“Van Gogh l’uomo e la terra” al Palazzo reale di Milano

“Van Gogh l’uomo e la terra” , la mostra curata da Kathleen Adler, sarà in esposizione al Palazzo reale di Milano fino all’8 marzo 2015.

Dal Belgio, passando per Roma la mostra dedicata al pittore olandese giunge a Milano. “Van Gogh l’uomo e la terra” non è una semplice rassegna dedicate alle opere di uno dei personaggi  più controversi e geniali dell’800, ma è un vero e proprio studio critico sulle radici culturali dell’uomo dietro l’artista.

La mostra, che raccoglie 50 opere, si inserisce nel programma ufficiale del Van Gogh Europe, una fondazione nata nel 2012 che si propone di gestire e conservare il  patrimonio di Van Gogh, garantendo al contempo un’ampia visibilità alle opere in numerose città europee.

La suggestiva denominazione della rassegna lascia intuire la tematica fondamentale che lega le opere. Sostiene la curatrice della mostra Kathleen Adler:

Sin dall’inizio del progetto abbiamo pensato di collegare la mostra ai temi di Expo 2015: la sostenibilità e la produzione di cibo. Van Gogh era affascinato dalla vita contadina: un ciclo naturale basato sulla semina, la crescita, il raccolto, e il cibarsi dei frutti della terra. Il riferimento alla “terra” si collega proprio al mondo contadino e alle persone che lavorano la campagna.

Il tema agreste è stato una costante nel percorso artistico dell’olandese, nonostante durante l’800 la Rivoluzione industriale abbia invaso ogni aspetto della vita dell’uomo medio, perfino l’arte e in particolare la pittura. Tuttavia il lavoro artistico di Van Gogh ha risentito fortemente del suo stesso trascorso personale. Il rapporto con il padre, la fede e la follia si intrecciano indissolubilmente e segnano a tal punto la sua carriera che è impossibile stabilire dove finisce l’uomo ed inizia l’arte.  Sostiene la Adler:

Il padre dell’artista era un pastore protestante e sin da piccolo Van Gogh imparò a leggere e conoscere la Bibbia. Penso che un aspetto chiave della sua spiritualità fosse legato al principio biblico che se semini bene, raccoglierai. D’altro canto Van Gogh si allontanò da una posizione strettamente protestante e la sua spiritualità riguarda più ampiamente il legame coi cicli della natura. Ovvero, si allontanò da ciò che stava succedendo nelle città, a Parigi in particolare, dove le persone vivevano una vita artificiale. Lui voleva una vita radicata nei cicli delle stagioni, delle ore del giorno.

Le opere in esposizione provengono dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, dal Museum di Amsterdam, Museo Soumaya-Fundación Carlos Slim di Città del Messico, dal Centraal Museum di Utrecht e da collezioni private. La mostra raccoglie alcuni capolavori sconosciuti al grande pubblico, oltre ovviamente a lavori che contraddistinguono l’artista. Tra questi troviamo: L’autoritratto del 1887, il Ritratto di Joseph Roulin del 1889, Vista di Saintes Marie de la Mer del 1888, la Testa di pescatore del 1883 e Bruciatore di stoppie, seduto in carriola con la moglie del 1883. 

Clelia Tesone

E m'abbandono all'adorabile corso: leggere, vivere dove conducono le parole. La loro apparizione è scritta; le loro sonorità concertate. Il loro agitarsi si compone, seguendo un'anteriore meditazione, ed esse si precipiteranno in magnifici gruppi o pure, nella risonanza. Una delle più belle citazioni di Paul Valery per molti, come me, che crescono tramite una pagina, che sia letta, scritta o studiata.

Cosa ne pensi?

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Translate »
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: