TPL e ATAC: trasporto pubblico romano senza distinzioni

Il trasporto pubblico romano non deve avere sigle, interista a Alessio Bartolani USB ATAC, parliamo di Ilario Ilari e Valentino Tomasone, sospesi da Trotta per aver raccontato ciò che è pubblico.

Laurentina, capolinea metro B, capolinea mezzi ATAC e TPL, crocevia per miglia di romani, turisti, lavoratori, studenti e autisti. Probabilmente mai come in questi giorni il capolinea di Laurentina ha goduto di tanta attenzione e inchostro. Da qui è partito il “tradimento” di Ilario Ilari e Valentino Tomasone. Ancora non ho capito di quale reato si sono macchiati. Hanno detto che i mezzi hanno dei problemi? Signori TPL, Trotta &C. vorrei svelarvi un segreto, non per difendere i due sospesi che, son certa, sapranno farlo benissimo grazie anche al sostegno dell’USB, ma noi lo sapevamo già. Ci eravamo accorti, da tempo, che qualcosa non funzionava nel trasporto pubblico romano, avevamo notato che i mezzi non erano proprio di “primo pelo” e avevamo una vaga idea pure del contratto di solidarietà, del mancato rispetto del CNL, dei ritardi nell’erogazione degli stipendi, di personale inquadrato con qualifiche che, in effetti, non ha… e via discorrendo.

Venerdì 26 settembre ho incontrato Alessio Bartolani referente del sindacato USB per il trasporto pubblico, lui è dipendente ATAC ma la filosofia è molto diversa da chi fa distinzione – pare un vizietto dell’USB non fare differenze tra i lavoratori – quindi mi parla di Valentino, Ilario e della situazione generale.

I fatti li conosciamo ma ci sono parecchi modi per aggiornarsi, il primo potrebbe essere stare qualche minuti fermi ad un capolinea e contare gli autobus che non partono perché necessitano di assistenza, oppure vedere per le strade quanti mezzi sono fermi col triangolo e quanti a norma, per chi vuole impiegare qualche momento in più alla situazione e avere stimoli per ragionare anche su circa 800 mln che mancano si può leggere la nostra rassegna di articoli su TPL e ATAC , oppure – o meglio dopo averlo fatto – esserci il 30 settembre quando finalmente la cittadinanza e gli autisti si potranno incontrare. A Corcolle, altro teatro tristemente famoso in queste ore, il volantino recita così:

Martedì 30 settembre, il giorno prima dello sciopero di 24 ore indetto dall’USB sia per Atac che per le aziende private della Roma Tpl, gli autisti dell’USB insieme ad una vasta composizione di movimenti sociali riuniti attorno alla sigla comune “Diritto alla città” organizzano alle 17.30 una assemblea in piazza a Corcolle. “Obiettivo, la discussione e l’informazione su come sta cambiando il sistema dei trasporti a Roma, tagliando fuori interi quartieri con la soppressione delle linee e la riduzione delle corse. Talvolta le proteste contro la riduzione del servizio, che si stanno moltiplicando in diverse aree della capitale, si rivolgono ingiustamente contro gli autisti. Ma non sono certo gli autisti i responsabili del taglio: le decisioni assunte dalle aziende, dall’amministrazione comunale e la spending review imposta dal governo, stanno determinando l’abbandono delle periferie, di cui la mobilità rappresenta uno dei tanti elementi.” Da questo link è possibile scaricare il documento originale.

E il 1 ottobre lo sciopero “consapevole”, autisti TPL e ATAC insieme e magari con il sostegno di quei cittadini che voglio un trasporto pubblico romano efficiente, non dico quelli che lo meritano altrimenti dovremmo aspettarci tutti i quasi 3 mln di abitanti. Qui il volantino dello sciopero con tutte le informazioni

Il contratto di solidarietà pare sempre più non avere ragione di esistere, se c’è necessità di coprire i turni con straordinari o addirittura con personale esterno che senso ha?

Alessio Bartolani ci aiuta a capire che una soluzione ci sarebbe: una sola azienda pubblica, rispettando i CNL e finanziando la struttura. Solo così la Capitale d’Italia può competere con le altre capitali europee.

Io ritengo che il committente del servizio sia colpevole due volte: la prima perché paga – o dovrebbe – un servizio che non funziona, la seconda perché non sta vigilando sul benessere dei cittadini. A “capo” di questa committenza c’è Ignazio Marino, il sindaco che neppure utilizza il trasporto pubblico romano, colui che pedonalizza – o, insomma, dice di pedonalizzare – mezza città tagliando fuori le periferie, che aumenta la tassa di parcheggio, che fa spallucce e saluta con un sorrisino i dipendenti in piazza a protestare contro di lui – ecco il video .

Ignazio Marino che il 17 settembre ha dichiarato:

“Sulla situazione del TPL stiamo cercando di individuare un ventaglio di soluzioni possibili. Siamo certi che nel 2015 ci saranno risorse sufficienti come abbiamo indicato nel piano di rientro e dobbiamo individuare nei prossimi giorni delle soluzioni concrete per il bilancio 2014. Io sono ottimista”.

Lei sarà ottimista sindaco, ma Ilario e Valentino sono sospesi, i lavoratori del trasporto pubblico romano sono preoccupati e spaventati – e credo anche un po’ arrabbiati – e noi cittadini siamo allo stremo delle forze e della sopportazione.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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