Primarie Roma, centrodestra punta al quinto posto?

Primarie sì, primarie no, primarie fantasma per il centrodestra romano che sembra puntare ormai al quinto posto senza aver scelto un candidato comune.

Se la polemica sulle primarie è un modo per farsi pubblicità il centrodestra a Roma non sta “bucando lo schermo” come si dice in gergo televisivo. Sembra una lotta per attestarsi tra gli ultimi gradini del podio e non solo per le liti che stanno segnando la scelta del candidato (di tutti?), ma anche per la totale incapacità di coinvolgere gli elettori. Un termine interessante lo ha usato Storace per definire tutta questa giostra: le “cazzarie“, e come dargli torto? Giorgia Meloni è stata più delicata e ha definito asilo l’attuale centrodestra. Il fatto è che il candidato Guido Bertolaso non convince, non aiutano le sue sparate, ma soprattutto ha concorrenti che smuovono davvero la platea come Alfio Marchini  che fa sold out all’Auditoriun Conciliazione o Francesco Storace che cattura le simpatie degli elettori posizionati più a destra, la stessa Giorgia Meloni -non candidata- fa scrivere il suo nome sulle schede di Salvini.

Bertolaso all’Ergife

Bertolaso si fa ospitare all’Ergife da Tajani in totale assenza di entusiasmo popolare, Berlusconi nel frattempo prima dichiara l’accordo avvenuto con Salvini, il quale smentisce subito dopo, e poi lancia le primarie a candidato unico, o le gazebarie come qualcuno le ha definite. Il fatto è che presentarsi in competizione con le gazebarie dopo le vere primarie del PD e del M5s lascia di stucco gli elettori del centrodestra. Bertolaso a sua volta prosegue con le proposte che provocano sorrisi di scherno e la sensazione è che non sappia nulla di Roma e delle sue difficoltà. Alla prima uscita parlò di troppi dipendenti comunali subito smentito dal commissario Tronca che conferma la mancanza di personale tale da rischiare una vera e propria paralisi. Ma Bertolaso rilancia con i “vigili marines“, sarebbe simpatico se non lasciasse l’amaro in bocca a chi di media ha 50 anni e non 20 come i marines, e che si ritrova con una carenza di personale pari al 30% del fabbisogno con motociclisti che superano anche i 60 anni per assenza di ricambio generazionale. Certo, la soluzione alla Ignazio Marino è dietro l’angolo: tutti per strada! Anche il chirurgo dem non aveva fatto i calcoli con i compiti che oggi spettano alla polizia locale, che non fa solo multe ma molto altro in tantissimi ambiti, e infatti Ignazio Marino è rovinosamente caduto mentre i vigili restano, con tutti i loro compiti e la carenza di organico.

La svolta

Questo accanimento di Berlusconi nel non voler accettare un confronto popolare, e questa testardaggine di Bertolaso nel non voler tastare veramente il polso della sua candidatura cominciano ad essere sospetti e ad infastidire, assomigliano troppo agli errori che sono stati collezionati fino ad oggi a Roma. Un altro sindaco non voleva arrendersi all’evidenza di una totale assenza di sostegno popolare mentre il Pd gli garantiva il suo appoggio: alla fine sono franati insieme e non basta qualche simpaticone travestito da marziano per cambiare le cose, come non basterà al Pd far finta di nulla. La svolta ci potrà essere solo con una sana competizione tra candidati alle primarie, e le c.d. truppe cammellate fanno parte del gioco, riuscire a mobilitare gente nel week end per andare a votare un candidato di coalizione non solo è lecito ma auspicabile. Così disunito il centrodestra al massimo può puntare ad un quarto posto per accontentarsi del quinto, il ballottaggio e lontanissimo e sembra questione di volontà non di incapacità.

SenzaBarcode Redazione

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