Mariné Galstyan protagonista al teatro e in un fim tv

Mariné Galstyan sarà a marzo al Sala Uno con Se la terra trema e ad aprile nel film tv Tutto il mondo è paese, con la regia di Giulio Manfredonia.

Dall’8 al 18 marzo al Teatro Sala UnoMariné Galstyan sarà protagonista dello spettacolo, in prima nazionale, Se la terra trema, scritto e diretto da Maria Inversi. L’attrice, di origine armena, interpreta una donna, di cui non si conoscono nome, provenienza e destinazione, divenuta cieca a seguito di una serie di vicissitudini avverse. Mariné Galstyan metterà in scena le fragilità della protagonista, ma soprattutto il coraggio e la forza estrema di far fronte alla nuova situazione trasmettendo al pubblico speranza. Lei, forse, è la sola superstite di un terremoto, di una città abbattuta, di un aereo caduto. Forse si è persa allontanandosi dal gruppo fuggitivo. Ogni supposizione sarà valida. Un video a dirci che le città si sgretolano, mentre lei si narra tra passioni e tenerezza, tra danza e canto.

Si assiste alla ricostruzione di un’identità femminile che rintraccia, nella memoria, accadimenti del contesto famigliare che la vide, pur nella povertà, felice

“Per me è stato molto difficile lavorare su questo personaggio – afferma Mariné Galstyan – ma allo stesso tempo è stata una bellissima sfida con me stessa. Mi piacciono le sfide! In questo caso la difficoltà è stata maggiore, perché sto lavorando con una poetessa (Maria Inversi ndr) che ha un modo di scrivere molto affascinante. E’ bello lavorare con lei, è come uno specchio, mi metto completamente nelle sue mani. Il mio personaggio non si sa da dove arriva, e prima di metterlo in scena, abbiamo parlato tanto di questa donna. Credo di poter dare tanto a questo personaggio perché la mia storia di emigrazione mi fa sentire questa donna molto vicina”.

Il personaggio è espressione della storia umana, sociale e universale che oggi ci interroga in modo incalzante. Poiché la trasmigrazione è divenuta massicciamente femminile e dunque, rappresentativa, anche dei velocissimi mutamenti sociali. “Tutti noi talvolta ci sentiamo fuori posto. – afferma Mariné –  Il personaggio che interpreto non ha vista ne memoria. Vive una situazione tragica, ma la storia non viene raccontata affatto in maniera tragica. Lei riflette sul suo vissuto, arriva a ricordare la sua famiglia, la sua storia e pensa a quanto siano fondamentali le radici dalle quali lei, volente o nolente, si è dovuta allontanare. Parla tante lingue, francese, portoghese, spagnolo, tedesco, armeno, perché appartiene al mondo e talvolta canta, perché il canto le permette di sfuggire al dolore. I disastri  accadono dappertutto e questa donna può essere ognuno di noi”.

Non è la prima volta che Mariné Galstyan interpreta  un personaggio vittima di guerre e  emigrazione

“Sono armena, terza generazione dopo il genocidio. Il mio bisnonno è sfuggito al genocidio e io ho nel sangue questo dolore. Con la mia compagnia teatrale, InControVerso, in questi anni, ho realizzato lo spettacolo Il grande male, che non è solo uno spettacolo ma una missione. Per gli artisti armeni – secondo me – deve essere una missione, rendersi portavoce del crimine compiuto. Io mi sento a mio agio a interpretare questi ruoli, perché li sento nelle mie corde e li vivo come una missione”.

Molti sono i progetti che vedono impegnata Mariné Galstyan. Ad aprile sarà in onda su Rai1 la fiction d’impegno sociale prodotta da Picomedia, Rai Fiction e Ibla Film, Tutto il mondo è paese. Il fim tv è ispirato alla vera storia del sindaco di Riace, Mimmo Lucano. La Regia è di Giulio Manfredonia, protagonista Beppe Fiorello. “Sono molto felice di aver fatto questo film, sono la signora Sharif, moglie di un rifugiato curdo, facente parte del primo gruppo di emigrati arrivati a Riace in Calabria. Il mio ruolo è bellissimo e mi rende orgogliosa avergli dato voce, corpo e anima”.

A maggio ancora teatro per Mariné

“Sarò a Cometa Off con il riadattamento di Pallottole su Broadway di Woody Allen. Interpreto il ruolo di Caramella, una show girl – amante di un mafioso – che vuole fare l’attrice a tutti i costi. Devo interpretare una ragazza totalmente priva di talento e decisamente insopportabile. E’ un ruolo che mi piace molto e dovrò lavorarci parecchio. A novembre poi, con la mia compagnia, InControVerso, porteremo in scena lo spettacolo A porte chiuse di Sartre, dove sono interprete e regista. Con me in scena ci sono anche Eleonora Scopelliti nel ruolo di Estelle, Sargis Galstyan (nel ruolo di Garcin) – mio marito nella vita, attore e ballerino eccellente, che in questo spettacolo cura anche le coreografie.”

Giuseppina Gazzella

Classe 1984, marchigiana di nascita, cittadina del mondo per natura. Scrive e canta con la consapevolezza, la voglia e la pretesa di fare meglio ogni giorno, e di crescere sempre, perché sentirsi arrivati equivale all’essere morti.

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