BES e Diritti delle Persone Disabili

Abbiamo già trattato il tema dei BES qualche mese fa dandone la definizione e analizzandone i campi d’azione.

Adesso vediamo quali sono le prospettive dei BES partendo dalla Convenzione dei diritti delle persone disabili dell’ONU e da una rilettura attraverso i disability studies. I BES vengono introdotti Nel 1978 dalla Baronessa Warnock per cambiare la definizione di alunno con handicap in una definizione più umana che divenne Special Education Needs.

La Warnock intuì che un diverso linguaggio per riferirsi alle persone con handicap poteva essere la chiave di svolta per eliminare le barriere inclusive e cominciare a vedere le persone disabili non soltanto attraverso il loro deficit.

La definizione di BES viene utilizzata per la prima volta nella dichiarazione di Salamanca dell’Unesco nel 1997 includendo anche le eccellenze cioè rilevando la necessità di dare delle risposte inclusive a tutte le necessità non solo alle disabilità o ai deficit.

La grossa novità arriva nel 2006 quando la Convenzione dei diritti delle persone disabili dell’ONU sostituisce la parola bisogni con la parola Diritti. Questa nuova terminologia mette in crisi la definizione di Bes che è un termine basato sul bisogno e quindi strettamente legato alla  definizione medica di deficit.

Sicuramente la Warnock aveva le migliori intenzioni quando ha coniato il termine BES ma ad oggi, in una scuola che vuole dirsi veramente inclusiva, la definizione risulta in qualche modo discriminatoria.

Inoltre si pone la scottante questione dei numeri in costante aumento di bisogno di Bes. In una società multietnica multifattoriale e con divergenze economiche sempre più evidenti la richiesta di BES sta aumentando in modo sproporzionato. Pensare ad un modello che presuppone la scrittura di un percorso differenziato per ogni alunno che necessita di BES rischia di portare ad avere delle classi con più del 50% di ragazzi con percorsi educativi differenziati. C’è il rischio non trascurabile di tornare indietro e creare delle classi speciali.

In quest’ottica i BES sono totalmente non inclusivi. L’analisi dei Disability Studies porta alla luce la forte divergenza esistente tra la Convenzione dei diritti delle persone disabili stipulata nel 2006 con la normativa esistente presso il Miur dei Bes.

I disability studies infatti scardinano la vecchia definizione di disabilità legata al deficit introducendo quella della costruzione sociale.

 La disabilità è creata dalla società come forma discriminante verso quelle persone che che non raggiungono gli standard richiesti dalla normalità.

La diversità diviene una condizione umana possibile che necessita di pari opportunità. In quest’ottica la convenzione dell’ONU sostituisce la parola bisogni con la parola diritti.

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Emanuela Fatilli

Emanuela Fatilli nata a Busto Arsizio dove tutt'ora vive, nel 1973 é sposata e madre di due figli Giovanni e Giacomo. Lavora presso l'ospedale di Magenta dal 1996 in qualità di Tecnico di Radiologia. Ha pubblicato il suo primo libro, " La casa infestata che non c'era l'albergo aperto", nell'ottobre del 2018 per la casa editrice milanese "Excogita ". Da settembre 2019 collabora con la WebRadio SenzaBarcode come speaker e autore per il programma Disabilità e Benessere.

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