Nessuno tocchi Caino: Bonino, appello liberazione ostaggi in Iraq

Dall’associazione Nessuno tocchi Caino: nel corso di una conferenza stampa svoltasi a Roma presso la sede del Partito Radicale, esponenti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, Nessuno tocchi Caino e Non c’è Pace senza Giustizia hanno sostenuto l’appello del Consiglio della Resistenza iraniana per la liberazione delle 7 persone, di cui 6 donne, sequestrate dalle forze irachene il 1° settembre durante l’attacco armato a Camp Ashraf nel corso del quale sono state sommariamente giustiziate 52 persone con un colpo alla nuca.

Nessuno tocchi CainoLe 7 persone, secondo recenti notizie, si trovano nel carcere al-Huot nella zona aeroportuale di Baghdad e rischiano seriamente di essere estradate in Iran dove subirebbero le più atroci torture e la morte. Per la loro liberazione sono intervenuti, tra gli altri, l’Alto Commissariato dell’ONU per i rifugiati Navi Pillay, Bernard Kouchner, André Glucksmann, Robert Badinter, José Luis Rodríguez Zapatero, Ingrid Betancourt, Robert Torricelli, ex senatore USA e Bill Richardson, ex Governatore del New Mexico. A loro si sono uniti, insieme all’ex Ministro degli Esteri Giulio Maria Terzi, oltre 40 parlamentari italiani.

Decine di appartenenti alla resistenza iraniana, in Iraq come a Ginevra, Londra, Ottawa, Berlino e Melbourne hanno avviato una iniziativa nonviolenta di sciopero della fame che dura dal 1° settembre 2013.

Nel corso della conferenza stampa, Faride Karimi, responsabile diritti umani per il Consiglio resistenza iraniana, si è rivolta al Ministro degli Esteri Emma Bonino, affinché si attivi per la liberazione dei 7 ostaggi.

Gli esponenti delle associazioni radicali, Elisabetta Zamparutti, Marco Perduca ed Antonella Casu hanno dichiarato: “La battaglia che conduciamo da anni per l’affermazione del diritto alla verità sulla guerra in Iraq, che poteva essere evitata con l’esilio di Saddam Hussein, trova oggi un’ulteriore forma di manifestazione nell’impegno alla conoscenza di quello che sta subendo il movimento di resistenza iraniana da parte di un Iraq ancora lontano dalla liberazione dal terrore, un terrore che oggi ha assunto il volto del regime iraniano”.

I dirigenti radicali hanno poi concluso: “Sosteniamo la richiesta al Governo italiano di attivarsi per la liberazione immediata dei 7 ostaggi e per l’accelerazione delle procedure di accoglienza nel nostro paese di coloro che hanno problemi sanitari o hanno i presupposti per il riconoscimento dello status di rifugiato politico. Gli oppositori al regime iraniano che risiedono a Camp Liberty (circa 3.000 persone), come coloro che sono stati massacrati a Camp Asharf il 1° settembre e come i 7 sequestrati, godono tutti dello status di ‘persone protette’ secondo le Convenzioni di Ginevra. Il nostro Governo renda effettiva questa condizione riconosciuta dal diritto internazionale e intervenga presso le Nazioni Unite perché sia stabilita una forza per la protezione 24 ore su 24 dei residenti a Camp Liberty in Iraq”.

L’audio video della conferenza stampa “La persecuzione delle donne della resistenza iraniana a Camp Ashraf e Liberty e la lotta nonviolenta”.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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