Sogni (in una bella notte di mezza estate). Da stasera al Teatro Arvalia

Sogni (in una bella notte di mezza estate). Da Shakespeare una indagine sulla Bellezza, croce e delizia. Al Teatro Arvalia di Roma  dall’ 11 al 16 marzo.

Dall’ 11 al 16 marzo, il teatro Avalia ospita l’ opera Sogni (in una bella notte di mezza estate), dai Sogni di una notte di mezza estate di Shakespeare. La bellezza è originaria, indotta, mutata, sottratta, servita, inseguita, negata, bramata, sempre amata, mai innocua. Presi in prestito con estrema libertà dal testo shakespeariano, Ermia, Puck, Elena, Demetrio, Bottone e Titania si agitano in atmosfere di sogno, avvolti nel buio, attratti dalla luce, alla perenne ricerca di una bellezza che possa salvarli.

Una indagine sulla Bellezza, croce e delizia. Una necessità dell’anima, che nutre e tormenta. Un godimento per alcuni, una dannazione per altri, un’urgenza per tutti, una schiavitù per molti; tanto impalpabile e soggettiva quanto determinante e cogente. La Bellezza che vive solo nella nostra testa ma domina, dolce e crudele, il mondo. Un paradiso che può diventare inferno.

Quattro storie, alternate ad altrettante oniriche visioni, a comporre un affresco in cui la bellezza domina, imponendo la sua legge.

Elena, che nonostante ogni rassicurazione e carezza dell’amato continua a credersi brutta; il guercio Puck, invaghito di una bellezza purtroppo destinata ad altri ma che, forse, gli farà riscoprire la propria.

Bottone, che si illude di diventare attraente agli occhi di una crudele Titania.

Demetrio che, rapito da un’algida bellezza seduttrice, rischia di perdere il calore del sentimento.

Dall’ 11 al 16 marzo 2014, tutti i giorni ore 21, domenica ore 18. Biglietti: 10 euro intero; 8 euro ridotti e convenzione Quasar _ over 65 2 euro _ tessera associativa. Teatro Arvalia, via Quirino Majorana 139, Roma

Informazioni e foto dell’Opera  Sogni (in una bella notte di mezza estate)

Prenotazioni e accrediti 320-11.85.789, 329-06.53524, 06-55.28.40.44

Recensione del segmento “Elena”

Sogni (in una bella notte di mezza estate) “(…) probabilmente l’opera dalla maggiore resa scenica: mentre una ragazza parla alla sua immagine allo specchio, rifiutando la sua bellezza, l’invisibile [Demetrio] le dichiara il suo amore. Sulla scena un gioco di luci e ombre abbaglia e incanta, una lampada a olio sulla ragazza che recita intensamente, due occhi luminosi, sempre più luminosi, squarciano l’oscurità in un impatto visivo che ha qualcosa di cinematografico, dal momento che la messa in scena medita sui concetti di specchio, riflesso, luce, buio, punto cieco.”

Da Paperblog.com 

Sheyla Bobba

Classe 1978. È presidente dell’associazione SenzaBarcode, direttore e blogger dell’omonimo sito che si occupa di informazione su Roma. È docente di Academy SenzaBarcode e si occupa di web writing e comunicazione.

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