Siria, guerra all’Europa

Siria, l’Europa in guerra schiacciata tra il peggior alleato NATO e il peggior imperialismo russo mentre gli U.S.A. tentennano in attesa del nuovo Presidente

Quello che sta accadendo in Siria sembra non sfuggire agli occhi dell’opinione pubblica, non tanto l’ennesima divisione politica tra membri dell’Unione Europea, bensì le conseguenze che stiamo subendo a causa del braccio di ferro tra il potente Orso russo che riconquista il suo non invidiabile primato di maggior potenza imperialista -gli U.S.A. stanno facendo un percorso autistico mentre la Cina comincia a leccarsi le ferite finanziarie-. e gli “alleati” turchi e sauditi che marciano per fatti loro completamente a briglie sciolte e slegati dalla realtà geopolitica che li circonda. Portano avanti la loro guerra regionale in un contesto mondiale deflagrante che li risucchierà inevitabilmente in un gioco più grande di loro. Putin da parte sua continua a sostenere l’insostenibile Assad mentre a parole si scaglia contro le brutalità da sconfiggere: comico se non ridicolo l’atteggiamento di chi combatte gli assassini seriali alleandosi con Jack the Ripper. Ciò che non desta stupore è per l’ennesima volta l’assenza di una politica estera europea, che subisce per adesso solo le conseguenze indirette di questa guerra, ma già destabilizzanti per la tenuta dell’Unione.

Gli ideali ci sarebbero

E’ sconcertante e paradossale che sia Medvedev, il premier russo a ricordare allarmisticamente i principi su cui è stata fondata l’Europa dopo la seconda guerra mondiale, mentre gli U.S.A. non sanno scegliere tra alleati e buon senso. Eppure scuse non ce ne sono, la storia è lì a ricordarcelo chi sono i nemici senza grandi tentennamenti, e chi non possono essere i nostri alleati da difendere a spada tratta. Il nemico che gode delle divisioni planetarie è il fantomatico califfato che resta in piedi pur avendo al proprio arco solo frecce contro gli arsenali più potenti della terra. In Siria si combatte una guerra tra potenze regionali che solo può essere disinnescata con il dialogo tra le due potenze mondiali russa ed americana, e lo faranno sulla pelle dell’Europa inerme, come una volta, faccia a faccia. Ideali e buon senso, con una minima dose di reminiscenza storica, potrebbero fermare la deriva che sembra inarrestabile mentre l’Europa ancora una volta sta a guardare: eterna incompiuta che ora rischia più che mai di scomparire alla prima vera prova e non è capace nemmeno di sconfiggere culturalmente i suoi nemici interni.

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