Ragazzi autistici maltrattati a Grottammare nella Casa di Alice: sicuri che sia andata proprio come hanno scritto i giornali? Comunicato di Movimento vite Sospese

Dopo lo scandalo, l’immancabile passerella dei politici. Nella Grottammare ferita dall’inchiesta sui ragazzi autistici maltrattati nella “Casa di Alice”, nei giorni scorsi è andato in scena il solito teatrino dei politici – questa volta una delegazione del PD guidata dal responsabile Welfare Davide Faraone e composta dai parlamentari Alessia Morani, Elena Carnevali, Luciano Agostini, e da esponenti locali del PD marchigiano – che, al posto di fare mea culpa per una vicenda della quale sono indirettamente (o sarebbe il caso di affermare direttamente?) responsabili per il non aver mai fatto nulla per le persone colpite da questa malattia, si sono “fatti vedere” e hanno pronunciato le solite frasi di circostanza.

Il Movimento Vite Sospese, che è nato a Grottammare e che ha a cuore i diritti e il benessere di tutti i disabili, invita la politica nazionale e regionale a farsi un esame di coscienza su quello che è accaduto alla “Casa di Alice“. Non vogliamo politici che vengono qui a denunciare e a pronunciare frasi di circostanza, ma politici consapevoli di essere corresponsabili del disastro sociale e sanitario grazie alla loro indifferenza e per questo motivati a cambiare le cose. Ai delegati del PD che si sono recati a Grottammare, ricordiamo che quello che è accaduto è colpa della politica. E’ colpa della cecità e indifferenza dei politici e delle istituzioni se una malattia come l’autismo o tante altre non vengono riconosciute dallo Stato, con la conseguenza che tanti ragazzi disabili sarebbero abbandonati al proprio destino se non ci fossero, per fortuna, persone sensibili anche tra le istituzioni locali.

Al Comune di Grottammare, tanto colpito da questa triste vicenda – sulla quale non ci esprimiamo, in attesa che magistrati e giudici finiscano di lavorare e facciano emergere la verità – noi ci sentiamo di esprimere la nostra vicinanza e ammirazione per la sensibilità dimostrata in questi anni verso chi ha bisogno di aiuto, verso tutti i disabili. E’ grazie a questa sensibilità che il Movimento Vite Sospese è nato durante un convegno sulle cellule staminali che gli amministratori hanno voluto, appoggiato e promosso. Ed è grazie a questa sensibilità se il Comune di Grottammare aveva messo in pista un progetto per aiutare i ragazzi autistici, abbandonati dallo Stato. A margine dell’inchiesta della Procura, noi sentiamo il dovere di elogiare il comune di Grottammare per l’impegno nel sociale che ha sempre dimostrato e per il coraggio che ha dimostrato nel mettere in opera una struttura come “Casa di Alice” per aiutare i poveri ragazzi autistici che altrimenti sarebbero abbandonati al loro destino.

In questa triste vicenda, sulla quale speriamo che si faccia chiarezza nelle sedi opportune, esprimiamo la nostra vicinanza alle famiglie dei ragazzi autistici e invitiamo i politici a parlare di meno e agire di più, ma nel bene di queste famiglie che vanno ascoltate, sostenute, aiutate.

By Sheyla Bobba

Sheyla Bobba - Direttore Classe 1978, coltiva fin da bambina una profonda passione per la comunicazione e l’informazione. A meno di dieci anni chiede in regalo una macchina da scrivere: il primo passo verso un sogno che non l’ha mai abbandonata. A 17 anni, l’incontro con i militanti del Partito Radicale impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti segna un punto di svolta: sceglie consapevolmente di dedicarsi all’informazione senza tesserino, guidata da un’idea di libertà e indipendenza. Nel tempo costruisce una solida esperienza nel mondo digitale, collaborando a diversi progetti online e approfondendo le dinamiche della comunicazione sul web. Dopo anni di attività sul campo, nel 2012 dà vita al magazine online SenzaBarcode.it. Dal 2019 affianca al portale anche WebRadio SenzaBarcode, ampliando le possibilità espressive del progetto. Con SBS Edizioni & Promozione cura la comunicazione editoriale e la valorizzazione di autori emergenti, affiancando le attività redazionali a quelle promozionali. Si definisce antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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