Valle d’Aosta nuovo presidente del Consiglio regionale Marco Viérin

Il Consigliere Marco Viérin (Stella Alpina) è il nuovo Presidente del Consiglio regionale della Valle d’Aosta.

La sua elezione è avvenuta  mercoledì 18 giugno 2014, alla terza votazione, con 18 schede a favore, mentre 17 voti sono andati alla Consigliera Patrizia Morelli (Alpe). Alle prime due elezioni, 17 voti erano andati al Consigliere Marco Viérin, 17 alla Consigliera Morelli, 1 scheda nulla.

Nato ad Aosta il 5 marzo 1958, Marco Viérin è residente a Pollein. Diploma di ragioneria, ex atleta di slittino, ancora oggi pratica gli sport popolari valdostani. Nel 1985 viene eletto Consigliere comunale di Pollein, dove coordina il gruppo di minoranza consiliare. Nel 1990 diventa Sindaco di Pollein, carica che ricopre solo per tre anni, perché nel 1993 entra per la prima volta in Consiglio regionale nella lista della Democrazia Cristiana. Dopo la scomparsa della DC, il suo percorso politico passa attraverso la costituzione nel 1994 dei Popolari per la Valle d’Aosta, che nel 1997 si evolve in Autonomisti-Autonomistes e che nel 2001 si realizza definitivamente con la nascita della Stella Alpina.

È stato tra gli artefici di questa evoluzione che ha raccolto l’eredità dell’impegno cattolico nella vita sociale e amministrativa con la nascita del Movimento Stella Alpina, soggetto politico equilibrato, autonomista, federalista e fortemente radicato sul territorio. Convinto sostenitore dei valori legati alle tradizioni valdostane è da sempre molto vicino al mondo agricolo e produttivo, settori che segue con particolare attenzione nella sua attività politico-amministrativa. Nella XIII Legislatura, è nominato Assessore alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica, carica che occupa per l’intero quinquennio 2008-2013. Alle elezioni del 26 maggio 2013 è stato rieletto in Consiglio regionale, con 3179 voti, primo eletto nella lista Stella Alpina. Dall’8 luglio 2013 al 10 giugno 2014, ha ricoperto nuovamente la carica di Assessore regionale alle opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica.

Il neo Presidente del Consiglio ha dichiarato: «Voglio sin d’ora assicurare una collaborazione e un confronto leale con il Governo regionale, pur rimarcando la parità del Consiglio che deve essere libero di esprimere le differenti sensibilità politiche che qui sono rappresentate, valorizzando la funzione e l’attività di ogni singolo Consigliere che deve poter lavorare seriamente e in serenità per dare risposte al mandato che gli è stato affidato dai cittadini. Il Consiglio regionale è il luogo della politica e della democrazia rappresentativa che non dovrebbe contrapporsi ma affiancarsi alle responsabilità amministrative che sono demandate al Governo. Per questo motivo auspico un confronto, che pur nella sua vivacità, sia costruttivo, ricordiamoci sempre che la politica deve soprattutto utilizzare il confronto con l’obiettivo di raggiungere fini comuni più alti.»

«Credo – ha proseguito Marco Viérin  – che dovremo dedicare una forte attenzione alle riforme istituzionali, in particolare alla riforma del titolo V della Costituzione, coinvolgendo la prima Commissione consiliare anche attraverso, se necessario, l’istituzione di una Commissione speciale che rappresenti tutte le forze politiche presenti in Consiglio. Ho altresì colto l’esigenza di alcuni gruppi di proseguire un approfondimento sulla riorganizzazione del personale del Consiglio, con particolare attenzione a quello assegnato ai gruppi consigliari, per rendere più snello ed efficiente il lavoro dei Consiglieri, garantendo loro la dovuta riservatezza. Nell’ottica di un contenimento dei costi e di una riduzione delle future risorse disponibili sarà opportuno definire un programma annuale che razionalizzi le principali iniziative culturali e promozionali al fine di una maggiore efficacia, efficienza e trasparenza. Con lo stesso concetto sarò disponibile ad esaminare attentamente i costi della politica, anche grazie al confronto che è già stato avviato da chi mi ha preceduto e che continuerò ad avere con gli altri Presidenti dei Consigli regionali. Anche a questo proposito, sarà fondamentale proseguire l’attività di coordinamento con le altre Assemblee legislative regionali nell’ambito della Conferenza dei Presidenti dei Parlamenti regionali, con particolare attenzione alle Regioni a Statuto speciale e con quelle dell’arco alpino, con le quali è stato attivato un percorso di collaborazione per la valorizzazione delle autonomie differenziate.»

«Quello che mi avete affidato è un ruolo importante e delicato che voglio interpretare, con l’aiuto di tutti voi, senza dimenticare che è mio dovere essere il rappresentante di tutti i Consiglieri – ha concluso il Presidente –. A tal fine ho intenzione di confrontarmi, sin da subito, con tutti voi, gruppo per gruppo, per raccogliere suggestioni e consigli per migliorare l’attività politica e istituzionale che ci è stata assegnata. È chiaro che sono un componente della maggioranza consiliare, ma è altrettanto chiaro che agirò garantendo il rispetto delle regole nella gestione di questa Assemblea e dei suoi componenti.»

Alla termine della seconda votazione, il Capogruppo dell’UVP, Luigi Bertschy, ha preso la parola: «Non c’è soddisfazione né per la candidatura di Marco Viérin, né per il progetto, né per il percorso che è stato fatto: se si è arrivati alla votazione è un chiaro segnale politico. La maggioranza, con queste due votazioni, ha dimostrato che non è cambiato nulla dopo la crisi politica: gli stessi mal di pancia, gli stessi comportamenti.»

Il Consigliere di Alpe Albert Chatrian ha aggiunto: «Abbiamo fatto bene, come forze di opposizione a presentare, una nostra candidatura e a richiedere la segretezza del voto: la maggioranza ha cercato di controllare il voto e il risultato è che dopo due votazioni, il Presidente non risulta ancora eletto, con segnali chiarissimi.»

Il Capogruppo del PD-SVdA, Raimondo Donzel, ha puntualizzato: «Invece di irridere il dialogo, si dovrebbe cominciare a dialogare veramente. Questa maggioranza, con questi comportamenti che rendono nulli i voti, sta mettendo in forte discussione questa Legislatura: per serietà dovrebbe ritirare il proprio candidato.» Il Capogruppo del M5S, Stefano Ferrero, ha concluso: «L’opposizione, responsabilmente, non ha fatto ostruzionismo, ma teniamo a segnalare che la maggioranza ancora una volta non ha la maggioranza. È l’inizio della fine.»

SenzaBarcode Redazione

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