A Natale vuoi… Parte 1

Anche quest’anno è arrivato dicembre. Il mese del Natale, delle feste, dei cenoni e della caccia spasmodica al regalo giusto da fare ai nostri amici, ai nostri amori e ai nostri cari.

Certamente quest’anno sarà un Natale più sobrio e moderato visto gli orari stretti a cui dovremmo attenerci e alla scarsa possibilità di muoverci per andare a trascorrere le vacanze invernali in montagna o al mare. Eppure c’è una cosa che proprio nei momenti di crisi e privazione aumenta. Questa cosa è la speranza.

La speranza che si esca presto da questo incubo, la speranza di poter ritornare a lavorare e vivere dignitosamente, la speranza di ritornare a viaggiare ed abbracciarci.

In queste settimane che ci portano verso il Natale vorrei cercare di compilare una lista di desideri che mai come in questo momento non valgono solo per le persone disabili, ma che sono diventate speranze all’ordine del giorno per tutti, indistintamente.

Sono sicura troverete dei desideri che coincidono coi vostri e che rendono il mondo abile e quello disabile assolutamente sovrapponibile. Un mondo più Umano

Vorrei poter entrare in un ristorante e chiedere un tavolo per due senza dover prima prima telefonare o prenotare con largo anticipo

Oggi una persona abile deve per forza prenotare un posto al ristorante e non potrà prenotare per più di sei persone. Per una persona disabile questo avviene ogni volta. Deve telefonare al ristorante per sapere se la sala ristorante è accessibile con una carrozzina o quante scale ci sono per arrivare al tavolo. Se ci sono i bagni per disabili (e se quest’ultimi sono veramente accessibili ad una persona in carrozzina). Se è possibile non avere la musica o stare distanti dalla cucina e dai suoi odori.

Vorrei poter prendere il treno e l’aereo senza dover prenotare giorni prima

Oggi una persona abile deve necessariamente prenotare qualsiasi treno o aereo perché per garantire il distanziamento sociale si è dovuto ricorrere ad una diminuzione di posti sui veicoli. Il disabile deve sempre telefonare o prenotare con anticipo per sapere se la banchina del treno è accessibile, se il posto riservato ai disabili è già occupato e se il sedile che gli è stato dato è vicino o lontano dal bagno o dalla cucina.

Vorrei poter andare a fare la spesa in tranquillità, quando voglio io

Oggi la persona abile deve fare le code al supermercato e, una volta entrato viene invitato a fare la spesa il più velocemente possibile rispettando le regole del distanziamento e preferendo il pagamento contactless. La persona disabile deve sempre informarsi presso lo store che vuole visitare se è accessibile alle carrozzine, se è possibile diminuire o eliminare la musica, se i prodotti che servono sono accessibili o dovrà far chiamare il commesso per essere aiutato. Se il pos del bancomat è accessibile anche da una carrozzina e potrà quindi utilizzare la sua carta di credito.

Vorrei uscire di casa senza che qualcuno mi chieda certificazioni o permessi

Oggi la nostra possibilità di movimento è limitata non solo da regione a regione ma anche semplicemente da casa a casa. Per muoversi all’interno del comune bisogna assicurarsi di avere un valido motivo e un’autocertificazione compilata che, in caso di fermo, possiamo esibire per giustificare il nostro spostamento. La persona disabile che parcheggia su un parcheggio riservato ai disabili spesso si trova a dover giustificare la sua disabilità in continuazione, a chi ha usurpato il parcheggio perchè tanto faccio in fretta, solo cinque minuti e comunque ho messo le quattro frecce.

To be continued…

Emanuela Fatilli

Emanuela Fatilli nata a Busto Arsizio dove tutt'ora vive, nel 1973 é sposata e madre di due figli Giovanni e Giacomo. Lavora presso l'ospedale di Magenta dal 1996 in qualità di Tecnico di Radiologia. Ha pubblicato il suo primo libro, " La casa infestata che non c'era l'albergo aperto", nell'ottobre del 2018 per la casa editrice milanese "Excogita ". Da settembre 2019 collabora con la WebRadio SenzaBarcode come speaker e autore per il programma Disabilità e Benessere.

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