A Roma Jobs Act a 5Stelle “bandi di dubbia trasparenza e opportunità”

A Roma il Jobs Act a 5S. Giuseppe Martelli, Usi: “stanno portando avanti i punti basilari della politica renziana”.

“Non ci saremmo mai aspettati che ad applicare le cattive pratiche di Renzi, a Roma, fosse proprio il Movimento Cinque Stelle.” Queste le sconfortanti parole di Giuseppe Martelli, in rappresentanza dell’Usi, Unione Sindacale Italiana, presente nei vari incontri sul cambio di gestione e appalto, a tutela di lavoratrici e lavoratori, dopo avere avuto l’ennesimo incontro in data 29 settembre al Campidoglio, con il delegato del Sindaco De Santis (che paga la cittadinanza romana).

La Direttora del Dipartimento politiche sociali e la società vincitrice di un bando al ribasso del 43%, del personale delle portinerie delle case di riposo di Roma Capitale: la RTI Pegaso Servizi Fiduciari e Sistemi in sicurezza, con il personale in sciopero dal 21 settembre e in stato di agitazione sindacale.

A Roma i punti basilari della politica renziana e bandi di dubbia trasparenza e opportunità

“Nel giorno del NO alle Olimpiadi del 2024, abbiamo scoperto con amarezza”, prosegue l’USI, “che, a Roma, si stanno portando avanti i punti basilari della politica renziana di mettere in ginocchio lavoratori e lavoratrici smantellando le certezze una ad una, partendo dalla drastica riduzione di stipendio.

Infatti: si stanno portando avanti bandi di dubbia trasparenza e opportunità, senza clausole sociali vere nella più totale e pericolosa disapplicazione di delibere in vigore dal 2000 (con regolamento attuativo fin dal 2005), che disciplinano i diritti di chi lavora negli appalti, affidamenti, convenzioni di qualsiasi natura con Roma Capitale, il rispetto di criteri e principi sul rispetto di leggi e tutela di lavoratori e lavoratrici”.

“La cosa più grave che ci è stata prospettata”, continua il sindacato autorganizzato Usi, “è la possibilità che verrà data, a partire dalla firma odierna al Comune di Roma Capitale, di applicare anche nei cambi di gestione e appalto, i peggioramenti del jobs act come se il personale della cooperativa uscente fosse da assumere di nuovo, e quindi ricominciasse daccapo, con tutti gli effetti penalizzanti in termini salariali, normativi.

Un ricatto ai dipendenti

Un disastro dal punto di vista della correttezza tecnico giuridica e ancora peggiore, un ricatto ai 24 dipendenti in questione.” Non è stato così, a jobs act già in vigore (dicembre 2014), per i cambi di appalto per servizi di scolarizzazione rom (servizio chiuso dal Comune e non ancora riaperto dalla Giunta Raggi, alla faccia del diritto allo studio) e di quello del personale socio assistenziale delle stesse Case di Riposo comunali, dove il passaggio del personale è avvenuto alle medesime condizioni salariali, contrattuali e di inquadramento (febbraio 2016), con accordi sindacali conseguenti.

Vergognosa la condotta tenuta dal delegato della Sindaca Raggi

che ha fatto come Ponzio Pilato “lavandosene le mani”, poco coerente quella della Direzione del Dipartimento, con le indicazioni dell’Assessorato Servizi alla Persona, che non più tardi del 26 settembre 2016 sera, in precedente incontro, aveva dichiarato che per il futuro, non ci sarebbero stati tali “problemi” per chi lavora negli appalti dei servizi ed errori di valutazione nei bandi di gara.

Invece una procedura solo formalmente legale, in sostanza elimina diritti acquisiti dei dipendenti delle portinerie, lasciando mano libera a chi vince le gare di poter fare come vuole, senza alcun controllo, vigilanza e verifica come è obbligo nell’esecuzione dei contratti di appalto dal codice degli appalti e dalle stesse Delibere comunali, come regolamento comunale di miglior favore dell’Ente Locale.

Una omissione in atti di ufficio che non potrà rimanere senza conseguenze per chi non fa le funzioni e la vigilanza come è compito all’interno di una Pubblica Amministrazione.

Un brutto precedente, che mette a repentaglio anche altre situazioni di Roma Capitale e di chi lavora nei servizi esternalizzati, dai canili comunali, (già licenziati, in autogestione del canile dal 1° maggio 2016 e in attesa di ricollocazione), o quelli della Roma Multiservizi prossimi a tali rischi, o alle migliaia di persone che lavorano nei servizi sociali, assistenziali, educativi, culturali di questa città.

Come ricordava Pietro Calamandrei, giurista, partigiano e padre costituente, “Non vi è legalità, senza giustizia sociale”, con questi spirito e con le prossime mobilitazioni, l’Usi prosegue nella lunga e dura lotta al sistema di Mafia Capitale, ancora attivo e alle sue derivazioni di stampo criminale o formalmente legalitario, in giacca, cravatta e borsa “24 ore”, che non sono meglio delle strutture illegali e criminali che stanno facendo il nuovo saccheggio della città di Roma.

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