Fino al 19 aprile Massimiliano Milesi dirige “Metti una sera… in Giallo”. I racconti di Chiara Cattozzi, Flaviano Provitali, Matteo Montero e Stefano Terrabuoni Curati per la messa in scena da Carla Aversa

Riceviamo e pubblichiamo

Il palcoscenico del Teatro Elettra si tinge di giallo dal 9 al 19 aprile con “Metti una sera…in giallo”, lo spettacolo tratto dai racconti di Chiara Cattozzi, Flaviano Provitali, Matteo Montero e Stefano Terrabuoni curati per la messa in scena da Carla Aversa e con la regia di Massimiliano Milesi.

Quattro “nuovi” scrittori ed una Compagnia Teatrale come la Permis de Conduire, che sperimenta da anni gli intrecci tra Letteratura, Teatro, Arti Visive e Linguaggio Corporeo, ma che ama anche giocare con la tensione del racconto noir e le sue apparizioni sul palcoscenico o magari davanti ad una telecamera in uno studio televisivo. In fondo, il palcoscenico minimo del Teatro Elettra di Via Capo d’Africa 32 a Roma può ricordare un “totale” del piccolo schermo all’epoca del bianco e nero che diventava colore. Il regista Massimiliano Milesi ha voluto quindi collocare in un ambiente del nostro recente passato “futuribile” i racconti che un manipolo di nuovi autori noir ha raccolto in una sfiziosa antologia.

Metti una sera...in giallo“Due donne ed un uomo (Carla Cardarelli, Paola Ermini e Michele Uliano) vestiti pressoché uguali, – ricorda il regista Massimiliano Milesi – raccontano con la parola e tanta gestualità, curata da Carla Aversa, le tensioni messe su carta da Chiara Cattozzi, Flaviano Provitali, Matteo Montero e Stefano Terrabuoni. Ogni scena è come una piccola scommessa, un ‘metti che…’. Quel gioco che il Teatro e la sua ‘convenzione cosciente’ sono abituati a fare da sempre, basta lasciarsi guidare. E così, ecco una sala-parto con strane voci, oppure uno scrittore che perseguita una moglie, un ex-cattivo che viene semplicemente giustiziato, inviti al buio che sono un classico dei nostri tempi virtuali…..Il tutto costruito con rapidità e ritmo, senza lasciare allo spettatore il tempo di rilassarsi tra un fatto di sangue ed un altro”.

Ma un tempo Milesi lo ha voluto lasciare: quello per sorridere di meccanismi così perfetti, come quelli del noir, che non finiranno mai di stupirci anche se ci tolgono il sonno allo stesso modo da quando la tv ci mostrava le ombre della sera che calavano sulla New York di Nick Carter.

By SenzaBarcode Redazione

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