Emergenza sanitaria, esigenza in Valle d’Aosta

Il gruppo ALPE, in apertura della seduta consiliare del 17 dicembre 2015, ha posto l’attenzione sulla necessità dell’organizzazione di un efficiente servizio di emergenza sanitaria territoriale.

In particolare, il Capogruppo Albert Chatrian ha spiegato: «Questo servizio svolge un ruolo fondamentale, rispondendo all’immediato bisogno di assistenza sanitaria della popolazione e fungendo da filtro ai ricoveri ospedalieri. Ieri mattina l’Assessore Fosson, anche alla luce delle audizioni effettuate in quinta Commissione consiliare, ha annunciato la sospensione della riorganizzazione del Dipartimento di emergenza rianimazione e anestesia (DERA). Vorremmo capire come sia nata l’idea di questo progetto, chi l’abbia decisa.» Il Consigliere ha quindi chiesto se «quattro medici vincitori di concorso abbiano davvero rinunciato al posto in Pronto soccorso proprio per le condizioni di disagio in cui versa il Dipartimento; se in Valle d’Aosta i tempi di arrivo del mezzo di soccorso sul posto dopo la chiamata risultino in media superiori ai 30 minuti contro i 20 del resto d’Italia; il risparmio ottenuto con questa nuova organizzazione e gli standard di presa in carico dei malati al Pronto soccorso per codice colore e se siano rispettate le relative tempistiche.» Il Consigliere ha infine chiesto gli intendimenti, gli indirizzi politici e le relative azioni concrete che intende dare all’azienda USL «per tenere alto il livello di guardia e non esporre i cittadini più distanti dall’ospedale ad una risposta inadeguata nei tempi o nelle competenze.»

L’Assessore alla sanità, Antonio Fosson, ha evidenziato: «È in corso un processo di grande riorganizzazione a causa di minori risorse (si è passati da 270 milioni di euro a 232), essendo necessaria un’ottimizzazione dei servizi e delle professionalità per eliminare gli sprechi. Il progetto per il DERA è partito sin dal 2010 considerando soprattutto il Pronto soccorso, ma l’intenzione non era di certo quella di peggiorare la qualità. Tenuto conto dei contrasti emersi nel corso dei tavoli tecnici coi Sindacati, da quindici giorni abbiamo optato per la sospensione, in modo da effettuare tutte le verifiche del caso. Il momento impone una riconsiderazione, anche alla luce di una confusione e dei disagi venutesi a creare con l’intersecazione di diversi elementi, tra cui l’entrata in vigore della legge sui nuovi orari dei medici che impatta in particolare sugli ospedali più piccoli.»

Entrando nel merito dell’interpellanza, l’Assessore Fosson ha riferito: «I concorsi sono stati pubblicati da sei mesi, i candidati conoscevano la situazione valdostana; due medici vincitori hanno rinunciato per motivi personali, due invece hanno optato per altri importanti incarichi. Smentisco che il nostro sistema emergenziale non sia sicuro e per dimostrarlo riporto i dati sui tempi di arrivo del mezzo sanitarizzato: le cifre fornite dal Ministero parlano per la Valle d’Aosta nel 2012 di 23 minuti, ma che sono effettivamente scesi a 21 minuti con la nuova organizzazione. Divisi per codice, per il rosso ad Aosta la media è di 7.12 minuti al mattino e 8.36 alla sera, a Châtillon 11 minuti, a Donnas 14.5 minuti al mattino e al pomeriggio 17. Ribadisco: sono dati al di sotto della media nazionale, il nostro sistema è di qualità. In merito al risparmio, l’unificazione dei due Dipartimenti ha comportato un risparmio di 20mila euro, ma soprattutto si è ridotta la spesa della LPA (libere professioni agevolate), per cui il risparmio complessivo è pari a 991mila euro.  Sull’attesa in Pronto soccorso, il nostro sistema resta uno dei più rispondenti al cittadino: per il codice giallo i tempi nazionali sono di 10/15 minuti, da noi nel 2015 sono di 11 minuti; per il codice verde 30/60 minuti nazionali a fronte dei nostri 36 minuti; i codici bianchi ad Aosta aspettano in media 58 minuti contro i 120 nelle altre regioni. Il nostro sistema di emergenza è di qualità, sicuro (ad esempio non ci sono state contestazioni al Tribunale del malato), nonostante una riorganizzazione per la cui sostenibilità al momento stiamo effettuando puntuali valutazioni, anche sulle varie figure professionali. Le priorità politiche riguardano il territorio e la salvaguardia dell’emergenza in regione che non sia ospedali-centrica. In un momento di grande difficoltà questo sistema è un punto fermo per la Valle d’Aosta e i dati lo testimoniano. Confermo infine il massimo raccordo coi volontari.»

Il Capogruppo Chatrian non si è detto d’accordo con le informazioni riferite dall’Assessore: «I quattro medici hanno rinunciato avendo verificato la giungla causata da questa riorganizzazione. Il livello si è abbassato: nel 2015 per i codici gialli solo il 60% dei casi rientra nei dieci minuti, mentre nel 2014 era il 78% degli accessi; più di 500 persone sono uscite dagli standard. La LPA è già stata azzerata nel 2014, per cui il risparmio su questa riorganizzazione è pari a zero. L’Amministrazione regionale ha poi messo in difficoltà i volontari, senza neanche avvertirli del trasferimento dell’ufficio trasporti sanitari. Ribadisco infine le problematiche sul territorio: il decisore politico deve riprendere in mano la situazione e garantire le pari opportunità di accesso ai servizi sanitari, compresa l’emergenza, a tutti i valdostani, indipendentemente dalla località di residenza.»

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2 pensieri riguardo “Emergenza sanitaria, esigenza in Valle d’Aosta

  • 26 Dicembre 2015 in 11:24
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    Gentilissimo, appena finite le feste, rivolgerò a chi di dovere la domanda, così potremmo sperare in una risposta esaustiva. Le auguriamo di passare gioiose giornate di festa.

  • 18 Dicembre 2015 in 12:20
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    Io non so questi numeri dove li trovino ??? …forse nella tombola ???

    Io so solo che mia suocera di 84 anni , la settimana scorsa , è andata in Pronto soccorso , caricata da una Ambulanza per un problema ad 1 gamba che sembrava potesse peggiorare a breve; è entrata verso le 16 ed è uscita dopo cena , è “stazionata ” in Pronto soccorso circa 5 ore e con lei ad aspettare vi erano molte persone , tutte con tempi di attesa esagerati !!!!

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