Chiunque può diventare travel blogger?

Nella puntata del 10 giugno con Olga Osipova, travel blogger di nazionalità russa, ho chiesto se davvero (come sembrerebbe sul Web) chiunque potenzialmente possa diventare travel blogger.

La risposta in realtà sarebbe sì, ma essendo attualmente un lavoro che tutti ricercano e vista l’implementazione delle nuove tecnologie che hanno reso possibile questo fenomeno, bisogna cercare di avere sul serio, e diciamo sul serio, qualcosa da dire. Di base bisogna avere una grandissima passione per il viaggio e bisogna trovare una narrazione che debba essere differenziata da social a social. In più, un altro punto importante è non solo quello di cercare di capire cosa voglia il lettore e saper successivamente rispondere ad ogni sua perplessità o alle sue domande, ma creare un’empatia (anche qualora qualcosa andasse storto) con il follower, mettendo in questo modo in gioco anche sé stessi.

Il travel blogger struttura il suo viaggio grazie all’aiuto del web e per questo molti viaggiatori amano poi condividere tramite le piattaforme social le proprie avventure, non dobbiamo pensare che si viaggi 365 giorni l’anno! Anzi, specie in periodo di pandemia, il travel blogger ha raccontato la propria città, il proprio modo di vivere sotto una luce totalmente diversa ed anche nuova sotto certi aspetti.

Così in questi anni si è passati dal vecchio diario cartaceo al “buon” blog digitale

Oggi aprire un blog sembrerebbe molto semplice grazie a tutti gli strumenti gratuiti in nostro possesso, in realtà la finalità del travel blogger è quello di creare sempre più follower, ma come si fa? Bisogna innanzitutto conoscere le varie tecniche SEO (Search Engine Optimization), le regole di scrittura per il web, bisogna saper analizzare i dati dei visitatori tramite Google Analytics e conoscere tutti i segreti del social network nel quale si ripone la propria fiducia, il proprio tempo ed il proprio denaro.

La scelta del target o dell’hashtag da scegliere risulta in questo campo di particolare importanza per farsi conoscere e per fare in modo che incida, e di molto, sul numero di follower che riceverà quel blog. Inutile dire che il guadagno di un travel blogger, specie in Italia, risulti difficile mentre in altri paesi sfruttano molto questa figura ma tramite, per esempio, affiliazioni con hotel, alberghi e guide turistiche facendo in modo che la pubblicità arrivi da quel personaggio e che faccia vivere la stessa esperienza al suo follower.

Foto di Free Photos da Pixabay

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Giulia Vinci

Giulia Vinci nasce a Roma nel 1990, dove attualmente vive e lavora come ricercatrice e responsabile eventi scientifici e di divulgazione culturale del GREAL (Geography Research and Application Laboratory) presso L’Università Europea di Roma. Collabora con numerose attività italiane e straniere, partecipando in sinergia a progetti internazionali di valorizzazione del territorio e del patrimonio culturale. Ama viaggiare, la storia e…le nuove sfide!

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