Serie A, seconda giornata: passano le stagioni, non gli eventi

La seconda giornata di Serie A ha mostrato quanto poco sia cambiato lo scenario dalla passata stagione a quella attuale, tra risultati esatti e bestie nere.

Le stagioni cambiano, nuovi protagonisti si aggiungono, ma niente sembra esser mutato realmente. La seconda giornata di Serie A ha presentato un copione clamorosamente simile ad alcuni eventi visti la scorsa stagione, nonostante i cambiamenti, nonostante i nuovi arrivi, nonostante i buoni propositi, al di là di tutto.

Partiamo dalle “capoliste”: sì, sono sempre loro. Per la serie, “attenti a quelle due”: Juventus e Roma sono prime a punteggio pieno, proponendo bene o male un canovaccio già visto nell’arco della stagione passata. I bianconeri, nonostante le perplessità per l’arrivo di Allegri, continuano ad imporre il proprio gioco, soprattutto allo Juventus Stadium, schiacciando qualsiasi avversario si trovino di fronte, senza alcun timore referenziale e senza alcuna pietà, né sottovalutazione, per l’avversario; i giallorossi, d’altro canto, continuano a vincere con quel pizzico di fortuna che non guasta mai, soffrendo poco gli avversari, subendo pochissimo in difesa (nonostante l’addio di Benatia) e mostrando cinismo da vendere.

La dimostrazione lampante e soprattutto “numerica” del fatto che in Serie A non sembra esser cambiato nulla sta soprattutto nel risultato di Inter-Sassuolo: l’anno scorso la compagine di Di Francesco, fresca di promozione, ne prese sette tra le mura amiche. All’epoca della “batosta”, il tecnico di origini pescaresi fece mea culpa dichiarando che avrebbe “imparato la lezione” da quella sconfitta. Peccato che ne abbia presi altri sette di gol, stavolta a San Siro: ancora una volta dall’Inter di Mazzarri, ovviamente. Li chiamano leit-motiv, ma in questo caso forse è meglio definirli “incubi ricorrenti”.

Incubi ricorrenti come quelli dell’armata Brancaleone per eccellenza della Serie A, la squadra da “grande depressione”: il Napoli di Benitez. Una squadra psicopatica, da disturbi bipolari, tormentata da incubi ed incertezze. Queste “turbe” hanno in questi anni sembianze sempre troppo simili: spesso vestono di giallo, e si fanno chiamare “clivensi”. Negli ultimi nove precedenti il Chievo Verona ha battuto il Napoli per cinque volte, manco fosse il Real Madrid: non vogliamo sminuire la banda di Corini, ma visti i capitali investiti e il valore della compagine partenopea, tali statistiche sembrano uscite direttamente da un videogioco.

Chiudiamo parlando brevemente della Fiorentina: anche la squadra di Montella non se la passa bene, e da qualche anno molti tifosi ricorderanno sicuramente la prestazione che Perin sciorinò contro i viola con la maglia del Pescara. Ebbene, anche quest’anno il giovane portiere della Nazionale ha blindato la porta contro la Fiorentina, e Giuseppe Rossi s’è purtroppo rotto nuovamente: nel calcio certe cose sembrano non cambiare mai.

Immagine di Tom Wang via Shutterstock

Giuseppe Senese

Sono un laureando in Scienze e Tecnologie Informatiche, che nutre anche numerose passioni come la musica, il cinema e il calcio. Adoro il Rock Progressivo degli anni 70' (soprattutto quello britannico e quello italiano) e sono un tifoso sfegatato del Napoli.

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