Cronaca

Università fonte di ansia per la metà degli studenti

Il dato emerge da un’indagine della community di studenti universitari Quaestiones. Professori principale fattore di stress.

Stato di ansia, disagio, depressione, stress e senso di inadeguatezza sono solo alcuni dei sintomi legati alla salute mentale. Oggi, il tema del benessere mentale è spesso trattato con superficialità e, nella maggior parte dei casi, ignorato. Eppure il 44,6 % degli studenti universitari afferma che “spesso” è assalito da una sensazione di disagio e fallimento, mentre il 45,3% sottolinea che soffre “spesso” di ansia e stress durante il proprio percorso universitario. Sono dati che emergono dall’indagine condotta da Quaestiones, la community che dal 2000 raccoglie appunti, domande e pagelle dei professori utili agli studenti per preparare i loro esami.

L’indagine proposta da Quaestiones sulla salute mentale è stata svolta su un campione di 1500 studenti universitari, di cui l’83.3% sono donne di età compresa tra i 20 e i 26 anni. Dei 1500 studenti che hanno partecipato, il 50,4% è convinto che l’università incida “abbastanza” sul benessere mentale dello studente e, addirittura, il 40,9% pensa che incida “molto”.

Sebbene per il 4,3% l’università non rappresenta una fonte di stress o ansia, lo è “spesso” invece per il 45,3% degli universitari e “quasi sempre” per il 37,4%, tanto che il 24,9% degli studenti ha dichiarato che almeno una volta ha pensato di rinunciare al proprio percorso universitario perché non si sentiva all’altezza.

Per il 63,6% degli studenti universitari intervistati il principale fattore di stress è dato dalla figura del docente

Al contrario il 36,5%, sostiene che i professori non contribuiscono eccessivamente al fattore stress. Ansia e senso di fallimento personale scaturiscono per il 47,7% degli intervistati dal fatto di non concludere in tempo tutti gli esami previsti dal proprio piano di studi. Ecco perché, secondo quanto emerso dallo studio di Quaestiones, il 56,6% degli studenti universitari ha pensato di rivolgersi ad uno psicologo per liberarsi dall’ansia e dallo stress eccessivo.

Da qualche anno nella pratica clinica sempre più spesso capita di incontrare giovani della fascia di età 20-25 anni, quasi sempre studenti universitari, che chiedono di essere aiutati ad affrontare disagi psicologici che si manifestano attraverso sintomi quali ansia, attacchi di panico, depressione, insonnia.

Questi ragazzi esprimono emozioni che fanno riferimento al senso di inadeguatezza, alla paura del fallimento e alla preoccupazione per il futuro, che avvertono come incerto” dichiara la Dott.ssa Vania Martelli psicologa, psicoterapeuta e docente di storia e filosofia, che aggiunge “molti di loro, schiacciati tra le aspettative genitoriali e le richieste del corso di studi, sviluppano ansie da prestazione, disturbi alimentari e, nei casi, più gravi, comportamenti autolesionistici. Il mondo universitario appare come impersonale, meccanico, competitivo, selettivo, un sistema non in grado di motivare, stimolare curiosità, interessi, passioni. Questo impedisce loro di cogliere le opportunità che l’Università può offrire, sia in termini di formazione, che per quanto riguarda l’evoluzione e la crescita personale”. 

Ciò che porta sollievo e consolazione è la presenza di amici e colleghi del proprio corso, i quali rappresentano una spalla su cui appoggiarsi e aiutarsi in momenti di crisi. Infatti, gli studenti si dichiarano in disaccordo sul fatto che esista una competizione forte tra compagni di corso. Lo afferma il 61,2%. 

Foto di Jan Vašek da Pixabay

SenzaBarcode Redazione

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