Roma

Il Tevere nei bicchieri di Roma nord

Acque depurate destinate alla cittadinanza romana, il Tevere nel bicchiere di Roma nord. Manca veramente poco.

Da molto tempo SenzaBarcode segue le vicissitudini delle acque che bagnano Roma e di quelle che sgorgano dai nostri rubinetti. Basti pensare al Lago di Bracciano e al tragico disastro ambientale causato dalle captazioni di Acea nel 2017. Ancora, cinque anni dopo, si registrano circa 80 centimetri al di sotto del livello medio stagionale. Per non contare la pericolosa estinzione di una pianta autoctona isoetes sabatina. Del Tevere abbiamo parlato più volte, della moria di pesci che ha sconvolto in varie occasioni, dell’Ufficio speciale, dell’inquinamento.

Oggi torniamo a parlare di Tevere in termini differenti perché ormai si avvicina il momento in cui, i cittadini di Roma Nord, si troveranno le acque del terzo fiume italiano per lunghezza, nel bicchiere. Per aiutarci a fare chiarezza è intervenuto al microfono di Disputandum il senatore William De Vecchis che da sempre si occupa di Tevere e bacino del Liri. 

Facciamo un breve viaggio indietro nel tempo per riassumere la situazione

Nel giugno 2011 viene sequestrato dalla magistratura per ripetuti malfunzionamenti il depuratore Acea Ato 2 di Roma Nord. Acea in una lettera indirizzata al Campidoglio nel 2018, quando il sindaco era Virginia Raggi, racconta che l’alimentazione idrica nell’area centro nord della capitale verrà integrata con una quota di acqua del Tevere. Quota non trascurabile perché parliamo di circa 500 litri al secondo. Oggi i lavori del nuovo impianto di depurazione sono terminati, da tempo, per una spese di circa 12 milioni di euro. Il 7 maggio 2020 in un bollettino ufficiale della regione Lazio si legge che L’istanza di concessione di grande derivazione di acqua pubblica è stata ritenuta ammissibile alla valutazione con conseguente avvio del procedimento amministrativo.

 Ovviamente c’è la contrarietà del Coordinamento Romano acqua pubblica che ha inviato una lettera aperta a Virginia Raggi, Nicola Zingaretti e Acea, ma alla quale pare non vi sia stata ancora risposta.

Il senatore William De Vecchis però è stato spesso nostro ospite parlando di Tevere proprio in relazione alle sue acque inquinate, alla moria di pesci e ai tanti interrogativi, non ancora soddisfatti, riguardanti le acque in questione.

Proviamo a fare chiarezza quindi

“Io farei chiarezza se avessi avuto risposta riguardo le mie interrogazioni” così il senatore. “Interrogazioni che riguardano il fiume Tevere, ma anche un altro fiume importante che è quello del Liri … A entrambe le interrogazioni non ho avuto ricevuto nessuna risposta e questo è un atto grave perché stiamo parlando non solo di inquinamento, ma anche di salute pubblica. Ho letto tutta la documentazione della Asl e degli enti preposti, ma a mio avviso sono delle risposte fumose…” 

Non a caso la ASL, espressasi sulla possibilità d’integrare le acque potabili di Roma con quelle del Tevere dice si, ma limitando la quota a un massimo del 25%, quindi diluendo quelle acque depurate con acque che considera forse più buone e provenienti dalle sorgenti che forniscono la capitale.

Il depuratore di Grottarossa, per una spesa di 12 milioni di euro, non sarà il solo, o comunque non è l’unica scelta. Un secondo depuratore nelle zone di Saxa Rubra dovrebbe portare qualcosa come 3000 litri di acqua al secondo, lavorando sei volte più rapidamente e costando all’incirca 70 milioni di euro.

Considerando che la dispersione delle acque potabili nella città di Roma è di circa il 45% viene da chiedersi se forse non era meglio impiegare parte di quella somma sistemando la rete idrica

“Certamente sì” dichiara ancora il senatore “anche perché c’è un altro problema, la manutenzione di questi impianti …l’importante non è realizzarli, ma permettere il funzionamento di questi. Ad esempio il depuratore che abbiamo a Ostia spesso e volentieri non funziona per il semplice motivo che non c’è manutenzione”.

A marzo 2022 manca ancora il sì definitivo della regione Lazio, per il senatore William De Vecchis questa riflessione da parte della Pisana si scontrerà inevitabilmente con le elezioni del 2023. Una maggioranza già risicata, come racconta nel podcast a fondo pagina il rappresentante di ItaliaExit, che si troverà a fare i conti con una campagna elettorale sicuramente non facile.

Di certo SenzaBarcode non mancherà di aggiornare su questo tema che risulta sicuramente poco attrattivo per i grandi media della capitale.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Appassionata di comunicazione e informazione fin da bambina. Non ha ancora 10 anni quando chiede una macchina da scrivere come regalo per il sogno di fare la giornalista. A 17 anni incontra un banchetto del Partito Radicale con militanti impegnati nella raccolta firme per l’abolizione dell’Ordine dei Giornalisti e decide che avrebbe fatto comunicazione e informazione, ma senza tesserino. Diventa Blogger e, dopo un po’ d’inchiostro e font, prende vita il magazine online SenzaBarcode.it Qualche tempo dopo voleva una voce e ha creato l’omonima WebRadio. Con SBS Comunicazione e SBS edizioni si occupa di promozione editoriale e pubblicazione. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è “sei tutta tuo padre”.

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