Thomas Woodrow Wilson

Thomas Woodrow Wilson nasce a Staunton, in Virginia, il 28 dicembre 1856, da una famiglia di origini scozzesi ed irlandesi profondamente religiosa.

Thomas Woodrow Wilson laurea a Princeton nel 1879 in scienze politiche e, nei primi anni ’80, inizia a scrivere un complesso lavoro sul sistema politico degli Stati Uniti, intitolato “The Congressional Government: A Study in American Politics, che completerà solo nel 1886. Nel frattempo, nel 1885, si sposa con Ellen Axson, che gli darà tre figlie. Nel 1886 consegue il dottorato alla John Hopkins University ed inizia una proficua carriera accademica: nel 1890 riceve la cattedra di giurisprudenza ed economia politica all’Università di Princeton, di cui nel 1902 diviene rettore.

Si avvicina alla politica, per la precisione al Partito Democratico, nel 1908 e, divenuto presto un nome di una certa rilevanza, viene candidato a Governatore del New Jersey nel 1910, vincendo con ampio scarto. In questa prima esperienza politica si distingue per la lotta alla corruzione, la promozione di leggi che regolino il lavoro femminile e minorile, l’approvazione di provvedimenti per la sicurezza sul lavoro e la lotta ai trust. Nel 1912 viene inaspettatamente candidato a Presidente e, grazie anche alla scissione del Partito Repubblicano, viene eletto, dimostrandosi da subito molto attivo: fa approvare una serie di leggi regolatorie dell’attività dei trust, di revisione delle tariffe e del sistema bancario.

Firma una legge federale sui prestiti agricoli che abbatte i tassi di interesse per gli agricoltori, riesce a far mettere al bando il lavoro minorile, istituisce un sistema di assicurazione per gli infortuni sul lavoro, migliora gli stipendi dei lavoratori delle ferrovie ed introduce imposte sui redditi più elevati.

La sua Presidenza è tuttavia macchiata dal deciso supporto di Wilson alla segregazione razziale:

benché avesse ricevuto moltissimi voti dagli afroamericani, non porta avanti alcuna riforma nel campo dei diritti civili ed anzi impone lui stesso la segregazione razziale per i ruoli nella burocrazia federale. Wilson si dimostra poi un Presidente alquanto spregiudicato in politica estera: convintissimo sostenitore della centralità statunitense nel continente americano e perfino della missione quasi divina del suo Paese di guidare il mondo, mantiene truppe attive in diverse Nazioni del Sud America come mezzo di persuasione nei confronti dei relativi Governi.

Almeno inizialmente, in compenso, Wilson riesce a tenere gli Stati Uniti fuori dalla Prima Guerra Mondiale, il che contribuisce alla sua rielezione nel 1916. Nel 1915, intanto, si era sposato in seconde nozze con Edith Bolling dopo la morte dell’amata prima moglie.

Nel 1917, Wilson spinge il Congresso a dichiarare guerra alla Germania ed all’Austria-Ungheria, facendo entrare ufficialmente gli Stati Uniti nella Prima Guerra Mondiale. L’8 gennaio del 1918, Wilson tiene quello che è il suo discorso più famoso, enunciando il cosiddetto programma dei Quattordici Punti, che a suo modo di vedere dovranno regolare, in futuro, le relazioni fra Paesi, il più importante dei quali è il cosiddetto principio di autodeterminazione dei popoli, secondo cui ogni popolo abbia diritto ad un proprio Stato nazionale. Tali principi, seppur con alterne fortune, verranno applicati nella redazione dei Trattati di Versailles, che concluderanno la Prima Guerra Mondiale.

Per la sua importantissima opera, Wilson viene insignito, nel 1919, del Premio Nobel per la Pace ed è anche grazie a lui se, per la prima volta, gli Stati Uniti assurgono al rango di potenza mondiale, ruolo che non lasceranno mai più

Da notare che, pur essendosi fatto promotore, come Roosevelt, della creazione della Società delle Nazioni, Wilson non riesce a far sì che il Congresso ratifichi l’ingresso degli Stati Uniti nella Società stessa.

Il 25 settembre 1919, Wilson viene colpito da un leggero ictus, che non viene reso pubblico; una settimana dopo, tuttavia, soffre un altro attacco decisamente più grave, che lo rende quasi del tutto inabile; all’epoca una menomazione così grave non è contemplata dalla normativa e, pertanto, Wilson resta in carica, con la moglie che lo aiuta in molte delle sue faccende e diversi compiti affidati ai membri del Governo. Dopo la scadenza del secondo mandato il nostro si ritira a vita privata e, infine, muore il 3 febbraio 1924.

Ascolta Thomas Woodrow Wilson e l’affermazione degli USA

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli è nato nel 1990 a Roma, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, gestisce dal 2020 un podcast dedicato alla prima sulla Webradio Senzabarcode. Per quanto riguarda la seconda, invece, ha pubblicato un'irriverente parodia dell'Iliade, denominata “Troiade”, con Rupe Mutevole Edizioni, nonché “Dominio e Ribellione” e “Equilibrio e Cambiamento”, editi da CTL Editore nella collana editoriale SenzaBarcode.

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