Nessuno tocchi Caino: pena di morte verso abolizione

“L’evoluzione positiva verso l’abolizione della pena di morte in atto nel mondo da oltre 15 anni, si è confermata nel 2013 e nei primi sei mesi del 2014

sono infatti 161 i paesi che per legge o in pratica hanno deciso di abolirla e sono 37 i paesi mantenitori”. E’ quanto sottolineato da Elisabetta Zamparutti, tesoriera di Nessuno tocchi Caino durante la presentazione del Rapporto annuale sulla situazione della pena di morte nel mondo redatto dall’organizzazione e pubblicato da “Reality Book‘.

All’evento hanno partecipato Sergio D’Elia, segretario di Nessuno tocchi Caino che ha illustrato i prossimi obiettivi dell’organizzazione, dal rafforzamento della Risoluzione per la moratoria all’Onu alla proposta della creazione della figura dell’”Inviato speciale con il compito di monitorare la situazione e di continuare a persuadere chi ancora pratica la pena capitale. L’impegno e il lavoro di questi vent’anni ad opera dell’organizzazione e’ stato evidenziato dal sottosegretario agli Esteri, Benedetto Della Vedova: “L’impegno dell’Italia ed in particolare di Nessuno tocchi Caino e del partito Radicale – ha detto Della Vedova – sono stati e continueranno ad essere importantissimi in questa lotta. Dal 1994, primo anno in cui venne presentata la risoluzione all‘Onu per una moratoria della pena capitale, fino ad oggi questo impegno e’ stato mantenuto da tutti i governi e ministri che si sono succeduti. Questa e’ una lotta che e’ possibile portare avanti grazie al lavoro e all’attivita’ della societa’, di un’opinione pubblica, di organizzazioni e associazioni che si focalizzano sul tema e tengono vivo il dialogo e l”attenzione”.

L’importanza del lavoro di Nessuno tocchi Caino, e la sua determinazione nella lotta per l’abolizione della pena capitale e’ stata evidenziata da Emma Bonino, presidente onorario di Nessuno tocchi Caino: “E’ un lavoro quello di Nessuno tocchi Caino cocciuto, difficile che dura per 365 giorni l’anno, non si ferma praticamente mai e il punto culminante è la presentazione del volume che raccoglie tutti i dati e il conferimento del premio ”L’abolizionista dell’anno” che quest’anno e’ andato al presidente del Benin, Boni Yayi, per il forte impegno sul fronte dell”abolizione. “Il premio – ha spiegato Bonino – e’ un’opera in bronzo, creata da Massimo Liberti, che raffigura una Terra a forma di palloncino, sul quale sono seduti dei bambini per volare più in alto e guardare lontano”.

Bonino ha tenuto a ricordare come la costituzione della Corte Penale Internazionale o del Tribunale ad hoc per i crimini in ex Jugoslavia escluda la pratica della pena di morte. E ancora ha tenuto a sottolineare l’importanza in questa lotta del dialogo e delle riflessioni: “Le contaminazioni di riflessione, il lento ma progressivo dialogo e dibattito con i paesi mantenitori, le diverse attivita’ come viaggi e conferenze hanno certamente portato a risultati positivi. Mantenere questo dialogo con i paesi piu’ difficili, come l’Iran e l’Iraq, e’ importante nel portare avanti questa battaglia con una forte mediazione tenendo sempre fermo l’obiettivo finale: l’abolizione totale della pena capitale”.

La presentazione del Rapporto e’ proseguita con un intervento video del presidente del Benin, impossibilitato a presenziare alla consegna del premio, il quale si e’ detto “orgoglioso e fiero di aver ricevuto questo premio, e sono convinto che per nessuno motivo un governo puo’ uccidere in nome della giustizia, e’ contro l’umanità”.
“Punire con la morte l’autore di un delitto non fa scomparire il delitto, non e’ una lezione. E soprattutto la vita di una persona e’ sacra”.

Al posto del presidente alla presentazione del Rapporto era presente il ministro degli esteri del Benin, Nassirou Bako Arifari.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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