Ricominciamo dal Campidoglio - SenzaBarcode, info e cultura

Ricominciamo dal Campidoglio

Dopo la scelta di non parlare di politica, o meglio, di non raccontare delle bagarre tra maggioranza e opposizione, oggi torniamo a parlare di Campidoglio. A Disputandum con Giovanni Zannola.

Ho più volte cercato un’interlocuzione con la maggioranza. Con diversi assessori e consiglieri. Ho ricevuto spesso risposte negative, altre volte nessuna risposta e in alcuni casi la richiesta di confezionare (sulla base di suggerimenti) domande da sottoporre all’eletto in questione. Non è mia abitudine, e ritengo che non dovrebbe esserlo per nessuno. Come neppure nessuno dovrebbe mai neanche formulare questa richiesta.

Il consigliere Giovanni Zannola, Partito Democratico all’assemblea capitolina, con un post su Facebook, ha attirato la mia attenzione per accuse specifiche mosse contro il sindaco Virginia Raggi. Si legge nel post “sui buoni spesa passi l’incompetenza della Raggi, ma le bugie no”. Il j’accuse è chiaro, menzogne gravissime imputate al primo cittadino.

Nell’intervista al consigliere del Campidoglio

“Dopo le roboanti interviste di questi giorni della sindaca… mi sembra utile parlare di buoni spesa anche per dare un’idea reale di ciò che è accaduto. Sono stati erogati in parte non sufficiente a coprire le esigenze di chi ne ha effettivamente bisogno. Per fortuna il tessuto di volontariato e del terzo settore della città ha funzionato benissimo, più dell’amministrazione …” spiega Zannola al microfono di Disputandum.

“… L’amministrazione si è sbrigata dopo 4 giorni a fare dei comunicati stampa. Ad oggi abbiamo 160.000 domande arrivate via mail su 4 canali: ai municipi, direttamente al dipartimento, quello in edicola e quelle organizzate nelle baraccopoli della città direttamente agli assistenti sociali del dipartimento. Di queste 160.000 domande la sindaca si fa forte dicendo che hanno erogate Il 95%. Poi parla di 70.000 buoni erogati. Attenzione perché in questa parola c’è differenza tra i buoni effettivamente arrivati tra le mani delle persone e quelli che il dipartimento con una procedura totalmente inefficace invece ha lavorato…”

Ad oggi, secondo i calcoli che riporta il consigliere, neanche il 50% dei buoni sono nelle mani di chi ne ha bisogno.

A fondo pagina il player dell’intervista con altri dettagli e numeri su questa e altre tematiche, compresi i buoni affitto la cui domanda è scaduta ieri 18 maggio, giorno della registrazione.

Per Zannola non c’è nulla di salvabile dalla linea adottata dall’amministrazione capitolina. Se non il piano di apertura per le attività.

Con il consigliere torno a parlare di teatri, cultura e turismo nella capitale rialacciandomi alle interviste a Felice Della Corte, presidente UTR e a Roberto Necci, presidente del centro studi Federalberghi Roma. Anche in questo caso Giovanni Zannola dichiara che avrebbe reagito diversamente e che, se fosse stato lui assessore alla cultura “avrei fatto di tutto per capire come animare la città, e non lasciarla spegnersi ancora di più, anche quest’estate. Dovrebbero mettere in campo un tavolo tecnico, altre risorse, fare delle riunioni insieme agli operatori… Salvo l’impegno degli operatori di settore non c’è, da parte dell’amministrazione, un pensiero su questo”.

Giovanni Zannola lo troviamo anche nella commissione cultura, politiche giovanili e lavoro e in commissione politiche sociale della salute, ed è per questo che è particolarmente sensibile alle fasce più deboli della nostra città e a quelli che, a causa delle restrizioni e della pandemia, si ritrovano oggi senza lavoro e in situazione di forte disagio economico.

Non dimentica infatti i tanti giovani impiegati nel lavoro stagionale

legato al turismo di Roma, che si ritroveranno senza lavoro nei prossimi mesi e che saranno ovviamente a carico dello Stato e della città stessa.

“Penso anche alle guide che vivono un problema enorme rispetto alla situazione attuale… basta aprire internet e vedere tutti gli appelli che gli operatori del settore fanno alla città perché la città non è capace di pensarci, ma neanche li ascolta…’.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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