Esclusiva shock! La videochat e i ricatti internet

Esclusiva shock! La videochat e i ricatti internet

videochatContinua il nostro viaggio su un’autostrada che fa sosta tra le persone e i loro problemi, la loro voglia di raccontarceli, di condividere i loro momenti di difficoltà, per aiutare chi gli sta vivendo adesso, per rendersi utili.

Dopo la mia intervista ad un giocatore d’azzardo, oggi diamo voce ad un’altra triste storia.

Conosco Paolo (nome di fantasia) ad una partita di calcetto tra nostri amici in comune, terminata la partita ci fermiamo tutti e dieci a mangiare una pizza. Si mangia, si ride e si parla, ci si conosce.
Ognuno parla del proprio lavoro e del proprio hobby, Paolo è barista. E quando viene a sapere che, tra le altre cose di cui mi occupo, sono redattore di Senza Barcode gli si illuminano gli occhi, vuole raccontare una storia Paolo, la sua storia. La storia di cui è stato vittima. Ci scambiamo i telefoni e l’indomani ci diamo appuntamento al suo bar.

Paolo ha 21 anni, è di Lecce ma vive a Roma da 4 anni e mezzo. Sembra un ragazzo sicuro di se.
Continua a ringraziarmi perchè sono lì a dargli voce.

Era Agosto dell’anno scorso, una di quelle sere dove la noia si poggia sulle nostre spalle, pc, musica e la tv da guardare con aria distratta. Paolo non sa che da lì a pochi minuti sarebbe entrato in un problema più grande di lui, che per mesi e mesi lo ha tormentato. Sta diventando un protagonista, Paolo, si proprio lui. Che di solito sullo schermo del pc era uno spettatore, quella sera invece era stato scritturato dal destino, il protagonista sfortunato, uno di quelli a cui ti affezioni perchè un po’ imbranato.

Per sconfiggere la noia entra in un sito di videochat gratuita, che con un click mette a contatto con altri ragazzi/e di ogni angolo del mondo, ci si vede e con un clik cambia videochat, con un’altra persona, di un altro emisfero, con un altro arredamento di un’altra casa alle sue spalle.

Non lo sa nemmeno lui cosa cerca in quella videochat, probabilmente vuole soltanto trascorrere il tempo, è fidanzato da quasi un anno e sa che non si “rimorchia” in quelle stupidate lì. Eppure ci è dentro.

Resta per due ore, incontra 90% ragazzi, 10% ragazze, ovviamente lui cerca di passar tempo con quest’ultime, che, però, fanno le “preziose” come le definisce Paolo e lo scartano velocemente in questa roulette delle videochat.

Ma Paolo non sapeva che stava per diventare più una roulette russa che una videochat roulette, il destino vuole che nella scelta casuale delle conversazioni Paolo incontrasse una bella ragazza bionda apparentemente dell’Est Europa, parlano in un inglese approssimativo i due, si conoscono.
E’ molto carina lei, la giusta persona con cui dialogare un po’ e allontanare la noia, la conversazione si sposta su Skype, si scambiano i contatti anche di Facebook e via. In un altro portale, ancora insieme, a ridere.
La ragazza bionda gli dice che è carino e simpatico, Paolo ride, dice che anche lei è carina.
Fino a quando la ragazza non gli chiede di farsi vedere meglio, di spogliarsi insomma..era agosto abbiamo detto, faceva caldo, e Paolo si toglie la magliettina che aveva, ma la ragazza vuole di più, pretende, totalmente nudo intende, e Paolo cede, si toglie tutto. La ragazza sorride, ma la videochat si interrompe bruscamente.. “cose che capitano” ha pensato Paolo…

La videochat si riapre, ma nella “finestra” della conversazione in cui prima si vedeva la ragazza bionda, ora viene trasmesso il video della conversazione e il momento in cui Paolo si è spogliato ed è totalmente nudo. Paolo non capisce al momento. Successivamente si sente una voce di un uomo, che in inglese, minaccia Paolo, gli dice che il video verrà pubblicato e inoltrato a tutti gli amici di Facebook di Paolo(compreso parenti e fidanzata).
Suda freddo Paolo, e fa bene. Sarà soltanto l’inizio.

Deve pagare Paolo, 500 euro per la cancellazione del video, soldi. Vuole soldi l’uomo. Gli dà gli estremi del transfer monetario intestato ad un cittadino del Marocco. “O paghi entro le 12 di domani, o mando il video a tutti”. Paolo è in tilt.
Sudava anche ieri, dopo un anno e mezzo, quando raccontava a me e il suo caffè è ancora lì. Non lo beve, preferisce raccontare, a ruota libera.

Paolo ha due scelte: Polizia Postale o pagare. Paga Paolo. Alle 10 paga e gli scrive che ha versato il pagamento. L’uomo non si fa più sentire. Paolo crede di aver risolto tutto, ma sbaglia..

Dopo due giorni l’uomo lo ricontatta dicendogli che vuole mille euro e gli darà la password per cancellare il suo stesso video.
Paolo traballa, pensa alla sua fidanzata, alla reputazione.
L’uomo per intimorirlo ancor di più gli manda tutto l’elenco degli amici Facebook di Paolo (avendo Paolo la lista degli amici pubblica).

Dopo due giorni effettua il pagamento di altri mille euro, glielo scrive e pretende la propria pace, l’uomo lo illude. Vuole altri duemila euro per chiudere tutta la storia.
Paolo non dorme più la notte e controlla ogni volta il proprio account Facebook per verificare che il video non sia stato pubblicato.
Paga ancora Paolo, altri duemila euro, gli ultimi spera, arrivando quindi a 3500 euro dati in cambio della tranquillità.

La tranquillità di Paolo continua a fare la tratta Roma-Marocco via telematica, spedisce soldi, soldi e ancora soldi.

Una settimana di silenzio e l’uomo scrive ancora, chiede altri mille euro, ha capito che Paolo ha enormemente paura, è un pollo da spennare, un burattino da muovere i fili a piacimento.
Paolo non ne può più, vince la vergogna e va dalla Polizia Postale, che però può far poco, non essendoci leggi che tutelino queste tipo di situazioni, segnalano però l’account Facebook, Youtube, Skype del marocchino e consigliano a Paolo di creare per lui un altro account Facebook e di bloccare il suo aguzzino. I canali del ricattatore vengono chiusi. Paolo crea un altro account Facebook e finalmente arriva il definitivo silenzio.

Il video non verrà mai pubblicato dall’aguzzino, anche perché non essendo sicuro che Paolo fosse realmente maggiorenne, avrebbe corso il rischio di divulgare immagini pedopornografiche e rischiare le durissime pene della legge marocchina.

Paolo non avrà mai indietro i suoi 3500 euro, ma ha imparato la lezione, che bisogna rivolgersi sempre alle autorità competenti e che quando è annoiato… “mi staccherò dal computer e andrò a chiacchierare con i miei genitori”

Moretto

Scrive su SenzaBarcode dalle origini. Redattore, imprenditore

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