Farmacap, perdite di bilancio come “perdite sociali”

Farmacap, USI e il Commissario Franco Alvaro. Pubblichiamo integralmente l’esito dell’incontro avvenuto il 12 febbraio u.s.

Anzitutto abbiamo appreso in questi giorni che è stato presentato una Legge delega (DDL), definito “della concorrenza” dal Governo, che apporterebbe, se approvato così com’è, una ristrutturazione molto pesante del settore farmaceutico italiano. In sintesi prevede: La possibilità anche per la parafarmacie di fornire il farmaco “etico”

La cancellazione della pianta organica; La modifica del rapporto tra numero di farmacie e numero di abitanti (da 1/3500 a 1/1500). L’abolizione del divieto, per uno stesso soggetto giuridico, di essere proprietario al massimo di quattro farmacie.

E’ evidente che se il disegno fosse questo si tratterebbe di un grosso regalo alle multinazionali e comunque ai detentori dei grossi capitali privati.

L’incontro con il Commissario Franco Alvaro

Avendo studiato anche la nuova relazione della Scozzese -assessore al Bilancio-, che su Farmacap rappresenta un approfondimento della delibera di Giunta del 30 dicembre, abbiamo riscontrato che la stessa, per giustificare l’ipotesi di dismissione aziendale, contesta le azioni che il commissario straordinario propone per raggiungere nel 2015, almeno un pareggio di bilancio. In particolare ritiene che la Farmacap sbagli ad inserire in bilancio i crediti che vanta verso la Regione Lazio pari a quasi 9 milioni di euro, sulla base del solo ragionamento che l’ente regionale ha espresso la volontà di non pagarli. In sostanza e come affermare che la Farmacap ha lavorato gratis e non ha diritto a nessun rimborso! Successivamente dà per scontato che il dipartimento politiche sociali non firmerà nessun contratto di servizio e quindi che le risorse previste dal Commissario sono senza copertura integrale. Nell’incontro abbiamo chiesto conto, quindi, ad Alvaro di fornirci maggiori spiegazioni in merito a questo “apparente contrasto” e di aggiornarci sulle azioni che l’azienda sta svolgendo.

Alvaro afferma che i crediti che l’azienda vanta nei confronti della Regione Lazio sono pari a 8.281.232 euro mentre quelli verso il Comune sono pari a 4.891.948 euro per un totale di 13.173.180 euro! Tra questi ci sono ben 560.000 euro di crediti dell’asilo nido.

Le azioni che sta svolgendo l’azienda sono quelle di recuperare almeno parte di questa montagna di soldi, verso alcune Asl.

Chiusura dell’asilo nido dell’azienda

Il commissario manifesta ancora una volta la volontà di chiudere l’asilo nido dell’azienda. L’unica condizione per mantenere il servizio, afferma, è quella di considerare le perdite di bilancio come “perdite sociali”.  A tal fine hanno già predisposto degli incontri con il nuovo assessore alla scuola. In caso contrario la chiusura del servizio prevederebbe l’affitto della struttura e la ridislocazione del personale educativo negli sportelli sociali, con la salvaguardia occupazionale.

Per quanto riguarda il settore sociale sono in corso incontri con alcuni Presidenti di municipio per definire la “presa in carico” dai nostri sportelli e dalla Teleassistenza degli utenti in lista d’attesa per l’assistenza domiciliare.

Manifesta la volontà di mantenimento del servizio Recup, sulla base dell’incremento di fatturato di alcune farmacie dove è stato attivato.

Conferma la copertura, da parte del Dipartimento politiche sociali e della salute, di circa 1.400.000 per l’anno in corso, anche se ritiene che ne possano bastare 2.000.000. Da questo punto di vista gli abbiamo detto che bisogna rafforzare il ruolo dell’azienda come presidio socio-sanitario e che comunque avevamo già previsto di attivarci nei confronti del nuovo assessore Danese, in quanto è assurdo che dopo lo scandalo “mafia-capitale” che ha gettato pesanti ombre nei confronti del “privato sociale” romano, non venga valorizzata la Farmacap per l’assegnazione di altri servizi, non solo perché, in quanto Azienda speciale, rimane un ente strumentale del Comune, ma perché è dotata di personale qualificato, con grande esperienza e di strutture già predisposte. Da questo punto di vista la stipula di un contratto di servizio superiore ai 3.000.000 di euro è secondo noi appena sufficiente.

