione

Ed è proprio in questo modo che vanno visti i film che trattano di diversità.
Dal più famoso Rain Man che già nel 1988 dava voce al silenzio dell’autismo, al capolavoro di Stephen Daldry Molto forte, incredibilmente vicino del 2011 che racconta una storia Asperger sullo sfondo della tragedia delle torri gemelle.

Ogni film racconta una piccola sfaccettatura di quello che è il grande tema della diversità e, più in particolare, dell’autismo, senza dover generalizzare.
La potenza di queste pellicole sta proprio nel grande amore di fondo che esprimono i registi e gli attori quando si devono confrontare con temi così delicati.

Una delle pellicole di maggior successo di questa stagione è indubbiamente Joker

La storia di uno dei più famosi cattivi dei supereroi raccontata attraverso le difficoltà di una persona affetta da disturbi mentali.
La parte che colpisce di più del film è la paura delle persone che incontrano questo strano personaggio con una risata inconsapevole.
Anche in Split diretto da Shyamalan nel 2016 si affronta il tema delle malattie mentali raccontando la storia vera di un ragazzo affetto da personalità multiple.

In questa pellicola, oltre alla bravura di James McAvoy che interpreta un ragazzo affetto da DID (disturbo dissociativo dell’identità), si parla di abbandono, di assenza di amore e di solitudine. Proprio di questo si occupa il cinema. Di far riflettere, attraverso contenuti reali ma relativi, sul mondo della diversità.

Potete ascoltare il podcast sulla Webradio SenzaBarcode, giovedì sera alle 21,00 nel programma Disabilità e Benessere.

Emanuela Fatilli

Emanuela Fatilli nata a Busto Arsizio dove tutt'ora vive, nel 1973 é sposata e madre di due figli Giovanni e Giacomo. Lavora presso l'ospedale di Magenta dal 1996 in qualità di Tecnico di Radiologia. Ha pubblicato il suo primo libro, " La casa infestata che non c'era l'albergo aperto", nell'ottobre del 2018 per la casa editrice milanese "Excogita ". Da settembre 2019 collabora con la WebRadio SenzaBarcode come speaker e autore per il programma Disabilità e Benessere.

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