Eliogabalo, tra i primi transgender

Sesto Vario Avito Bassiano, poi noto come Eliogabalo, nasce a Roma nel 203, per parte di madre, è gran sacerdote del dio del sole El-Gabal nella città di Emesa, in Siria.

Se ben ricordate, alla morte di Caracalla il trono viene usurpato dal prefetto del pretorio Marco Opellio Macrino, che esilia la famiglia reale. Giulia Mesa, nonna di Sesto Vario, trama fin da subito per metterlo sul trono e, ben presto, si giunge alla guerra, con le truppe dell’usurpatore che vengono sconfitte presso Antiochia nel 218, segnando la fine del suo breve regno. Quando, nel 219, Eliogabalo entra a Roma, compie inizialmente alcuni atti meritevoli, abbellendo la Capitale, completando le Terme di Caracalla e formando una versione in miniatura del Senato riservata alle donne.

Presto, però, riforma il pantheon romano subordinandolo ad El-Gabal, divinità di cui è appunto gran sacerdote, alienandosi le simpatie del popolo ed il sostegno delle legioni. Oltre a ciò, infrange un’antichissima tradizione pretendendo di sposare una vergine vestale (anticamente, le vestali venute meno al dovere di castità venivano sepolte vive). Dimostra inoltre la sua indole autoritaria facendo giustiziare Gannys, eunuco che lo aveva aiutato ad ascendere al trono con la sua rete di spie, soltanto perché lo invita a governare con moderazione.

Oltre alla sua volontà di cancellare la religione tradizionale romana, Eliogabalo diventa celebre per la sua sessualità quantomeno fluida

si sposa con almeno cinque donne e due uomini, ma, oltre a ciò, pare ami truccarsi tanto pesantemented a rovinarsi la pelle, depilarsi e prostituirsi con donne ed uomini indifferentemente, addirittura all’interno del palazzo imperiale. Addirittura, pare arrivi ad offrire metà dell’Impero romano al medico che si dimostri in grado di evirarlo e renderlo donna. È in realtà possibile che tali presunti atti siano legati ai culti religiosi orientali, spesso alquanto licenziosi e tendenti a considerare l’atto sessuale un atto mistico, ma non sapremo mai la verità su tale aspetto.

Ben presto, come detto, l’opinione pubblica inizia a detestarlo e la nonna, fa pressione su di lui affinché associ al trono Alessandro Severo, che di Eliogabalo è cugino. L’Imperatore adotta dunque il cugino, ma ben presto i rapporti fra di loro franano e cerca più volte di farlo assassinare, senza successo. A fine 221, Eliogabalo mette in giro la falsa notizia della morte del cugino, per vedere la reazione dei pretoriani, corpo armato ricostituito dopo lo scioglimento ad opera di Settimio Severo. I pretoriani pretendono di verificare la veridicità della notizia e, quando l’11 marzo del 222 Eliogabalo ed Alessandro Severo si presentano al loro accampamento, acclamano il secondo, ignorando il primo.

L’Imperatore, furioso ed oltraggiato, ordina allora che i sostenitori del cugino vengano giustiziati, ma i soldati, per tutta risposta, uccidono lui e la madre Giulia Soemia, lasciando poi i corpi insepolti come segno di estremo disprezzo

Quando viene assassinato, Eliogabalo non ha neppure diciannove anni e per lui viene decretata la damnatio memoriae. Come detto, ci sono aspetti del regno del giovane sacerdote di El-Gabal che non conosceremo mai, anche se difficilmente tutte le nefandezze che gli vengono attribuite possono essere frutto dell’immaginazione degli storici.

Oggigiorno, peraltro, Eliogabalo è considerato una delle prime persone transgender di cui si abbia notizia e, come tale, parte delle sue stravaganze è stata spiegata con la frustrazione derivante dal sentirsi intrappolato in un corpo che non percepiva come suo. A succedergli è naturalmente il cugino Alessandro Severo, che si rivelerà tutto sommato un buon sovrano, anche se non abbastanza per le difficilissime sfide che attendono Roma nel III secolo.

Andrea Barricelli

Andrea Barricelli è nato nel 1990 a Roma, dove vive e lavora come avvocato. Appassionato di storia e letteratura, gestisce dal 2020 un podcast dedicato alla prima sulla Webradio SenzaBarcode. Per quanto riguarda la seconda, invece, ha pubblicato un'irriverente parodia dell'Iliade, denominata “Troiade”, con Rupe Mutevole Edizioni, nonché “Dominio e Ribellione” e “Equilibrio e Cambiamento”, editi da CTL Editore nella collana editoriale SenzaBarcode.

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