Giulio Regeni lo studente Friulano che ha dato fastidio a qualcuno

Per Giulio Regeni sarà come per Ilaria Alpi e Milan Hrovatin? Ventidue anni fa il nostro Paese fu sconvolto dal loro barbaro omicidio.

Uccisi a Mogadiscio, per avere scoperto traffici illeciti d’armi e rifiuti tossici, durante la Guerra Civile in Somalia, oggi non si conosce tutta la verità. Ci sono voluti ventuno anni e la trasmissione “Chi l’ha visto” per ottenere la conferma del depistaggio: l’intervista di Chiara Cazzaniga del testimone Jelle, per la madre di Ilaria (rimasta vedova quasi sei anni fa) deve essere stata una doccia fredda. Testimonianza ne sono le parole che, in un incontro con la Presidente della Camera, Laura Boldrini,  lei ha pronunciato:”Ora sappiamo che Ilaria è morta per un omicidio concordato. Tutte le nostre forze di sicurezza, dalla polizia ai carabinieri, alla Digos, non sono stati all’altezza di farci conoscere la verità”. Lo stesso sta avvenendo per Giulio Regeni.

Oggi Giulio Regeni

La morte di Giulio Regeni, ritrovato cadavere in un fosso alla periferia del Cairo, con evidenti segni di torture, ci proietta nel medesimo abisso. Per molti il ventottenne Friulano risulterà sconosciuto, anche perchè, da mesi, i suoi articoli su “Il Manifesto” uscivano con pseudonimi sempre diversi. Preoccupato per la sua incolumità, ha continuato coraggiosamente a scrivere, testimoniando la politica repressiva del regime del Gen. Al Sisi, soprattutto nei confronti di quel mondo sindacale, indipendente, che, proprio Al Sisi sta schiacciando. Giulio Regeni, scompare il 25 gennaio. Non una data qualsiasi, ma l’anniversario della rivoluzione che rovesciò il regime di Mhubarak. Ed è in quello stesso 25 gennaio che vengono perquisite migliaia di abitazioni ed arrestate decine di attivisti. Dalle prime dichiarazioni della Polizia Egiziana, però, si evince il rischio di depistaggio: prima si ipotizza un incidente. Ora, dopo i primi esiti dell’autopsia, si lascia pensare alla microcriminalità. Tutto ciò è surreale. L’auspicio è che il Governo Italiano pretenda massima trasparenza e collaborazione nelle indagini per ottenere quanto prima la verità.

Sarebbe davvero mortificante avere un nuovo caso “Alpi”.

Serenetta Monti

Allieva Academy SenzaBarcode 2016

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