Recensione: La forza di una donna di Patrizia Berti, il piacere di leggere

La forza di una donna, di Patrizia Berti edito da 0111 Edizioni, il piacere di leggere, l’amore di leggere. Amore da leggere.

“Dell’amore è già  stato scritto tutto, o forse no”. Così comincia Patrizia Berti nella prefazione de La forza di una donna. E questa frase mi ha conquistata. Molti penseranno che è una delle frasi più banali che poteva usare ma io ci ho visto altro. L’umiltà nell’affrontare l’amore – e il dolore – con una penna che voleva essere nuova ma non pretendeva nulla. Ci ho trovato la voglia di lasciare al lettore al possibilità di decidere se ne valeva la pena, o meno, avventurarsi nel libro ben stampato della 0111 Edizioni; io ho chiuso il volume, ammirato nuovamente la copertina e ho pensato “devo dedicargli il giusto tempo, sento che lo merita. E fu esattamente così”

Patrizia Berti è una ragazzina matura, mamma di due adolescenti che forse l’hanno anche ispirata. La forza di una donna è la sua prima pubblicazione ma sembra una autrice esperta, forse proprio perché sin dall’adolescenza “imbrattava fogli” come un pittore, pennellando pensieri nei quali ci si rifugiava. “L’amore è crudele e terribile padrone. Uno perde se stesso per giovare all’altro, ma così facendo diviene schiavo e miserabile!” Sofocle viene citato da Patrizia Berti appena dopo le sue righe di prefazione, per me è l’indicatore dei diversi stati d’animo che vivranno i personaggi animati dalla sua mano e che, inevitabilmente, albergheranno in me.

La storia di questo libro è bella, non perché rende felici col più classico dei lieto fine, non perché potremo sfogliare La forza di un donna, sotto all’ombrellone passeggiando tra le parole spensieratamente; è bella perché è fatta bene, è talmente realistica che Giulia potrebbe essere di carne ed ossa, non solo inchiostro ma, chiaramente non lo è. Anche se potrebbe esistere, e forse esiste, nel cuore di tante donne. Mauro, un misto tra il cliché e il sogno è l’opportunismo impastato col narcisismo e per questo impossibile non appassionarsi ad un uomo mai da amare e che ama, follemente e scientemente. I personaggi che risiedono nell’opera di Patrizia Berti sono tutti chiari, distinti e ben delineati, hanno personalità concrete che interagiscono tra loro, e con chi legge, splendidamente.

Ho amato Giulia dal primo momento, ho fatto il tifo per Valeria ed ho disprezzato Luca. Ho sempre guardato con diffidenza mister Presunzione ma tant’è… E poi c’è l’Elba, Lacona e quell’aria di libertà che solo quell’isola sa dare. E Patrizia sa trasmetterla.

La forza di una donna ha un solo difetto, la pagina 175, non esiste e chiedo a Patrizia, per piacere, nel tuo libro è stata sconfitta anche la nera signora, non puoi lasciarci così! Scrivi, fai ancora la tua magia! Come dice Luca Gubellini nelle prefazione “La forza di una donna di Patrizia Berti ha le carte in regola per scalare la vetta delle classifiche della letteratura italiana”. Voglia la 0111 Edizioni – che come sempre consegna lavori graficamente molto gradevoli e ben selezionati – promuovere questo libro: La forza di una donna l’ho amato, da subito. La ameranno tutti.

Ora scusatemi, ma vedo due donne ad un tavolino, lo sguardo di una è duro e sofferente l’altra che è seduta difronte a lei, la guarda quasi supplicandola e io ricomincio dal prologo.

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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