Cronaca

Tra cinema e realtà, cinque curiosità sul blackjack

È uno dei giochi da tavolo più popolari al mondo e nel tempo ha saputo ispirare artisti e personaggi più o meno noti, finanche ad arrivare a essere uno dei soggetti preferiti dagli sceneggiatori del cinema hollywoodiano.

Stiamo parlando del blackjack, uno dei giochi di carte più antichi. Si narra che sia nato nel XVIII secolo, alla corte dei reali di Francia, con il nome di “vingt-et-un” (ventuno). In realtà, lo scrittore e poeta Miguel de Cervantes (egli stesso un amante delle carte da gioco), già un secolo prima nel suo famoso romanzo Rinconete y Cortadillo aveva citato quello che a tutti gli effetti viene considerato oggi come l’antesignano del blackjack. Giova ricordare, in realtà, che secondo alcuni storici, un gioco molto simile al blackjack era già diffuso nell’antica Persia, quasi mille anni prima del suo sbarco nel vecchio continente.

Negli anni e visto il successo sempre più crescente a livello internazionale, anche questo classico gioco da tavolo si è evoluto, introducendo nuove regole e modalità di gioco, come il blackjack 21+3 che proprio negli ultimi tempi, negli Stati Uniti come in Europa, ha contribuito a rilanciare questa disciplina nel novero dei giochi di carte più amati in tutto il mondo.

Come detto, il cinema ha dedicato alcune delle pellicole più memorabili al blackjack

Su tutte spicca il capolavoro del 1988 del regista americano Barry LevinsonRain Man – L’uomo della pioggia”, film che ha vinto – oltre all’Orso d’oro al Festival di Berlino – quattro premi Oscar nel 1989 (regia, miglior film, miglior attore protagonista e miglior sceneggiatura originale). Protagonisti di questo lungometraggio sono Tom Cruise e Dustin Hoffman, due fratelli alle prese con una rocambolesca avventura on the road sulle strade degli Stati Uniti.

Grazie alle speciali doti mnemoniche di Raymond Babbitt (Hoffman), i due riusciranno a sbancare al blackjack il Caesars Palace di Las Vegas, portandosi a casa la somma di ottantamila dollari. Il film è diventato una sorta di pietra miliare tra gli appassionati dei giochi di carte e non solo, tanto che successivamente lo stesso ha ricevuto diversi omaggi e citazioni in altre famose pellicole, tra cui quella del primo capitolo di “Una notte da leoni”. Qui, addirittura, il regista Todd Phillips ha voluto ricreare – quasi parodiando – la stessa scena della partita di blackjack di Hoffman in Rain Man, copiandone i costumi e le ambientazioni (la stessa sala da gioco del Caesars Palace) e persino la somma vinta al tavolo verde (ottantamila dollari).

Intorno al blackjack sono nate leggende e racconti

più o meno veritieri che hanno contribuito ad alimentare quell’aura di mistero e fascino che da sempre circonda questo gioco. Come il record per la partita più lunga di blackjack sostenuta da Stephen De Raffaele. Il dealer maltese, nell’agosto del 2001, ha condotto una partita di blackjack per 51 ore di fila (con pause di dieci minuti ogni otto ore) all’Oracle Casino di Qawra. Si racconta che De Raffaele abbia cominciato ad allenarsi un anno prima del record, alzandosi alle quattro del mattino e simulando una partita di blackjack per dodici ore al giorno. La sua impresa è entrata di diritto nei Guinness World Records e, a oggi, rimane imbattuta.

Tra i più assidui giocatori di blackjack in passato troviamo anche Napoleone Bonaparte, generale e imperatore di Francia, tra i protagonisti della storia del XVIII e XIX secolo. Tra una campagna di successo e un’altra, Napoleone si dilettava nel già citato vingt-et-un, il gioco di carte che ufficialmente ha dato origine al blackjack. Napoleone e gli altri generali usavano spesso dilettarsi con il ventuno, per divertimento o per ritrovarsi a festeggiare dopo una battaglia. Addirittura si racconta che il gioco del vingt-et-un divenne così diffuso tra gli accampamenti napoleonici che lo stesso Imperatore dovette proibirlo per eliminare tutte le distrazioni tra i suoi soldati.

Abbiamo visto, dunque, alcuni dei fatti e degli aneddoti storici più interessanti sul blackjack, gioco di carte che grazie alla sua semplicità ha saputo attrarre molte persone, ieri come oggi

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