Gli italiani sono responsabili con le parole giuste

lavoratorePraticamente ci siamo, una settimana ancora e saremo tutti impegnati nel pranzo di Natale, ancora una e saluteremo l’arrivo del 2013. Tempo di bilanci, quindi, sembra inevitabile. Tutti, ma proprio tutti, tirano fuori i loro dati, come se fosse necessaria, alla nostra sopravvivenza, la conoscenza di questi.

Via libera allora alla classifica dei film più visti, dei libri più letti, dei dischi più ascoltati, degli atleti più bravi, ma anche più belli perché non ci possiamo certamente accontentare di atleti che sono solo bravi, dei programmi con più audience, delle mete più gettonate, delle novità più rivoluzionarie, delle scoperte più significative, dei personaggi più fotografati, degli scoop più chiacchierati, delle città più prolifiche. Stiamo ancora aspettando la classifica dei gelati più mangiati, c’è molta attesa riguardo ciò.

In tutto questo mare di informazioni, più e meno utili, spuntano dati interessanti, che spesso si perdono tra le tutte le altre onde.

Vediamone un po’.

Provate a indovinare quale è stata la parola più abbinata e «cerco» su Google. Esatto, ovviamente «lavoro» ma questa non è una grande novità.

Più interessante è il discorso riguardo linkedin, la più grande rete di profili lavorativi. Molti la conosceranno dato che sono più di quattro milioni gli italiani iscritti, e di questi quattro milioni la maggioranza usa per descriversi, come prima parola, «responsabile». Curioso se si valuta la parola più gettonata a livello mondiale, «creativo».
Ma non eravamo noi il popolo più creativo per eccellenza?

Secondo Marcello Albergoni, manager di linkedin, il nostro comportamento è una pura risposta al clima di insicurezza che stiamo vivendo. Clima che si è rivelato crescente, poiché nel 2011 ci definivamo con «capacità di problem solving» e nel 2010 «innovativi». Adesso l’innovazione non ci interessa più, vogliamo solo rassicurare con la nostra responsabilità. L’Italia rotola ma non disperiamo, gli italiani sono responsabili.

In questo ci tiene compagnia la Francia, mentre nel resto del mondo molto gettonata è anche «motivati»; «sperimentali» rimangono solo i brasiliani, mentre gli svizzeri sono, ovviamente, «analitici».

Sheyla Bobba

Classe 1978. Qualche titolo pubblicato qua e là parlando di questo e di quello. Inizio a lavorare con le parole quando ho 15 anni, in una redazione di un quotidiano locale: battevo i necrologi. Poi me li fecero scrivere. Ho scritto per la carta e poi mi sono innamorata del web writing. Ho costruito il mio primo (orribile) sito nel 2002, un .tk Nel 2012, dopo svariata acqua sotto i ponti e tante esperienze diverse ho fondato SenzaBarcode.it organo dell'omonima associazione. Gli obbiettivi principali sono: il diritto di tutti a fare informazione (ne consegue il dovere di tutti di informarsi) e il diritto alla conoscenza. Insomma, cosette. Nel 2019 (dopo 4 anni che ci rimuginavo, studiavo e prendevo coraggio) apro la webradio di SenzaBarcode: grazie a una meravigliosa squadra che credo mi trovi simpatica perchè proprio non mi molla. Il 2020 è l'anno della webradio, mi assorbe completamente (e io mi faccio assorbire per superare un anno a dir poco devastante). Tantissimi podcast, X numero di dirette e interviste, insomma l'esplosione. A gennaio 2021 grandi manovre per l'hosting: la webradio si sposta da una piattaforma esterna all'interno: i numeri salgono e salgono. A febbraio 2021 compilo questa biografia. Antipatica per vocazione. Innamorata di mio marito. Uno dei complimenti che preferisco è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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