Marino Maglietta, diritti dei minori e interessi degli adulti

L’affidamento condiviso e la sua applicazione. Marino Maglietta, Associazione Crescere insieme, inoltra un comunicato in risposta alle dichiarazioni di AIAF rispetto alle linee guida del Tribunale di Brindisi

Al Comunicato dell’Aiaf si deve muovere anzitutto un’obiezione è di metodo: un magistrato ha tutto il diritto di dare alle norme la propria interpretazione. Il contrario è “totalitarismo”. Quanto alla presunta violazione della specificità dei casi, si rammenta che le linee guida così si chiamano proprio perché rappresentano solo un orientamento si enunciano principi e criteri generali da rispettare, lasciando flessibilità per le situazioni particolari.

D’altra parte la normativa in vigore prevede il diritto indisponibile del figlio minore di avere un rapporto “equilibrato e continuativo” con entrambi i genitori e di ricevere cura educazione e istruzione da ciascuno di essi. Ma all’Aiaf non sta bene che ci sia equilibrio, e quindi più facilmente collaborazione e interscambio all’interno della coppia genitoriale. A suo parere vanno bene le linee guida di altri tribunali, che prevedono che un solo genitore provveda ai bisogni dei figli e l’altro si limiti a passargli del denaro, senza compiti di cura.

Organizzare seminari su “La tutela del diritto di visita del genitore non collocatario” significa sposare una lettura monogenitoriale dell’affidamento condiviso

D’altra parte, se non si può litigare sul rapporto con con i figli perché i genitori sono entrambi affidatari; né sull’assegnazione della casa perché, essendo simili i tempi della frequentazione lsi seguiranno i prevedibili criteri ordinari; né sull’assegno per mantenere i figli (non il coniuge: il suo eventuale assegno non è toccato) perché ciascuno farà la sua parte direttamente e non c’è più da strapparsi soldi… c’è il rischio che il povero bambino rimanga privo delle sane liti familiari… E non è un ragionevole motivo di “sgomento”?

Ma, dice l’Aiaf, se i genitori hanno redditi molto diversi il bambino vivrà in due contesti economici molto diversi e questo non va bene…

Bene: distinguiamo l’interesse degli adulti da quello del bambino. Se la madre è sposata le spetta un assegno di mantenimento per mantenere il tenore di vita goduto in costanza di matrimonio; quindi il problema non esiste. Se ha solo convissuto, comunque adesso la legge 76/2016 ha pensato anche a lei. E per il figlio ci sono le massime tutele. Prendiamo il caso limite: famiglia monoreddito di fonte paterna. Mantenimento diretto significa, ad es., che se, affinché il figlio possa continuare a vivere esattamente come prima svolgendo le medesime attività, servono 1000 € al mese il padre corrisponderà 500 € mensili alla madre che coprirà solo capitoli di spesa per i quali tale cifra è sufficiente mentre il padre pagherà tutto il resto con altri 500. Lo prescrive la legge, e le linee guida di Brindisi si limitano a ribadirlo.

Quanto agli spicchi d’arancia non si può che rimandare agli studi scientifici nazionali e internazionali che attestano che i danni da mancanza di stabilità affettiva sono ben più gravi degli inconvenienti logistici.

Ma forse non importa nemmeno

Basta notare che il modello w-e alternati più “visite” infrasettimanali comporta più trasferimenti dei modelli suggeriti a Brindisi. La correzione di rotta di Brindisi rispetto ad una legge violata, d’altra parte, non ha nulla di improvvisato, ma segue segnalazioni di enti terzi come il MIUR (circolare 5336/2015) e dall’Istat che così commenta le cifre della giurisprudenza 2005-2015 (Report novembre 2016, p.13):

“In altri termini, al di là dell’assegnazione formale dell’affido condiviso, che il giudice è tenuto a effettuare in via prioritaria rispetto all’affidamento esclusivo, per tutti gli altri aspetti considerati in cui si lascia discrezionalità ai giudici la legge non ha trovato effettiva applicazione.” Piuttosto, perché l’Aiaf non si attiva contro le violazioni di legge del D.lgs 154/2013 a tutto danno dei figli?

Marino Maglietta
(ass. Crescere Insieme) 

Sheyla Bobba

Sheyla Bobba, classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. Nello stesso anno, la collana editoriale SenzaBarcode prende una forma concreta, alla fine dell'anno successivo ha in catalogo 14 titoli, la collaborazione con CTL Editore diventa più solida e performante. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. Le presentazioni dei libri aumentano a dismisura: online e offline, interviste per la WebRadio, articoli, vere e proprie conferenze, convegni e dibattiti. Gli autori emergenti hanno ormai un ruolo di primissimo piano nelle mie attività. Nel 2022 chiudiamo l'Associazione culturale SenzaBarcode e SBS Comunicazione è diventato ormai una realtà affermata, riferimento di Autori emergenti. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.sbscomunicazione.it - www.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it - www.libri.senzabarcode.it

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