Cannabis per uso terapeutico quando utilizzarla e come.

Cannabis per uso terapeutico: le proprietà e i consigli su come assumerla per via orale, tramite vaporizzazione o fumo.

La cannabis per uso terapeutico ha delle potenzialità enormi nel campo della medicina. Anche in Italia il faticoso riscatto della cannabis per uso terapeutico si scontra con alcuni pregiudizi alimentati da decenni di disinformazione che hanno giovato solo alla grandi case farmaceutiche e alle organizzazioni criminali. La cannabis rappresenta un valido aiuto anche per piccoli disturbi come il raffreddore, grazie alle sue proprietà balsamiche, per i momenti di agitazione e di ansia quotidiani, nonché per favorire il sonno, grazie alle sue proprietà rilassanti.

Le proprietà della cannabis per uso terapeutico approvate dalla comunità scientifica comprendono: nausea e vomito in chemioterapia, stimolazione dell’appetito nell’AIDS, sclerosi multipla, terapia del dolore, traumi cerebrali, ictus, sindrome di tourette, glioblastomi, artrite reumatoide, malattie infiammatorie croniche intestinali, glaucoma, epilessia. Ma la cannabis per uso terapeutico comprende potenzialmente anche la cura di: allergie, asma brochiale, malattie autoimmuni e degenerative, patologie cardiovascolari, sindromi ansioso-depressive, sindromi da astinenza delle altre sostanze. L’elenco sembra destinato a crescere.

Quando parliamo di cannabis per uso terapeutico dobbiamo distinguere tra l’utilizzo ausiliario nella terapia e l’utilizzo come cura vera e propria. Tuttavia in generale è bene sapere che il principio della cannabis è quello di un vasodilatatore, di un miorilassante naturale ad azione antiinfiammatoria. La cannabis può essere facilmente assunta per via orale sottoforma di tisana o cibi, tramite inalazione e aerosol, oppure accompagnata al tabacco e fumata.

Di seguito alcuni consigli per fare una buona tisana, tenendo sempre presente che ogni persona necessita di una terapia personalizzata. Indicheremo delle dosi molto piccole che poi, nel corso della cura, ognuno può modificare a seconda dei risultati. Mettete circa 30 mg di cannabis in mezzo bicchiere di latte e la punta di un cucchiaino di burro in un pentolino a fuoco lento. Unite il latte al burro e fate cuocere per circa 10-15 minuti, ma non portatelo a ebollizione. La cannabis non deve subire temperature al di sopra dei 110 gradi. Dopo questa operazione potete passare l’infuso da un colino oppure ingerirlo direttamente aggiungendo quello che più preferite, caffè, zucchero, cioccolato o altro.

Se avete un apparecchio per aerosol, potete utilizzare la cannabis per combattere i sintomi delle riniti allergiche e dell’asma bronchiale. Molto più semplice se vi procurate direttamente un vaporizzatore. Se ne trovano facilmente in commercio. Questo vi consente di utilizzarla come antinfiammatorio o ad azione antiallergica, ma vi evita i rischi legati alla combustione qualitativamente simili a quelli del tabacco.

La modalità di assunzione delle cannabis più conosciuta, ma che ha poco a che vedere con la cannabis per uso terapeutico, è quella dello “spinello”, cioè fumata. Per fare uno spinello è necessario un piccolo quantitativo di cannabis mescolato al tabacco e girarlo attorno a una cartina, compresa di filtrino. Se non vi va di imparare a girare il tabacco, potete procurarvi una macchinetta che lo farà per voi. Si tratta di una modalità che ha dalla sua parte la velocità e la praticità, ma che è anche quello che rilascia minori benefici. Per i fumatori più accaniti sembra essere un’ottima modalità che aiuta a diminuire drasticamente le sigarette quotidiane o addirittura a smettere del tutto.

Ovviamente è sconsigliato il fai da te quando si ha a che fare con malattie importanti. Se pensate che la cannabis possa aiutarvi per i disturbi sopra elencati, anche gravi, consultatevi con il vostro medico (vedi informazioni pratiche fornite dalla Regione Campania). In questo senso è necessario dare delle avvertenze: la cannabis, presa in eccesso, può creare assuefazione, ansia, e/o sonnolenza. Inoltre, se proviene dal mercato nero, può non avere nessuno dei benefici sopra esposti e anzi provocare intolleranze, allergie e anche disturbi più gravi dato che non c’è nessuna garanzia che sia stata trattata in ambiente sterile e adatto al consumo. Inoltre ricordatevi sempre che la cannabis per uso terapeutico ha poco a che vedere con il suo uso per scopi cosiddetti ricreativi, per cui nessuno può affermare che la cannabis faccia in assoluto bene, come non lo si può affermare per nessuna altra sostanza legale o illegale che agisce sul sistema nervoso e incide sulle vie respiratorie.

 

 

Cristina Di Pietro

Classe 1986. Laurea Magistrale in Lettere conseguita con il massimo della dignità. Citazione preferita: "se comprendere è impossibile conoscere è necessario" (P. Levi).

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