Raffaella Ferraro “Isolate e segregate in casa” lesi diritti costituzionali

Raffaella Ferraro e sua figlia, ostaggi di scelte superficiali. Il diritto allo studio non garantito per chi vive nel residence della Cristoforo Colombo.

È un post su Facebook, scritto da Raffaella Ferraro, a mettere in evidenza una situazione sconcertante. Il testo sembra scritto da chi vive in un periferia sperduta di un paesino tra le montagne, ma in realtà siamo nella civilissima Roma.

“Isolate e segregate in casa. Abito sulla Cristoforo Colombo e da 10 giorni mia figlia non va a scuola. Non perché non vuole ma perché non può! Non ho macchina e il nostro unico mezzo di trasporto è l’autobus, o almeno lo era fino a 10 giorni fa. Poi ci hanno soppresso la fermata è da allora non possiamo più uscire da casa. La fermata più vicina si trova a 5/6 km da noi ed è impossibile raggiungere altro. La Colombo non ha marciapiedi. Ho chiamato chiunque potesse darmi un motivo o un aiuto le Istituzioni e l’ATAC, ma nulla. Mia figlia ha il diritto di andare a scuola di istruirsi e Lei tanta voglia di andarci. Se qualcuno può aiutarmi”

“Qualsiasi cosa per mia figlia”

Quando ho contattato telefonicamente Raffaella Ferraro ho capito che la situazione è ancora peggio di quello che poteva sembrare. Siamo sulla Cristoforo Colombo, Raffaella e sua figlia -insieme ad una settantina di altre famiglie- vivono in un residence affittato dal Comune di Roma -il contratto scadrà a giugno del 2018 – da febbraio 2016. Una delle esigenze primarie palesate da Raffaella Ferraro è che la figlia possa continuare tranquillamente ad andare a scuola.

Angelica -nome di fantasia- compirà 15 anni tra pochi giorni “voglio regalarle la possibilità di continuare a studiare” mi dice Raffaella con la voce incrinata dall’emozione. Da 10 giorni questo regalo sembra irraggiungibile, l’ATAC ha rimosso l’unica fermata -a richiesta- che serviva Angelica, Raffaella Ferraro e tutti gli abitanti della zona. Non tutti possiedono un’auto, alcuni sono anziani, altri disabili e altri ancora giovani che devono andare a scuola o a lavorare.

Il servizio scolastico è dedicato agli scolari fino alle scuole dell’obbligo, gli altri si devono arrangiare

Angelica oggi, per raggiungere la sua scuola, dovrebbe attraversare la via Cristoforo Colombo, dove non sono presenti strisce pedonali e ci sono punti ciechi, il tutto in tratto a percorrenza veloce. Come se non bastasse siamo in prossimità di una uscita del GRA, quindi le toccherebbe percorrere anche una rampa del raccordo.

Dopo una passeggiata della morte, durata più di un paio di ore, potrebbe aspettare un mezzo per arrivare finalmente alla metropolitana.

Tragico, paradossale e spaventoso! Non è concepibile per nessuno dover rischiare tanto e appare tragicomico che la fermata -ex Colombo/Gra- è stata soppressa perché considerata pericolosa.

Raffaello Ferraro ha contatta chiunque, il Municipio, l’ATAC, il Ministero dell’Istruzione, il Campidoglio, ma ancora niente. Ora SenzaBarcode raccoglie la sua segnalazione cercando di fungere da megafono, non possiamo più accettare che i diritti primari delle persone siano cancellati da scelte incoscienti.

Scelte senza soluzioni e con tanti disagi

Se la fermata andava rimossa perché ritenuta pericolosa, ben venga è doveroso mettere in sicurezza i cittadini, ma è indispensabile trovare una soluzione. Nel residence di via Cristoforo Colombo 1500, abitano anche persone anziane che hanno diritto a curarsi,  giovani che hanno diritto ad una vita sociale, senza dimenticare chi ha pagato un abbonamento che ora non può utilizzare.

Siamo a disposizione di Raffaella Ferraro, Angelica e chiunque voglia usare SenzaBarcode per qualsiasi aggiornamento.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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