Spring Awakening: intervista a Marco Susini

Marco Susini è un veterano della musica. La sua carriera vanta partecipazioni in Rai, collaborazioni con Tullio de Piscopo, Franco Mussida e Paolo Luciani ed esperienze teatrali come “Rock in due atti” e “Across the Universe”. Dopo aver ricevuto ottime critiche dalla stampa internazionale per l’ultimo disco lanciato dalla sua band “Tugs”, Marco è stato scelto come tastierista per l’orchestra di Spring Awakening e proprio in occasione di questa sua ultima avventura, noi di SenzaBarcode l’abbiamo intervistato.

Tugs live

Iniziamo parlando di Spring. L’opera tratta temi molto forti ed in un certo senso “scomodi” come sessualità adolescenziale, omosessualità e aborto. Credi che il pubblico sia pronto a tematiche di questo tipo?

Credo che non sia questo il punto; ovvero: la storia insegna che talvolta l’uomo deve forzare gli equilibri, a costo di non avere consenso unanime. Tuttavia se si ritiene legittimo e, cosa più importante, ” prezioso” ciò che si persegue, si ha il dovere di agire secondo coscienza. I contenuti dell’ opera non possono, a mio avviso, stupire, poiché  le tematiche trattate sono molto naturali e legate ai comportamenti dell’uomo. Mi aspetto una perplessità iniziale che via via diventi un’occasione  verso la consapevolezza e poi l’atmosfera che si sprigiona sul palco farà il resto.

Alcuni degli argomenti trattati nello spettacolo sono di sicura attualità. Pensi che Spring possa assumere a questo riguardo un ruolo di denuncia e suscitare nello spettatore le dovute riflessioni?

Alla fine è il nostro più ambito desiderio e lo sforzo che ognuno di noi fa è proteso verso questo obbiettivo.

E in te, che riflessioni ha suscitato?

Non molto dissimili da quelle che faccio da molti anni. Insegno musica ed attraverso l’insegnamento ho scoperto quanto sia utile e potente la comunicazione atta a risvegliare i valori dello spirito di ricerca. Pur tuttavia mi rendendo conto che ci vuole coraggio, da parte dell’insegnante e ancor più dell’ allievo che, in definitiva, sceglie l’insegnante e proprio per questo merita il massimo rispetto.

Cosa provi mentre ti trovi lì sul palco ed in un certo senso “reciti” insieme agli attori, dettandone i tempi tramite la musica? Sono loro a ricevere energia da te o tu da loro?

Qui ho un idea secca e precisa:  osmosi. Dove non c’è scambio non c’è energia e l’arte senza energia…

Tra i membri dell’orchestra ritrovi in Francesco Carmignani un tuo compagno nella band “Tugs”. Quanto c’è del rock dei Tugs all’interno di Spring?

Direi che, pur essendo le due opere con una storia creativa diversa, le trovo simili nella tipologia: suoni elettrici che convivono con quelli acustici. E andando nel tecnico, una vera e propria orchestrazione.

Ora parliamo un po’ di te. E’ recente l’uscita del nuovo album dei Tugs “Europa Minor”, un’opera passata al vaglio della stampa internazionale. Che successo ha riscosso nel pubblico questa vostra ultima “fatica”?

Al momento, per mille motivi legati alla difficoltà (in Italia più che altrove) di promozione, l’opera sta ancora sonnecchiando, ma siamo fiduciosi, alla luce delle splendide e lucide recensioni che abbiamo appunto ricevuto. Devo dire che i pochi concerti che abbiamo fatto hanno dato il risultato sperato.

In passato ti sei affacciato al teatro d’avanguardia mettendo in scena “Rock in due atti” e ora lavori con Spring, uno spettacolo sicuramente sopra le righe. In quale dei due hai incontrato le maggiori difficoltà?

In realtà quando facemmo con Pietro Contorno, Nicola Melani ed altri Rock in due atti correva l’anno 1985, avevo appena 23 anni e la mia esperienza era poca. Anche se devo dire facemmo tutto sommato un lavoro egregio, tra l’altro con musiche composte in primo luogo da Pietro Contorno e Nicola Melani Io mi intromisi rivisitando un po’ le forme e cercando  di mettere (a dire il vero) un po’ d’ordine ,visto che loro suonavano senza conoscere neanche una nota, mentre io venivo da circa cinque anni di lezioni di musica e sapevo leggere e scrivere. Ad oggi fare un parallelo è molto difficile. Nel frattempo ho fatto varie esperienze professionali, sia come musicista compositore che come session men, partecipando nel 92 ad una tournée con Tullio De Piscopo e suonando in televisione ed in vari teatri di Milano con Franco Mussida. Tuttavia direi che in questo Musical mi sono sforzato di prendere le cose con molta umiltà. Non che le partiture siano difficili da leggere e quindi da suonare, ma  l’insieme, peraltro fornito di ottimi musicisti, lo abbiamo  dovuto affrontare con molta cura. Fortunatamente credo siamo riusciti ad ottenere un buon sound, anche se devo dire che ogni volta che monto sul palco è come fosse la prima.

Dopo tanta televisione, dopo tanto teatro e sopratutto dopo Spring, che strada pensi prenderà la tua carriera?

Per adesso, oltre a Spring, ho appunto il progetto dei Tugs che ci vede impegnati nella promozione del disco, poi una mia vecchia passione: il jazz. Sto riunendo alcuni amici musicisti per fare finalmente un mio disco ed anche lì, successivamente, cercare di promuoverlo. Continuando, nel frattempo, a svolgere la mia attività didattica.

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