Per quanto riguarda il progetto, che riteniamo fondamentale, di trasformare la Farmacap in un ente fornitore, il Commissario ha affermato che hanno già avuto un incontro con il Direttore generale dell’azienda speciale di Reggio Emilia e che per il momento hanno concordato di predisporre degli acquisti in comune verso le ditte, per avere una una maggiore scontistica e che la Farmacap sta cercando un accordo analogo con le farmacie di Ciampino. Al momento l’obiettivo è quello di raggiungere per l’anno in corso almeno un 40% degli acquisti direttamente dalle ditte. La trasformazione in ente fornitore, secondo Alvaro, è un processo più lungo in quanto prevede grossi investimenti iniziali.

Alvaro ritiene sia necessario un nuovo modello di gestione dell’azienda con figure apicali nei diversi settori. Da questo punto di vista, abbiamo già posto la questione vanno privilegiate le risorse interne e che va predisposto almeno un avviso di selezione interna con criteri oggettivi, (titoli formativi, anzianità di servizio) per poter ricoprire tali ruoli, per evitare le ben note vicende del passato. Ribadisce la necessità di regolamentare le attività di consulenza psicologica.

Legge 147 del 2013

Come USI, ribadiamo che la volontà della Scozzese e della Giunta di voler forzare, illegittimamente, la Legge 147 del 2013, dove si afferma che vanno dismesse le Aziende speciali che presentino 4 bilanci negativi nei cinque anni precedenti al 2017, conteggiando ed anticipando anche il 2015, che è invece in corso d’esercizio e soprattutto contestando anche gli stessi piani aziendali che prevedono per quest’anno un bilancio in equilibrio, rappresenta solo la volontà di regalare un patrimonio pubblico di grande valore ai capitali privati che probabilmente sanno di essere ascoltati per le loro mire speculative, in Giunta. Sappiamo anche che alcuni settori politici stanno utilizzando il ricatto della dismissione dell’azienda per approdare al vero obiettivo che è la trasformazione in società per azioni.

Da questo punto di vista, la raccolta di firme che alcuni delegati della Filcams cgil stanno promuovendo tra i lavoratori, affinchè si rendano disponibili alla Spa è una vergogna senza fine, che dimostra la completa mancanza di autonomia sindacale da parte di questo settore della Cgil, oltre a non rispettare l’unico “mandato democratico” dei lavoratori dell’azienda che è stato quello espresso nell’assemblea del 7 novembre, con 65 voti a favore del mantenimento dell’azienda speciale e un solo voto contrario. Non vengono rispettate nemmeno le 10.000 firme dei cittadini romani in calce alla petizione per il mantenimento dell’azienda speciale.

Proposte in Campidoglio

L’USI ha promosso in Campidoglio, il 10 febbraio, un assemblea-presidio di tutte le realtà colpite dall’ azione della Giunta Marino (biblioteche comunali, asili nido e scuole infanzia, Zetema, Roma Multiservizi, AMA e altre) allo scopo di dare un segnale di unità delle lotte contro chi vuole svendere questa città ai capitali privati, che ha visto la partecipazione di oltre 200 lavoratori e lavoratrici.

Per la Farmacap si è mantenuto un profilo unitario con alcune Rsa Filcams Cgil, Cisl e Uil fpl e con tutti i lavoratori-trici iscritti e non iscritti alle organizzazioni sindacali e la straordinaria partecipazione, superiore a 60, dimostra che quando si tiene ferma la barra su una posizione chiara, essa risulta efficace.

SenzaBarcode Redazione

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