Il nostro Ufficio Speciale Tevere

Nell’immaginario mio, e di molti altri, in un mondo dove burocrazia e mal di pancia non dettano parte delle regole, l’Ufficio Speciale Tevere è supremo.

L’Ufficio Speciale Tevere viene istituito con ordinanza sindacale n. 137 del 30 ottobre 2017. Ha il controllo di ogni aspetto del Fiume e può dare seguito liberamente a ogni progetto finalizzato alla riqualificazione del parco fluviale. Ovviamente avendo competenze sulle acque, la sicurezza e la navigabilità. Insomma: nel nostro mondo semplificato è l’Ufficio che gestisce il Tevere. Ma, badate, se questo mondo non è così e se le donne e gli uomini che lavorano nell’Ufficio Speciale Tevere non hanno questi superpoteri non è per incompetenza, sciatteria o poca voglia di lavorare. Facciamo chiarezza.

Chi ha le competenze sul Tevere?

Per non sbagliare lo chiedo direttamente a Silvano Simoni, Delegato riqualificazione Tevere, Resilienza e PAESC – Piano d’Azione Energia Sostenibile e Clima. “l’Ufficio Speciale Tevere nasce dalla voglia di dare al Tevere la sua giusta importanza… Una fruizione vera, da parte della cittadinanza, che può godere di questo fiume meraviglioso che ha bisogno ovviamente di alcuni paladini”.

Così esordisce l’ingegner Simoni che continua “Quello che, ad esempio, avviene nell’acqua e dal punto di vista dei controlli del monitoraggio e quelli che sono anche gli aspetti della navigabilità è di competenza della Regione Lazio. La pianificazione del rischio idraulico è al distretto di bacino che pianifica e ha fatto, ad esempio, il piano di stralcio cinque che è un documento importantissimo, al quale tutti gli altri enti si rifanno per sapere cosa è possibile fare lungo il fiume a livello di sicurezza e di rischio. Poi vi è la Capitaneria di Porto che ha competenza essendo l’acqua del Tevere, fino a Castel Giubileo, considerata tratto di mare.

La capitaneria di Porto effettua controlli e monitoraggio per quanto riguarda ovviamente la navigazione. Poi ci siamo noi come Roma Capitale che stiamo intervenendo per poter effettuare delle attività di riqualificazione. Abbiamo effettuato un protocollo d’intesa con la Regione Lazio per poter gestire in modo chiaro chi deve fare cosa…”.

Consiglio a chiunque vuole provare a capire qualcosa di più sulle competenze dell’Ufficio Speciale Tevere di seguire tutta l’intervista a Silvano Simoni che ci racconta anche dell’impegno per rendere la zona sulle sponde del Tevere sicura, pulita, vivibile e un’attrattiva per i romani.

La moria di pesci e il pianto del Tevere

Il 30 maggio si scoprono i primi pesci morti nelle acque, ne seguono comunicati stampa, articoli di giornale e denunce da vari movimenti. Anche noi di SenzaBarcode ci occupiamo del fenomeno e, con Piergiorgio Benvenuti di Ecoitaliasolidale, cerchiamo di fare il punto di quello che sappiamo. Vari sono gli interrogativi che si pone il presidente del movimento ecologista e una riflessione proprio sulle competenze dell’Ufficio Speciale Tevere.

Ma cosa è successo nelle acque del Tevere?

“La risposta a questo quesito è semplice … Siamo intervenuti subito come Ufficio Speciale Tevere e come Ufficio relativo al reparto fluviale della Polizia Locale“. Reparto impegnato quotidianamente al pattugliamento e controllo del fiume. “Hanno visto il 30 maggio questo stanziamento di pesci morti e si sono subito attivati con le autorità dell’Arpa e della ASL per effettuare immediatamente questi controlli. Controlli che hanno richiesto ovviamente del tempo e ancora lo richiedono…”.

Il rilevamento del PM5, come l’analisi delle carcasse, richiede una serie di giorni e non è effettuato all’interno dell’ufficio speciale Tevere, questo per riportarci nuovamente al mondo reale e non quello dei sogni. Quindi, ancora, non è materialmente possibile sapere l’esatta causa. “Le posso dire che oggi – ieri 10 giugno per chi legge e ascolta – c’è stata la Commissione Ambiente relativamente a questa problematica, dove sono stati invitati a parlare sia i diversi consiglieri e le istituzioni che stanno portando avanti questo indagini, come ad esempio l’Arpa, la ASL, ovviamente era presente la Polizia Locale del reparto fluviale Tiber e abbiamo esposto quali sono stati fino a oggi i risultati che sono emersi, ma si attendono ancora gli ultimi risultati per poter essere certi di quella che viene affermato”.

Perché ovviamente per dare una risposta definitiva su ciò che è realmente accaduto è necessario avere tutte le risposte

L’Ufficio Speciale Tevere e quindi un luogo dove si lavora costantemente alla riqualificazione del fiume di Roma, che si deve scontrare contro una serie di limiti che rendono sempre più arduo il compito, ma non impossibile. Dal 2017 a oggi le migliorie sono state sicuramente tante e ben visibili. Specialmente nella zona di Ponte Marconi e a tal proposito chiedo novità sulla spiaggia di Roma, tanto contestata lo scorso anno da alcuni e molto apprezzata da altri. Anche questa ha subito lo shock di una città chiusa per pandemia e come sappiamo non è stata solo la città di Roma a subire un blackout totale. Simoni non ama la parola impossibile e questo ci fa ben sperare anche per la nostra spiaggia sul fiume.

Forse, da romana adottata, sto diventando troppo romanocentrica, forse il mio difetto è quello di voler riconoscere a tutto ciò che riguarda la città di Roma e le competenze di Roma Capitale un potere supremo che purtroppo non ha. Ma il crimine non può essere amarla questa città: in fondo stiamo parlando della capitale d’Italia che ha spiagge sul mare e spiagge sul fiume, e che fiume!

Foto di Cordicella80 da Pixabay

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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