Festival Inventaria, Filo d’erba

In concorso per Festival Inventaria – La festa del teatro off: Filo d’erba. Erba non è più un luogo come un altro e il cortile di via Diaz è un luogo congelato nel tempo. Intervista a Lorenzo Profita.

“Giunto alla sua decima edizione, il Festival Inventaria – La festa del teatro off, organizzato dalla compagnia DoveComeQuando, si reinventa per ripartire in condizioni inedite per il teatro e l’Italia ed eccezionalmente si trova ad aprire la stagione del teatro off capitolino. Per Filo D’Erba c’è Lorenzo Profita al microfono di Palcoscenico.

Filo d’erba è uno spettacolo ispirato ai fatti tragici di Erba del 2006. Non è un lavoro d’inchiesta, né tantomeno di denuncia.

La vita di provincia ha mutato luce e temperatura. Il cambiamento è stato veloce. Non è più protetta e protettiva, lontana dall’alienazione e dalla violenza della città. Ma si continua a crederlo. Non ci si rassegna al cambiamento. La confidenza, le relazioni, la solidarietà, la sicurezza sono finite. Qui la ricchezza è in un reticolo di strade, di agglomerati, di zone residenziali, saldate l’una all’altra. Ma non si è più vicini davvero. Ora si è anonimi, indistinti, tagliati dal traffico e da sacche di vuoto che un giorno all’improvviso, si riempiono di un nuovo cantiere per allontanarsi e allontanare ancora. Ed è qui che la simbiosi amorosa a volte può diventare salvagente di tutti i mali. Gli stessi interessi, le stesse opinioni, gli stessi valori, le stesse ossessioni diventano garanzia di un’auto-protezione “Il mondo qui fuori non ci protegge ma se noi stiamo insieme la violenza non entra”. Ma quando il mondo di fuori mette a rischio il protetto mondo di dentro l’equilibrio s’incrina e la coppia può giungere a commettere azioni “inimmaginabili”. Nell’ordinaria normalità esplode una storia di straordinaria anormalità.

Sabato 17 ottobre, alle 21, Teatro Trastevere. Di e con Cinzia Villari e Lorenzo Profita. Sonorizzazione Cristiano D’Alieso, luci Valeriano Solfiti.

Sheyla Bobba

Classe 1978. Un giorno ha pensato che SenzaBarcode era il nome giusto per definirsi, poi ha fondato il sito. Qualche tempo dopo voleva una voce, e ha fondato la WebRadio. Antipatica per vocazione. Innamorata di suo marito. Uno dei complimenti che preferisce è "sei tutta tuo padre". www.senzabarcode.it - www.associazione.senzabarcode.it - www.webradio.senzabarcode.it

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