Il Caimano era nella casa sinistra

L’addestramento del caimano ha funzionato e l’alibi è servito.

Renzi piglia tutto o Renzi contro tutti? Perché è questa ormai la polemica politica, ma a ben guardare mentre c’era chi smacchiava leopardi o filmava caimani altri più intelligentemente addestravano il Caimano interno che avrebbe sferrato il vero morso contro i sindacati e la sinistra.

Diciamocelo, Berlusconi era fin troppo scontato come avversario, s’inseriva nel periodo giusto e nel modo perfetto all’interno di un disegno che prevedeva un passaggio non troppo doloroso per la Repubblica. Oggi si evoca quel traumatico passaggio da una Repubblica all’altra costellato di attentati, golpe tentati o temuti, trattative, ma la verità è che la Repubblica post muro si è vista sola davanti allo specchio senza scuse e senza alibi, e soprattutto senza tutori tirando fuori il meglio o il peggio che poteva esprimere: colui che era stato addestrato per anni alla corte del potere, formato e forgiato a tenere in mano per conto di tutti un passaggio epocale.

Lui, Silvio Brelusconi, l’alibi per tutti, il mostro da dare in pasto ai devoti di sinistra o il salvatore per gli altri, addirittura unto dal Signore. Il Paese può proseguire il suo cammino, garantire stabilità, garantire il passaggio da un’epoca all’altra, e tutti d’accordo si è andati avanti con questa pantomima. Abbiamo l’avversario! Abbiamo il garante! Purtroppo se il potere logora chi non c’è l’ha, il tempo logora un po’ tutti, soprattutto chi è malato di giovanilismo fuori tempo massimo. Il Caimano ha retto come scusa per troppo tempo, alla fine è rimasto solo una scusa e basta e lui stesso consapevolmente ha deciso di triplicarsi: un po’ qui, un po’ là, e ha fatto come il Signore: uno e trino. Ma questa è la storia della Repubblica, dopo l’improbabile parentesi montiana e l’altrettanto impossibile parentesi lettiana -va bene giocare su più livelli ,ma a volte il troppo stroppia- si è fatta strada l’opzione già pronta e cucinata:il giovane! La ricetta è sempre la stessa ed i cuochi anche, ma il volto doveva essere nuovo anche se già rodato, non si diventa così giovani presidenti della Provincia di Firenze e poi sindaci se non si ha il Garante alle spalle, anche essendo dei geni della politica e dotati di sovraumano carisma, e Renzi di certo non è dotato né del primo ingrediente e nemmeno del secondo. Però è vero che il Paese era ormai scalabile. Il giovane ha sicuramente il suo difetto di fabbrica e quando servirà uscirà fuori.

Il problema sono “i trombati”, coloro che sono stati i garanti dell’equilibrio ed ora sono stati messi in pensione perché il garante è un altro. Il Leopardo, il Caimano era in casa e la figura dei fessi l’hanno fatta un po’ tutti: politici, intellettuali, giornalisti, ferventi credenti. Come si metterà adesso il sindacato e la politica diventati scomodi e non più alibi? Sicuramente chi è arrivato all’apice del viaggio non è un fesso, parliamo di furbizia e non di intelligenza, e chi colpirà per primo colpirà due volte. Il consenso di Renzi prima o dopo sarà destinato a calare, i numeri non dipendono da lui e dalle sue riforme, questo lo sanno in molti, dovrà capitalizzare al massimo la luna di miele magari presentandosi al voto il prima possibile per avere ancora del tempo utile davanti. Gli avversari, questi sì che sono avversari e non come le scenette ai tempi del Caimano di Moretti, dovranno mettere in campo una strategia che tenda al consolidamento dei consensi in questo autunno che si prospetta caldo, anzi, caldissimo!

Paradossalmente i maggiori sponsr della tenuta del Governo saranno gli avversari interni, andare al voto oggi significa essere decimati, ma questo andrà a discapito di alcune delle rifome per far sopravvivere una maggioranza tipicamente da inciucio nazionale che ormai non tiene più: i c.d. diritti civili ad esempio.

La partita è aperta, questo scontro sarà molto più feroce di quelli a cui si è assistito negli ultimi vent’anni: buon divertimento.

SenzaBarcode Redazione

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2 pensieri riguardo “Il Caimano era nella casa sinistra

  • 4 Novembre 2014 in 21:18
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    veramente le cose sono andate in modo diverso in questo Paese ha governato la DC e il PCI era l’opposizione con la caduta del Muro e soprattutto prima con la morte di Berlinguer e l’uccisione di Moro sono venuti meno due baluardi della democrazia e con la caduta del muro si è concluso il giro.
    Andreotti non è stato più in grado di tenere e i poteri oscuri mafia ecc hanno avuto il sopravvento e hanno trovato un nuovo interlocutore molto più scaltro e avventuriero Bettino Craxi, che compì il capo lavoro di annullare la scala mobile e così iniziò a mangiarsi l’ITALIA e gli scemi italiani gli andavano dietro.
    Con Tangentopoli è scappato ma dall’Africa ha continuato a lavorare costruendo Forza Italia e costrinse Berlusconi a fare il capo popolo, mandando anche Mangano ad Arcore x controllare meglio.
    La sinistra non ha saputo arginare questo disegno politico anche perché il metodo Craxi in fondo piaceva a molti non dimentichiamolo.
    Oggi Renzi sta solo cercando di non far affondare definitivamente questo Paese, ma per fare ciò deve tagliare lacci e lacciuoli altrimenti si affonda.
    Purtroppo all’interno della sinistra non c’è omogenità perché troppi primi della classe che non si rendono conto di essere ormai fuori tempo,anzi uno lo ha capito Veltroni che si è messo a fare quello che gli riesce meglio scrivere libri e fare il cinema,ma gli altri sono in piena crisi di panico.
    Il Sindacato che è stato assente su molte cose oggi sta solo facendo una battaglia politica e non sindacale.Oggi non veniamofuori dal bum economico degli anni 60 oggi stiamo tentando di venire fuori dal crax finanziario, ma il sindacato che è schierato politicamente non se ne rende conto,purtroppo la Camusso è il peggior segretario che abbia avuto la CGIL.

  • 3 Novembre 2014 in 9:08
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    D’accordo su tutto, solo che quello che viene definito “passaggio epocale” sarebbe più appropriato definirlo “criminoso disegno”, al quale in pochi nelle alte cariche dello Stato possono dirsi estranei, che ha avuto inizio nei primissimi anni ’90.

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