Immigrazione, conversione antropologica di una certa sinistra

Il più grande crimine che si possa fare ad immigrati e rifugiati è nascondere od alterare loro la verità. No, non sono sfortunati!

Lo abbiamo già scritto in un articolo a giugno che l’immigrazione è il nuovo schiavismo 3.0 che gira intorno al nostro PIL. La premessa è che si deve mantenere il nostro Prodotto Interno Lordo su valori accettabili. Il dato di fatto è che la nostra pensione, quindi il nostro futuro, si regge su uno schema simil Ponzi, per cui la riduzione demografica comporta una drastica riduzione delle aspettative dei futuri baby boomer pensionati. La soluzione ritenuta praticabile, e a corto respiro, è la via dell’immigrazione. Quante volte abbiamo sentito che “dovremmo andarceli a prendere”?

Il fallimento di una certa sinistra anni ’70

All’inizio ci fu il club di Roma, l’obiettivo erano la riduzione della bomba demografica e la decrescita felice prima che collassassero intere regioni del pianeta. Lo scontro feroce di quella sinistra si ebbe con la Chiesa Cattolica che in quelle aree ancora oggi impedisce la pianificazione responsabile delle nascite. Ma anche contro le grandi multinazionali delle armi e della predazione delle risorse naturali.

L’apparato militare industriale forniva i mezzi per il massacro, le grandi multinazionali pensavano agli attori da corrompere mentre i governi delle grandi e medie potenze offrivano la loro soluzione per mantenere i paesi del c.d. terzo mondo ancora più bisognosi di aiuti a strozzo. L’unico scontro che apparentemente ha avuto successo è quello contro la Chiesa Cattolica e solo nei paesi ad alto redditto, per il resto è stata una debacle su ogni fronte. Invece di reggere lo scontro e rilanciare contro lo sterminio per guerra, per fame e per sete nel mondo quelle sinistre sociologiche si sono convertite al pragmatismo più insolente.

La conversione antropologica delle sinistre in zoccoli e tolfa

L’apparato industriale militare regna sovrano ed indisturbato alimentando guerre. I governi corrotti dei paesi depredati si susseguono allegramente. Le multinazionali della depredazione continuano nella loro missione. Le potenze straniere continuano a contendersi il continente. La Chiesa Cattolica continua ad impedire una decrescita serena in quelle aree.

Le uniche voci veramente assenti rimangono quelle che si udivano un tempo. Sembra passata un’era geologica ma in realtà si chiama enorme fallimento. Forse troppo impegnati ad assecondare capi di stato e finanzieri l’orizzonte di queste menti illuminate si fa molto corto: non più di un naso! Tant’è che la politica di grande respiro si limita a come governare il flusso dei migranti. Tutto un vociare su hot spot, su corridoi umanitari ma non una parola su cause e soluzioni sapendo che trovare soluzioni a quelle cause, e farne obiettivo per la prossima generazione, determinerebbe il loro personale fallimento, ovvero l’espulsione dalla politica internazionale che conta.

Come se migranti e rifugiati fossero sbarcarti sulla terra da una nave aliena fuggendo da fame e da guerre che non ci riguardano per farci un favore pagando pensioni e lavorando per noi. O come se fossero spinti dallo stesso motivo per cui 250 mila italiani ogni anno emigrano dal Bel Innocente Paese. Semplicemente le cause e responsabilità delle migrazioni forzate vengono sottaciute, omesse abilmente dalle tv e dai quotidiani. Ne parla giusto qualche anziano demodé come Padre Zanotelli. Dietro a questo silenzio c’è il prodotto di 50 anni fallimentari di una certa sinistra che si accontenta di fare da mosca cocchiera a coloro che hanno prodotto la devastazione. Dopotutto domani è un altro giorno

SenzaBarcode Redazione

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