Napoli e i grattacieli nella città dei bassi

Di ritorno a casa dopo una serata tra amici guardo con maggiore attenzione la  mia città e mi ritrovo a pensare che Napoli possiede un   originale, ma vero, spirito di contraddizione;  è la città in cui intere famiglie, compreso il cane, affrontano veri e propri viaggi su  un  solo motorino,  è la città dove esiste una pista ciclabile sui marciapiedi ma dove il mare luccica, a volte tra scogli di spazzatura e il sole brilla, a volte tra nuvole di smog.

grattacieli a napoli

La cosa che mi stupisce di più durante il mio tour è la vista del centro direzionale di notte, cito Wikipedia: “ Il centro direzionale di Napoli (o CDN) è l’insieme di quei moderni grattacieli che, sorti nel quartiere di Poggioreale , a ridosso della stazione centrale di Napoli, costituiscono un’intera cittadella. Progettato dall’architetto giapponese Kenzo  Tange l’intero complesso è stato completato nel 1995. È l’unico cluster di grattacieli d’Italia e dell’Europa meridionale”. Letta così addirittura io, se fossi un turista in città straniera, mi incuriosirei a tal punto da voler vedere da vicino questa grande struttura portatrice di modernità e progresso. A Kenzo Tange si ispira anche Franz Di Salvo nella costruzione delle vele di Scampia. Noto con piacere , e con  un innegabile sarcasmo, che l’eccellenza internazionale fa sempre tappa a Napoli.

Il cluster di grattacieli, la  mattina, ospita non solo uffici  ma anche  un incredibile palazzo di giustizia, asettico e amorfo, dove, chiaramente, la legge è uguale per tutti. Di notte il centro direzionale diventa preda della illegalità, proprio li dove sventolano la bandiera dell’Italia e dell’Unione europea, proprio a due passi dal Tribunale e dal carcere. Cittadella suddivisa in isole in cui perdersi è all’ordine del giorno e della notte. Non essendomi addentrata, perchè si sa a noi napoletani non è il coraggio che ci manca ma la paura che ci frega, nei meandri della “grande mela”, sono rimasta a guardare il contorno della cornice dove la prostituzione è ad ogni angolo, non più solo sul marciapiede, e si veste da donna e da uomo e da straniero, la droga ha il mantello e il cappello per mimetizzarsi nella notte,la spazzatura completa il quadro di degrado che mi si presenta davanti agli occhi.

Il mio sguardo poi ha inseguito gli  alti grattacieli e, dato che mi capita spesso  di ragionare “a contrario”, ho pensato alla signora che abita in un “basso” e che vedo ogni mattina. Ecco, cito ancora Wikipedia, “I Bassi, anche noti con il termine napoletano di ‘o Vascio. sono piccole abitazioni di uno o due vani poste al piano terra, con l’accesso diretto sulla strada”. Quelli di Wikipedia sì  che ci sanno fare con le parole. Mi capita sempre, per innata curiosità, di guardare dentro quelle piccole casette e costantemente mi chiedo come fanno a viverci dalle quattro persone in su e mi chiedo anche, con un pizzico di malizia, come fanno ad avere una televisione così grande e così al plasma quando io, al primo piano, ho ancora il tubo catodico?.

In fin dei conti, tra alti e “vasci”,  i napoletani “tirano a campare”, si arrangiano,  chiudono gli occhi e fanno spallucce, tanto domenica gioca il Napoli.

2 pensieri riguardo “Napoli e i grattacieli nella città dei bassi

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