Arte e Cultura

La voce silenziosa dietro i libri: Francesca Scuccia e il ghostwriting

Scopri il mondo affascinante del ghostwriting con l’intervista a Francesca Scuccia. Sfide e passioni condivise da un’esperta del settore.

Francesca Scuccia, esperta ghostwriter, si è immersa in questo affascinante mondo nel 2019, dopo aver letto un commento di un giovane desideroso di raccontare la propria storia ma incapace di farlo. Con già un romanzo pubblicato e tre inediti all’attivo, Francesca ha colto l’opportunità di aiutare questo ragazzo e da allora non ha mai guardato indietro. Il suo processo creativo si basa sulla connessione profonda con il cliente, permettendole di trasformare le idee dei suoi clienti in opere complete con facilità e precisione.

La comunicazione con il committente può essere complicata, ammette Francesca Scuccia. Tuttavia, con la sua naturale propensione all’analisi e all’organizzazione, l’esperienza maturata e il prezioso ausilio dei suoi studi, affronta queste sfide con determinazione e fiducia.

Per Francesca, le abilità essenziali per un ghostwriter includono l’empatia, la pazienza, la rapidità e l’obiettività

Francesca Scuccia è anche una nota book blogger e influencer, che ha contribuito ad arricchire le iniziative culturali e letterarie di SBS Edizioni e Promozione. La sua presenza a Casa Sanremo Writers 2024 e il Salone Internazionale del Libro di Torino, nel prossimo maggio, porta una ventata di creatività.

Per quanto riguarda il futuro, Francesca Scuccia ha molte idee e progetti in cantiere, ma preferisce lasciarli evolvere naturalmente nel tempo. In conclusione, l’intervista con Francesca ci offre uno sguardo privilegiato nel mondo affascinante del ghostwriting, rivelando le sfide, le passioni e le aspirazioni di questa professione unica.

Ecco l’intervista a Francesca Scuccia

“Come sei entrata nel mondo del ghostwriting e quali sono state le tue prime esperienze in questo campo?”

Il mio percorso nel mondo del ghostwriting è cominciato esattamente nel 2019, quando ho letto un commento di un ragazzo che voleva scrivere della propria storia ma non ne aveva le capacità. Io aveva già pubblicato il mio primo romanzo e ne avevo scritti, ancora inediti, altri tre, quindi mi son detta “Perché no?”. È stata la scelta migliore che potevo fare!

“Qual è il tuo processo creativo come ghostwriter? Come trasformi le idee dei tuoi clienti in opere complete?”

L’aspetto più difficile del mio lavoro è sicuramente quello di entrare in connessione con il mio cliente, al di là del progetto. Ogni persona ha le idee ben chiare su come il suo scritto debba prender luce, quindi prima di studiare il materiale, stilare un indice e scrivere i primi capitoli, è per me fondamentale “chiacchierare” con il cliente: cosa gli piace? Qual è il suo scopo? Qual è il suo temperamento? Che tipo di organizzazione – mentale e concreta – predilige? Se questo step viene soddisfatto, il resto diventa una sana e piacevole collaborazione.

“Quali sono le maggiori sfide che incontri nel tuo lavoro di ghostwriter?”

Non ci sono delle vere e proprie sfide. Sono una persona analitica ed estremamente organizzata, quindi è raro perdermi nella confusione. L’unica sfida, che credo chiunque lavori con il pubblico affronti, è quella della comunicazione con il cliente. Se da una parte è sicuramente vero che le sue idee devono diventare la mia Bibbia, dall’altra esistono delle regole – redazionali ed editoriali – che non possono essere scavalcate. Ecco, spesso è difficile trovare un punto di incontro, ma chiaramente non impossibile!

“Secondo te, quali sono le abilità essenziali che un ghostwriter deve possedere?”

Empatia, pazienza, velocità e tantissima oggettività: il progetto non è mio; io sono solo il tramite. L’aspetto psicologico è fondamentale.

Potete seguirla nel suo canale Instagram o sul suo animato Blog

“Quali studi o formazioni ritieni siano cruciali per chi vuole intraprendere questa professione?”

A mio parere non ci sono degli studi in particolare da portare avanti per essere un ghostwriter. L’arte della scrittura è qualcosa di innato: non la impariamo a scuola, non ci sono metodi per sentire quelle emozioni. Allo stesso modo, il ghostwriter deve diventare uno specchio del suo cliente: è innato. Non tutti gli scrittori sono ghostwriter, ma tutti i ghostwriter sono scrittori.

“Come gestisci la collaborazione con i clienti durante la stesura di un’opera?”

Gli schemi cambiano in base alla persona con cui mi rapporto, alle sue priorità, le sue paure e le sue tempistiche. Solitamente cerco di capire, verbalmente, la situazione nel suo insieme, per poi procedere ad analizzare il materiale. Da quel momento in poi, preferisco inviare una prima bozza di metà lavoro e una finale. Capisco che la curiosità è umana, ma col tempo mi sono accorta che inviare piccoli pezzi di lavoro, come ad esempio singoli capitoli, rende il cliente più critico e dubbioso, rispetto a quando si ritrova di fronte al tutto, ben collegato e articolato. Dopo aver consegnato il lavoro, il cliente avrà dei giorni (determinati precedentemente assieme) per poter visionare e correggere/modificare ciò che non lo convince.

“Come selezioni i libri da recensire e qual è il tuo approccio nella scrittura delle recensioni?”

Ho iniziato a lavorare come blogger leggendo i libri dei miei generi preferiti. Successivamente sono arrivate le collaborazioni, con case editrici e autori indipendenti. In questi casi, cerco prima di capire il genere, la trama e il costrutto del romanzo (motivo per cui è sempre consigliato allegare l’estratto del proprio romanzo), e successivamente comincio la lettura, creando un importantissimo mix tra aspetto soggettivo e oggettivo.

“Come equilibri il tuo lavoro di ghostwriter con quello di recensore e book influencer?”

Bella domanda! Aggiungendo gli esami all’università e una vita sociale da portare avanti, otteniamo un bel Poker di disperazione! A parte lo scherzo, inizialmente era molto difficile, forse perché tendevo a vedere le tre cose separate. A oggi, però, successivamente a corsi di formazione di marketing e gestione dei social, ho capito che esiste un anello di congiunzione. Il web per me è una vetrina, dalla quale è possibile vedere e assistere il mio lavoro: racconto dei miei libri, descrivo il mondo dell’editoria e spiego tutte quelle cose che sono utili ad autori o potenziali clienti. Il lavoro da blogger, in un certo senso, segue i ritmi dei calendari editoriali online – a differenza del ghostwriting che prende la precedenza su tutto.

“Hai progetti futuri o aspirazioni nel campo della scrittura o della critica letteraria che vorresti condividere?”

I progetti sono sempre troppi o troppo grandi, ma per fortuna sono una persona paziente e disciplinata, quindi tutto verrà a suo tempo. Spesso un’idea, per quanto grandiosa possa sembrare, si rivela acerba con il tempo. Attualmente ci sono delle idee, ma ancora nulla di concreto: confido nelle esperienze, negli incontri e nella mia maturità per renderle dei fatti.

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